Tiroide, in gravidanza i controlli sono ancora scarsi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 31/08/2017 Aggiornato il 11/11/2019

La tiroide durante i nove mesi di attesa ha bisogno di attenzioni particolari. Per il suo benessere la futura mamma deve assumere iodio alimentare ma spesso i ginecologi non lo dicono

Tiroide, in gravidanza i controlli sono ancora scarsi

Tiroide questa sconosciuta in gravidanza. Nei nove mesi di gestazione è necessario un aumentato apporto di iodio alimentare da parte della futura mamma a causa dell’aumentata richiesta di ormoni tiroidei da parte del bimbo: nell’attesa il fabbisogno di iodio da parte dell’organismo materno cresce notevolmente.

E, sebbene la carenza di questo minerale possa comportare il rischio di ipotiroidismo nella mamma e deficit di sviluppo cognitivo nel bebè, durante i nove mesi di gestazione i controlli sulla tiroide sono ancora troppo pochi.

Più iodio in gravidanza e allattamento

A parlarne è Andrea Giustina, professore di endocrinologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: “La tiroide è ancora trascurata dai controlli in gravidanza. A causa della aumentata richiesta di ormoni tiroidei da parte del feto, in gravidanza è necessario un aumentato apporto di iodio alimentare, che aumenta dai canonici 150 microgrammi al dì a 250 microgrammi. Lo stesso fabbisogno è richiesto dalla donna durante l’allattamento per compensare le perdite renali e soddisfare le aumentate esigenze materne e neonatali”.

Perché è così importante

Diverse sono le conseguenze negative per la salute – oltre che per la tiroide –  che possono derivare da carenze severe di iodio. Come spiega Giustina “una carenza severa di iodio è stata associata a un aumento della prevalenza di gozzo nella madre. Livelli normali di ormoni tiroidei sono essenziali, nel feto, per la crescita dei neuroni, la mielinizzazione delle vie nervose e numerosi cambiamenti strutturali del cervello. Poiché il feto fino alla 12esima settimana di gestazione non è in grado di produrre autonomamente gli ormoni tiroidei, in questa fase lo sviluppo neurologico fetale dipende completamente dal rifornimento di ormoni tiroidei materni”.

Deficit cognitivi anche per lievi carenze

Quando la carenza di iodio è persistente anche la ghiandola tiroidea fetale avrà difficoltà a produrre una quantità adeguata di ormoni tiroidei e le conseguenze neurologiche possono essere anche gravi. Per carenze notevoli si rischia “un importante deficit intellettivo conseguente all’ipotiroidismo congenito associato al severo deficit di iodio, condizione nota come ‘cretinismo endemico’ – conclude lo studioso -. Queste forme oggi sono per fortuna molto meno frequenti di una volta, ma studi clinici hanno suggerito che un ipotiroidismo materno-fetale anche lieve può comportare un difetto intellettivo del bambino durante l’età scolare”.

Lo sapevi che?

Per assicurarsi un apporto corretto di iodio alimentare è importante innanzitutto introdurre nella dieta il sale iodato per condire i cibi e cuocere la pasta e poi mangiare regolarmente, previa cottura e controllo della provenienza e della conservazione, pesce di mare, molluschi, crostacei, uova e latte.

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