Disbiosi in gravidanza: sintomi, cause e cosa fare

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 19/06/2026 Aggiornato il 19/06/2026

Nei nove mesi il delicato ecosistema intestinale può alterarsi provocando uno squilibrio con riflessi negativi sulla salute e il benessere della futura mamma.

Disbiosi in gravidanza: sintomi, cause e cosa fare

Il microbiota intestinale — l’insieme di microrganismi che vive nel nostro intestino — è fondamentale per la salute. Durante la gravidanza, questo ecosistema cambia per adattarsi alle esigenze del bambino. Se l’equilibrio si rompe, compare la disbiosi intestinale: uno squilibrio della flora batterica che causa vari sintomi e può influenzare il benessere di mamma e nascituro, condizionandone anche il futuro sistema immunitario.

Per questo, l’intestino è ormai considerato centrale nella prevenzione in gravidanza. Conoscere le cause della disbiosi e sapere come intervenire con una corretta alimentazione e uno stile di vita sano aiuta ad affrontare i nove mesi con più serenità.

Ne parliamo con la dottoressa Laura Mazzotta, specialista in Igiene, Medicina Preventiva e Nutrizione Clinica presso il Poliambulatorio AEsthe Medica di Ferrara.

Sintomi

Il microbiota non si limita a partecipare alla digestione degli alimenti. Contribuisce alla produzione di vitamine, regola numerosi processi metabolici, dialoga con il sistema immunitario e influenza persino il benessere psicologico attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello.  Ecco perché una condizione di disbiosi in gravidanza può minare il benessere della futura mamma. 

I sintomi della disbiosi in gravidanza possono essere molto variabili e spesso vengono confusi con i normali disturbi che accompagnano la gestazione. Questo rende talvolta difficile riconoscere il problema, soprattutto nelle fasi iniziali. Il tratto intestinale è uno degli organi che risente maggiormente delle modificazioni ormonali della gravidanza e, quando il microbiota perde il proprio equilibrio, possono comparire manifestazioni più evidenti.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • gonfiore addominale, sensazione di pancia tesa, presenza di gas intestinali. La disbiosi in gravidanza può influenzare anche la tolleranza ad alcuni alimenti. Cibi che prima venivano digeriti facilmente possono provocare gonfiore, fastidio addominale o una maggiore sensazione di disagio intestinale
  • digestione più lenta del normale. Molte donne riferiscono inoltre un senso di pesantezza dopo i pasti, anche quando consumano quantità moderate di cibo
  • stitichezza, particolarmente frequente in gravidanza, oppure situazioni opposte caratterizzate da diarrea o alternanza tra le due condizioni
  • peggioramento della nausea gravidica, soprattutto nel primo trimestre, con un impatto negativo sulla qualità della vita e sulle abitudini alimentari quotidiane

Poiché il microbiota dialoga costantemente con il sistema immunitario, i sintomi non si limitano all’apparato digerente:

  • stanchezza, difficoltà di concentrazione, riduzione dell’energia e una sensazione generale di malessere
  • maggiore predisposizione a infezioni urinarie o vaginali ricorrenti, anche se queste condizioni possono avere molteplici cause e richiedono sempre una valutazione medica
  • maggiore irritabilità, nervosismo o percezione dello stress. Non bisogna infatti dimenticare il collegamento tra intestino e benessere emotivo.

Naturalmente questi sintomi non sono sufficienti per diagnosticare una disbiosi in gravidanza, ma quando risultano persistenti o particolarmente fastidiosi è opportuno confrontarsi con il ginecologo o con il medico curante per valutare eventuali approfondimenti.

Cause

Le cause della disbiosi in gravidanza sono numerose e spesso derivano dalla combinazione di fattori fisiologici e ambientali. La gravidanza stessa rappresenta una condizione che modifica profondamente l’organismo e che può influenzare direttamente la composizione del microbiota intestinale. Inoltre vanno tenuti in considerazione:

  • cambiamenti ormonali: l’aumento dei livelli di progesterone ed estrogeni modifica la motilità intestinale, rallentando il transito del cibo e favorendo talvolta fenomeni di fermentazione. Questo cambiamento può alterare l’ambiente intestinale e influenzare l’equilibrio tra le diverse popolazioni batteriche
  • modificazioni immunologiche: il sistema immunitario subisce importanti adattamenti durante la gestazione. L’organismo materno deve infatti trovare un equilibrio tra la protezione della salute della madre e la tolleranza nei confronti del feto. Queste modificazioni immunologiche possono contribuire a variazioni nella composizione del microbiota, alcune delle quali fisiologiche e altre potenzialmente associate a disbiosi
  • alimentazione: nausea, vomito, alterazioni dell’appetito e desideri alimentari particolari possono portare la donna a modificare le proprie abitudini nutrizionali. Una dieta povera di fibre, frutta, verdura e cereali integrali può ridurre il nutrimento disponibile per i batteri benefici. Al contrario, un consumo eccessivo di zuccheri semplici, alimenti ultra-processati e prodotti industriali può favorire la crescita di specie meno favorevoli all’equilibrio intestinale
  • farmaci: il loro impiego può rappresentare un ulteriore fattore di rischio. Gli antibiotici sono i più noti per la loro capacità di alterare la flora intestinale, ma anche altri trattamenti possono influenzare indirettamente il microbiota. Per questo motivo ogni terapia in gravidanza deve essere attentamente valutata dal medico.

Infine, stress, scarsa qualità del sonno, sedentarietà e condizioni preesistenti come sindrome dell’intestino irritabile, sovrappeso, obesità o disturbi metabolici possono contribuire alla comparsa della disbiosi in gravidanza. In molti casi non esiste una singola causa, ma piuttosto l’interazione di diversi fattori che, sommati tra loro, determinano uno squilibrio della flora intestinale.

Cosa fare

Quando si sospetta una disbiosi durante la gravidanza è importante evitare il fai-da-te e confrontarsi sempre con il proprio medico o ginecologo. L’obiettivo principale non è soltanto ridurre i sintomi, ma favorire il ripristino di un equilibrio intestinale che possa sostenere il benessere generale della futura mamma.

  • Alimentazione: una dieta varia ed equilibrata, ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, contribuisce a nutrire i batteri benefici presenti nell’intestino. Le fibre rappresentano infatti il principale substrato per molte specie batteriche favorevoli e aiutano a mantenere una buona funzionalità intestinale. Gli alimenti fermentati, come yogurt con fermenti vivi e kefir, possono rappresentare un supporto interessante per il microbiota. Tuttavia la loro introduzione deve sempre essere compatibile con le esigenze nutrizionali individuali e con le raccomandazioni fornite dal professionista sanitario.
  • Corretta idratazione: bere acqua regolarmente durante la giornata favorisce il transito intestinale e contribuisce a contrastare la stitichezza, uno dei disturbi più frequenti della gravidanza. Quando possibile e compatibilmente con le indicazioni del ginecologo, è utile associare una moderata attività fisica, come camminate quotidiane o esercizi specifici per la gestazione.
  • Probiotici specifici: in alcuni casi il medico può valutarne l’utilizzo. È importante ricordare che non tutti i probiotici sono uguali e che i benefici dipendono dai ceppi utilizzati, dalla dose e dalla situazione clinica della paziente. Per questo motivo è sconsigliato assumere integratori senza un’indicazione professionale.
  • Gestione dello stress: tecniche di rilassamento, respirazione controllata, yoga prenatale e un adeguato riposo possono influenzare positivamente l’asse intestino-cervello e contribuire al mantenimento dell’equilibrio intestinale. Un approccio globale che consideri alimentazione, movimento, riposo e benessere emotivo rappresenta generalmente la strategia più efficace per favorire una gravidanza serena e una buona salute intestinale.

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Cosa succede al feto

Negli ultimi anni è emerso inoltre un crescente interesse per il possibile legame tra microbiota materno e salute del bambino. Sebbene molti aspetti siano ancora oggetto di studio, sappiamo che il benessere dell’organismo materno durante la gravidanza contribuisce a creare un ambiente favorevole allo sviluppo fetale. Prendersi cura dell’intestino significa quindi adottare un approccio preventivo che guarda non solo alla salute della donna, ma anche al futuro del nascituro.

Dal punto di vista medico-nutrizionale il consiglio è quello di non sottovalutare sintomi persistenti come gonfiore importante, alterazioni dell’alvo, digestione difficoltosa o stanchezza inspiegabile.

Anche quando si tratta di disturbi apparentemente comuni, una valutazione professionale può aiutare a individuare eventuali squilibri e a correggerli attraverso strategie personalizzate e sicure per la gravidanza. La prevenzione, ancora una volta, rappresenta la migliore alleata della salute: mantenere un microbiota equilibrato significa favorire il benessere materno, sostenere l’organismo durante la gestazione e affrontare con maggiore serenità uno dei momenti più importanti della vita di una donna.

Foto di copertina di Cottonbro Studio via Pexels.com 

 

In breve

Il microbiota intestinale è oggi considerato un protagonista fondamentale della salute femminile. Sebbene molti cambiamenti della flora batterica siano fisiologici e facciano parte del normale adattamento dell’organismo alla gestazione, una disbiosi può contribuire alla comparsa di sintomi gastrointestinali, alterazioni del benessere generale e riduzione della qualità della vita della futura mamma. Esistono comunque numerose strategie preventive in grado di sostenere la salute intestinale.

 

 

 

 

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