Cisti ovariche: cosa sono, sintomi e cause

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 02/01/2026 Aggiornato il 02/01/2026

Sono quasi sempre benigne e insorgono solitamente in età adolescenziale e adulta. In genere si scoprono con l'ecografia e non vanno confuse con le microcisti o con la sindrome dell'ovaio policistico. Non sempre danno sintomi e a volte vanno asportate.

Cisti ovariche: cosa sono, sintomi e cause

Le cisti ovariche sono formazioni di dimensioni variabili, che possono comparire in un ovaio o in entrambi. A volte si formano già nel feto di sesso femminile in epoca intrauterina, a volte dopo la nascita per effetto degli ormoni materni.

Più spesso compaiono con la pubertà e a volte anche in età adulta. Le cisti ovariche sono di diversa natura e, solitamente, sono benigne, ma in qualche caso possono causare alterazioni ormonali e incidere sulla fertilità femminile.

Sintomi

Non sempre le cisti alle ovaie causano sintomi. A volte, infatti, sono piccole, hanno dimensioni di due o tre centimetri e quindi la donna non si accorge della loro presenza.

La diagnosi avviene quindi in occasione di una ecografia pelvica effettuata, per esempio, in occasione di una visita ginecologica oppure di un controllo all’addome. Se, però, le cisti ovariche sono piuttosto voluminose (dai cinque centimetri in su), possono causare alcuni disturbi, come:

  • sensazione di peso in zona pelvica, che si accentua durante il periodo premestruale
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • gonfiore addominale
  • necessità di urinare spesso
  • talvolta lieve febbre.

Attenzione al dolore acuto

A volte le cisti ovariche possono comportare problemi più seri, segnalati dalla comparsa di un dolore addominale acuto e a volte da sanguinamento, che causa anche uno stato infiammatorio con febbre alta e diarrea. In questo caso può trattarsi di torsione o di rottura della cisti ed è una condizione che richiede un intervento immediato, spesso di tipo chirurgico con rimozione della cisti, cercando di risparmiare il tessuto ovarico sano.

Cause

Esistono diversi tipi di cisti ovariche, a seconda della tipologia della loro formazione.

Le cisti funzionali sono legate alla crescita eccessiva di uno dei follicoli ovarici, le strutture tondeggianti che, ogni mese circa, aumentano di dimensioni e maturano rilasciando un ovocita (o cellula uovo) pronto per la fecondazione. A volte un follicolo, anche dopo avere rilasciato l’ovocita, continua a crescere e ad accumulare al suo interno del liquido. Questo a volte si riassorbe nel giro di qualche settimana, in altri casi permane per un tempo più lungo oppure non si riassorbe affatto.

Delle cisti ovariche fanno parte gli endometriomi, costituiti da tessuto endometriale, ossia del tessuto che normalmente riveste internamente l’utero. Le donne che soffrono di una malattia, chiamata endometriosi, sono soggette a una crescita di endometrio anche al di fuori dell’utero, negli organi addominali e appunto attorno alle ovaie. Queste cisti sono di colore scuro e contengono sangue mestruale, possono essere di pochi millimetri di dimensione o arrivare anche a dieci centimetri di diametro, localizzandosi su un solo ovaio oppure su entrambi.

I cistoadenomi sono un altro tipo di formazioni presenti sul tessuto ovarico, che prendono origine dal tessuto che costituisce l’ovaio stesso. Possono essere dovuti a fattori ormonali, genetici oppure ambientali e hanno una crescita molto lenta. A volte sono pieni di muco oppure di siero.

Un altro tipo di cisti ovarica, più rara, è la cisti dermoide, che solitamente si localizza su un solo ovaio. Si tratta di una formazione che risale all’epoca embrionale ed è costituita da sebo e altri tessuti, per esempio ossa, denti, capelli, tiroide.

Non si tratta di microcisti

Le cisti ovariche non vanno confuse con le microcisti e nemmeno con la sindrome dell’ovaio policistico, che sono due condizioni differenti tra di loro.

La micropolicistosi ovarica è una condizione per cui nelle ovaie sono presenti numerosi follicoli (le strutture delle ovaie deputate alla produzione degli ovociti) inattivi o “dormienti”, che cioè non producono ovociti. Restano quindi nello stadio di cisti proprio perché si tratta di follicoli che non sono riusciti a maturare sotto l’azione degli ormoni. Si tratta però di una condizione abbastanza comune che non provoca disturbi alla donna.

La sindrome dell’ovaio policistico o Pcos è invece una condizione caratterizzata dalla formazione nelle ovaie di cisti piene di liquido, che interferiscono con la produzione degli ormoni ovarici.

Possono quindi alterare le fasi del ciclo mensile, impedendo l’ovulazione e causando quindi problemi di infertilità. La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata dall’aumento di ormoni androgeni che causano problemi di peso, comparsa di acne e irsutismo (peli sul viso e sul petto). Occorre una cura prescritta dal ginecologo, a base di ormoni specifici.

Cisti ovariche e gravidanza

Nella maggior parte dei casi, le cisti ovariche di tipo funzionale non causano problemi alla fertilità perché non danneggiano la produzione di ormoni da parte dell’ovaio stesso e, quindi, non causano alterazioni del ciclo mestruale.

Lo stesso discorso vale per i cistoadenomi e le cisti dermoidi.

Possono invece causare problemi di fertilità le cisti ovariche note come endometriomi. Devono essere operate chirurgicamente e questo comporta l’eliminazione di tessuto ovarico con follicoli potenzialmente attivi, con conseguente riduzione della fertilità.

Per questo sarebbe opportuno monitorare con attenzione e regolarità le cisti, dopo averle diagnosticate, eventualmente intervenendo quando non hanno ancora raggiunto dimensioni eccessive. Se invece la fertilità è già in parte danneggiata, è possibile prendere in considerazione un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Se la cisti ovarica si forma in gravidanza

Le cisti ovariche a volte possono formarsi anche durante la gravidanza, in particolare tra la 12a e la 14a settimana di gestazione, sotto l’effetto degli ormoni ai quali la donna è soggetta in questo periodo.

Anche in questo caso spesso le cisti di questo tipo si riassorbono spontaneamente e, se anche non succede, non causano problemi alla crescita del feto. Vanno però monitorate regolarmente, con ecografie periodiche, perché se sono voluminose possono andare incontro a rottura o torsione.

Diagnosi delle cisti ovariche

Regolari visite ginecologiche, dall’adolescenza in poi, sono essenziali per controllare la salute dell’apparato riproduttore e per escludere alterazioni come le cisti ovariche. Queste, se diagnosticate per tempo, possono essere gestite nel modo corretto. La sola ecografia, meglio se transvaginale, riesce a effettuare una diagnosi abbastanza precisa per quanto riguarda la dimensione delle cisti, la loro tipologia, la consistenza solida o liquida e può anche escludere una natura di tipo maligno.

In caso di dubbio è possibile eseguire la risonanza magnetica, che riesce a studiare le formazioni complesse, che contengono parti solide o vascolarizzate, cresciute rapidamente.

La risonanza è utile in caso di sospetto di malignità (che nel caso delle cisti ovariche è più alto nelle donne dai 40 anni in su e dopo la menopausa), per escludere che si tratti di un carcinoma. Solo l’esame istologico, effettuato sul tessuto asportato, può chiarire al 100% la natura della formazione.

Tutte le cure

Le cisti ovariche benigne, se hanno dimensioni inferiori ai 5 centimetri e non causano disturbi, vanno periodicamente controllate con ecografie. Spesso si riassorbono spontaneamente.

Se, invece, la cisti non scompare da sola e causa disturbi come dolore o pesantezza nella zona pelvica, disturbi ai rapporti sessuali, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico di asportazione, cercando di preservare la maggiore quantità possibile di tessuto ovarico per mantenere la fertilità.

Dopo l’asportazione, sul tessuto si esegue sempre l’esame istologico. L’operazione è semplice e può avvenire anche per via laparoscopica, ossia effettuando piccole incisioni per introdurre gli strumenti operatori.

Cisti benigne di dimensioni inferiori, che causano alterazioni ormonali (rilevabili attraverso gli esami del sangue) possono richiedere l’assunzione di farmaci a base di ormoni, estrogeni e progesterone, per mantenere la regolarità del ciclo mensile e l’ovulazione. La situazione va monitorata regolarmente con ecografie ed esami del sangue per il dosaggio ormonale.

Photo by Shora Shimazaki for Pexels

 
 
 

In breve

Le cisti ovariche sono formazioni piuttosto grosse e quasi sempre benigne, che nella maggior parte dei casi si riassorbono. Vanno però monitorate, per intervenire chirurgicamente se danno sintomi dolorosi e per escludere che possano interferire con la fertilità della donna.

 

 

Fonti / Bibliografia

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