Come curare la pressione bassa in gravidanza e quali sono le cause?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 01/08/2022 Aggiornato il 01/08/2022

La pressione bassa è un fenomeno molto frequente in gravidanza. Fortunatamente non è pericoloso, anche se può creare qualche fastidio alla futura mamma. Ma basta adottare qualche accorgimento per stare subito meglio

donna soffre di pressione bassa in gravidanza
Qual è la pressione giusta per una persona?

La pressione sanguigna è la forza esercitata dal passaggio del sangue sulle pareti delle arterie (pressione arteriosa) e delle vene (pressione venosa). La pressione sanguigna arteriosa è molto più intensa di quella venosa, perché quando raggiunge le vene, il sangue ha perso in gran parte l’intensità della spinta impressa dal muscolo cardiaco.
Nella misurazione, quindi, viene presa in considerazione soltanto la pressione arteriosa, quella che può dare i disturbi più seri se è troppo intensa.

I valori della pressione arteriosa si suddividono in “massimi” e “minimi”. La massima è la pressione esercitata quando il cuore si contrae, mentre la minima è la forza esercitata quando il cuore si dilata per ricevere il sangue di ritorno. In genere, i valori ideali per la massima sono compresi tra 100 e 140, mentre quelli della minima tra 60 e 90. Questi valori però possono variare in base a molti fattori: l’età, il sesso, alcune condizioni e anche il momento della giornata.

Come si misura la pressione arteriosa?

La pressione viene misurata con uno speciale apparecchio, chiamato sfigmomanometro. Quelli di uso medico sono costituiti da un bracciale gonfiabile che viene posizionato nella parte alta del braccio, in genere quello sinistro. Su un quadrante o su una colonna di mercurio vengono registrati i valori grazie a un rilevatore.

I valori sono indicati in millimetri di mercurio (mmHg). In commercio esistono anche apparecchi da usare a casa, attendibili e di semplice utilizzo, consigliati soprattutto a chi soffre di ipertensione (pressione alta).

In gravidanza, se la futura mamma non ha problemi particolari, è sufficiente controllare la pressione una volta al mese. In genere, è il ginecologo a rilevare i valori nel corso delle visite di controllo di routine. Se, invece, la gestante soffre di sbalzi di pressione è necessario ricorrere a controlli più frequenti, che possono venire effettuati dal medico curante o in farmacia.

Cosa vuol dire quando hai la pressione bassa?

La pressione eccessivamente bassa non costituisce un reale pericolo per la salute della futura mamma. Può, però, essere fastidiosa: quando, infatti, il sangue esercita una spinta troppo debole sulle pareti dei vasi sanguigni, il nutrimento e l’ossigeno contenuti nel sangue stesso non riescono a raggiungere perfettamente tutti i distretti del corpo.

In particolare vengono private di queste preziose sostanze le zone più periferiche del corpo e il cervello. Si avverte allora stanchezza, debolezza muscolare e mentale, mancanza di concentrazione e di memoria. Nei casi più seri, quando la pressione subisce un ulteriore abbassamento è anche possibile avere una lipotimia, cioè uno svenimento.

Cosa succede se si ha la pressione bassa in gravidanza?

Durante la gravidanza, è normale che la pressione si abbassi: nei nove mesi, infatti, nell’organismo della futura mamma si verificano una serie di variazioni a carico degli ormoni e del sistema cardiovascolare che incidono sulla spinta esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi.

Un buono stato di salute è segnalato da valori di minima compresi fra 70 a 90 mmHg e di massima compresi fra 120 e 140. Valori inferiori indicano un abbassamento, che però non sempre è negativo: significa, infatti, che il cuore e vasi sanguigni non sono sottoposti a un carico eccessivo di lavoro.

I valori-limite della pressione bassa sono soggettivi; in generale, però, quando la massima è superiore a 100-110 mmHg, la futura mamma non avverte nessun disturbo. Al di sotto di questa soglia, invece, possono comparire alcuni sintomi quali perdita dell’equilibrio, sensazione di testa vuota, vertigini, annebbiamento della vista, sudorazione fredda e talvolta anche nausea.

nel primo trimestre
Il cuore aumenta il numero dei battiti e pompa più sangue. Di conseguenza, la gittata cardiaca (la quantità di sangue che il cuore pompa all’interno dei vasi) aumenta notevolmente, fino a raggiungere un valore di circa il 40 per cento in più tra la 20° e la 25° settimana di gestazione. Questo accade perché è aumentato il letto vascolare (la quantità di vasi sanguigni) in modo da riuscire a irrorare anche la placenta (l’organo che nutre e ossigena il bimbo nel pancione) e il feto.

nel secondo trimestre
Con il progredire della gravidanza, i vasi sanguigni (soprattutto le arterie) si dilatano a causa sia dell’elevata presenza degli ormoni della gravidanza (in particolare, aumentano le prostaglandine che provocano un rilasciamento dei vasi), sia della produzione di calore da parte del feto. La dilatazione dei vasi fa si che il sangue incontri una minore resistenza e scorra con più facilità, quindi, la pressione tende ad abbassarsi ulteriormente (generalmente la massima subisce un abbassamento più marcato della minima).

nel terzo trimestre
L’organismo della donna si è abituato alla nuova situazione: nella maggior parte dei casi, quindi, la pressione tende a ritornare ai valori precedenti la gestazione. Tuttavia, in alcuni casi, in questo periodo, può subentrare un altro fenomeno di natura meccanica che può portare ad un abbassamento della pressione: l’utero, aumentato di volume può comprimere la vena cava inferiore, che porta il sangue venoso dall’addome e dagli arti inferiori al cuore. Di conseguenza si può ridurre l’afflusso di sangue dalla periferia al cuore e, quindi, la gittata cardiaca e la pressione arteriosa. Generalmente intervengono meccanismi di compensamento, ma in una piccola percentuale di donne (3-10 per cento), ciò può non avvenire e possono così comparire stanchezza, senso di svenimento, nausea o perdita di coscienza.

Cosa mangiare per alzare la pressione in gravidanza?

 Un regime alimentare sano ed equilibrato è fondamentale per rimettere il sesto gli sbalzi di pressione. In primo luogo è necessario non far mancare all’organismo l’energia fornita dagli zuccheri, soprattutto dai cosiddetti carboidrati complessi (pasta, pane e riso). Questi alimenti (soprattutto se integrali) forniscono energia a lento rilascio, quindi anche alcune ore dopo l’ultima ingestione mettono al riparo dal rischio di ipoglicemia (abbassamento degli zuccheri nel sangue).

Aumentare, senza però esagerare, il consumo di sale. Il sale, infatti, trattiene i liquidi, di conseguenza aumenta il volume del sangue che, quindi, esercita maggiore forza sui vasi. Non bisogna poi rinunciare alle proteine (in pesce e carne, formaggi magri e uova) indispensabili per prevenire i cali di pressione. È bene anche mangiare kiwi, pesche, banane, patate, pomodori e albicocche: sono alimenti ricchi di potassio, un minerale che favorisce la contrazione muscolare e regolarizza il battito cardiaco. Masticare qualche pastiglia di liquirizia è un sistema naturale contro i cali di pressione.

Bere molto. Un sufficiente ricambio idrico favorisce, infatti, la perdita di calore corporeo attraverso la sudorazione, limitando quindi l’eccessiva dilatazione dei capillari (se il calore viene espulso con la sudorazione, l’organismo, per farlo, non deve dilatare troppo i vasi). Sono utili anche gli integratori salini, disponibili già pronti o in bustine da sciogliere in acqua.

Che attività fisica fare in gravidanza?

 Se eseguito in modo corretto, lo sport aiuta a innalzare la pressione. Il movimento, che in un primo momento svolge un effetto vasodilatante (per cui la pressione esercitata dal sangue sugli stessi è minore), con il passare dei giorni favorisce la stabilizzazione della pressione. Stimola, infatti, la produzione di sostanze come l’adrenalina e la noradrenalina, che agiscono sul sistema nervoso provocando restringimento dei vasi sanguigni. In questo modo aumenta la pressione arteriosa. Inoltre aumenta la quantità di endorfine, sostanze che alzano il tono dell’umore e il livello energetico dell’organismo.

Le ore migliori per fare sport all’aperto sono quelle del mattino e della sera, dopo che il sole è tramontato. È sempre meglio, però, fare attività sportiva almeno due-tre ore prima di coricarsi, perché il movimento può causare insonnia. In gravidanza le attività più consigliate sono il nuoto, le passeggiate e la ginnastica dolce.

Come aumentare la pressione in estate?

Durante i mesi caldi aumenta il rischio per la futura mamma di soffrire di cali di pressione. La colpa è del caldo e del clima tendenzialmente umido. La temperatura ideale interna del corpo umano è di circa 37° C: quando fa caldo è, quindi, necessario disperdere il calore in eccesso. L’organismo mette allora in atto una serie di processi che causano una vasodilatazione, cioè un aumento del diametro dei vasi sanguigni: in questo modo, è possibile aumentare la dispersione del calore del sangue. Chi ha la pressione alta, quindi, in estate sta meglio. Al punto che, dietro indicazione del medico, le persone ipertese possono diminuire l’assunzione dei farmaci che abbassano la pressione. Gli ipotesi (cioè le persone che hanno la pressione bassa) e le future mamme, al contrario, vanno incontro a una debolezza ancora più intensa, perché il sangue, che già esercita una forza scarsa all’interno delle arterie, nei vasi dilatati scorre ancora più lentamente. Quando il clima è caldo e umido queste persone possono avere uno svenimento. Il rischio si corre ancora di più se si sta a lungo in posizione eretta, condizione che non favorisce la buona irrorazione sanguigna del cervello, oppure quando il capo resta a lungo esposto al sole senza protezione: per disperdere l’eccessivo calore i vasi sanguigni si dilatano al massimo, al punto che il sangue defluisce quasi del tutto da questa zona. Si verifica così la momentanea perdita di coscienza. Ecco perché è meglio che le future mamme non soggiornino in ambienti troppo caldi.

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa non fare con la pressione bassa in gravidanza?

 Le posizione del corpo possono favorire l’abbassamento di pressione. Il fenomeno si verifica soprattutto quando si sta a lungo in piedi o quando si cambia posizione all’improvviso: per esempio, alzarsi di scatto dal letto può provocare qualche problema. È meglio, quindi, evitare di stare in piedi per troppo tempo e di passare troppo repentinamente dalla posizione sdraiata a quella eretta: meglio mettersi prima a sedere e poi, senza fretta, alzarsi in piedi.

Come evitare gli svenimenti in gravidanza?

Per evitare la situazione estrema dello svenimento, basta seguire qualche accorgimento:

  •  evitare di stancarsi troppo soprattutto quando fa caldo;
  • alzarsi con calma dal letto e dalle posizioni sedute, in modo che il sangue abbia il tempo di raggiungere il cervello;
  •  stare il meno possibile al sole e ripararsi sempre il capo;
  •  avere sempre a disposizione dell’acqua fresca per rinfrescarsi polsi, caviglie, viso e nuca.

 

 

Fonti / Bibliografia

  • SfigmomanometroLo sfigmomanometro è un apparecchio di uso molto comune che si utilizza per misurare la pressione arteriosa minima (diastolica) e massima (sistolica). Lo sfigmomanometro può essere manuale oppure elettronico, il suo utilizzo può essere raccomandato anche al paziente per controlli in ambito domestico.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

A riposo assoluto da un mese per via di uno “scollamento”

08/08/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Il riposo assoluto in gravidanza è inutile e potrebbe essere dannoso, anche in caso di scollamento amnio-coriale. Molto meglio condurre una vita normale, evitando ovviamente gli strapazzi.   »

Terzo cesaeo dopo due cesarei complicati: è possibile?

01/08/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Senza dubbio, un terzo cesareo dopo due cesarei che hanno determinato complicazioni espone a dei rischi, che è bene ponderare prima di decidere per una terza gravidanza.   »

Cosa vuol dire “sopra il quinto percentile”?

04/07/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Arianna Prada

Una crescita sopra il quinto percentile rappresenta il 95% della popolazione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti