Come evitare la toxoplasmosi in gravidanza: attenzione ai cibi e all’igiene

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/01/2012 Aggiornato il 28/10/2025

Malattia in genere innocua, se sei incinta, invece, può creare danni al feto. Ecco come evitare la toxoplasmosi in gravidanza

Come evitare la toxoplasmosi in gravidanza: attenzione ai cibi e all’igiene


La toxoplasmosi è una malattia spesso asintomatica e innocua causata da un parassita, il Toxoplasma gondii. Se contratta in gravidanza, però, può causare seri problemi al feto. Ecco, perché, se non si è immuni è bene stare attente. Ecco come evitare la toxoplasmosi in gravidanza.

Come si trasmette

Le fonti di contagio maggiori e più diffuse della toxoplasmosi sono la carne cruda o poco cotta (con la cottura il germe viene eliminato) e gli insaccati (soprattutto quelli di produzione artigianale), tranne il prosciutto cotto, gli escrementi di gatti infetti e il contatto con oggetti da essi contaminati (per esempio, la lettiera); la verdura cruda e la frutta contaminata e non pulita a sufficienza.

Le regole di prevenzione

Ecco, quindi, come evitare la toxoplasmosi in gravidanza:

– non mangiare insaccati e salumi crudi o poco cotti (è consentito solo il prosciutto cotto), carne cruda o poco cotta, uova crude;
– lavare con cura frutta e verdura crude utilizzando il bicarbonato di sodio (sciogliere un cucchiaio di bicarbonato in un litro di acqua fredda e sciacquare sotto abbandonante acqua corrente dopo il lavaggio) o altri disinfettanti consigliati dal ginecologo diluiti nell’acqua. Il bicarbonato è molto efficace perché grazie alle sue proprietà antibatteriche rimuove dagli ortaggi e dalla frutta la terra ed eventuali sostanze dannose;
– non fare giardinaggio senza i guanti perché il terreno potrebbe essere contaminato.

Se c’è un gatto in casa

Un’altra indicazione su come evitare la toxoplasmosi in gravidanza è fare attenzione ai gatti. Innanzitutto, è bene dire che non tutti i gatti sono portatori della toxoplasmosi, ma soltanto quelli che sono stati infettati dal parassita. E il gatto di casa, nutrito con alimenti controllati, difficilmente è portatore di questa malattia. In ogni caso, non occorre allontanarlo: è sufficiente indossare i guanti di lattice quando si pulisce la sua cassettina igienica per non venire in contatto con gli escrementi che potrebbero essere infetti. Occorre, invece, prestare attenzione all’eventuale contatto con i gatti randagi, abituati a cacciare e a nutrirsi di quello che trovano in strada.

 
 
 

In breve

Come si trasmette la toxoplasmosi

Le fonti di contagio maggiori e più diffuse della toxoplasmosi sono la carne cruda o poco cotta, gli insaccati (soprattutto quelli di produzione artigianale), tranne il prosciutto cotto, gli escrementi di gatti infetti e il contatto con oggetti da questi contaminati; la verdura cruda e la frutta contaminate e non pulite a sufficienza.

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti