Il diabete gestazionale nella donna incinta

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 22/10/2019

Il diabete gestazionale è una forma di diabete di tipo 2 che può presentarsi solamente durante la gravidanza. Questo problema spesso prelude allo sviluppo della malattia vera e propria anche a distanza di anni

Nella maggior parte dei casi il diabete gestazionale è causato da una ridotta sensibilità all’insulina prodotta dal pancreas (una ghiandola posta nell’addome) analoga a quella del diabete di tipo 2 e, in genere, regredisce dopo il parto per poi ripresentarsi talvolta a distanza di anni.

Chi è più a rischio

La prevalenza di diabete gestazionale varia dall’1 al 14 per cento delle donne in gravidanza e rispecchia la prevalenza di alterazioni del metabolismo glucidico, cioè dell’assorbimento degli zuccheri, della popolazione cui appartiene la donna, in quanto è influenzato dagli stessi fattori genetici, sociali e biologici.

Colpisce in prevalenza le donne sovrappeso o obese o con familiarità per diabete o appartenenti ad etnie a rischio di diabete o che hanno avuto in precedenti gravidanze con diabete gestazionale o neonati di peso superiore o uguale a 4,5 chilogrammi.

Non c’è familiarità per il diabete gestazionale, ma per il diabete in generale poiché chi presenta il diabete durante la gravidanza mostra spesso una familiarità per il diabete edun aumentato rischio di svilupparlo successivamente.

Uno studio recente, pubblicato su una autorevole rivista scientifica ha evidenziato che un quarto delle donne affette da precedente diabete gestazionale ha bisogno di terapia insulinica durante una successiva gravidanza, segno che il problema tende a ripetersi, una volta che si è manifestato, anche in gravidanze successive.

Si scopre con questi esami

Dato che non ci sono sintomi o campanelli di allarme del diabete gravidico, si usa eseguire uno screening in tutte le gestanti, in modo da riconoscere il problema con tempestività. L’Istituto Superiore di Sanità  e le società scientifiche per lo studio del diabete (Amd-Sid) raccomandano di eseguire a tutte le donne al primo appuntamento in gravidanza un particolare esame, la glicemia plasmatica per identificare un eventuale diabete preesistente alla gravidanza. Nelle donne con gravidanza fisiologica (normale), viene eseguita una curva da carico facendo assumere alla gestante 75 grammi di glucosio in alcune epoche precise della gravidanza.

A 16-18 settimane di gravidanza

La curva da carico va eseguita in questa epoca se la donna ha avuto un diabete gestazionale in una gravidanza precedente oppure se era obesa prima della gravidanza (cioè aveva un Imc, indice di massa corporea, superiore o uguale a 30kg/m2) o se presentava una glicemia fra 100 e 125 mg/dl prima o all’inizio della gravidanza. Sono definite affette da diabete gestazionale le donne con uno o più valori di glicemia superiori alle seguenti soglie espresse in mg/dl:
– a digiuno: con valori superiori o uguali a 92 mg/l
– dopo 1 ora dall’assunzione di glucosio: con valori superiori o uguali a 180 mg/l
– dopo 2 ore dall’assunzione di glucosio:  con valori superiori o uguali a 153 mg/l

A 24-28 settimane di gravidanza

(Se la curva risulta normale, la futura mamma deve ripeterla a 24-28 settimane in questi casi:

  • se ha un’età pari o superiore a 35 anni;
  • se era sovrappeso prima di intraprendere la gravidanza (con Imc, ossia indice di massa corporea superiore o uguale a 25kg/m2);
  • se ha già avuto un neonato con peso uguale o superiore a 4,5 chilogrammi in una gravidanza precedente;
  • se ha presentato diabete gestazionale in una gravidanza precedente;
  • se ha parenti di primo grado (come la madre, il padre o una sorella) affetti da diabete tipo 2;
  • se la sua famiglia originaria proviene da aree ad alta prevalenza di diabete (tra cui soprattutto, India, Pakistan, Bangladesh, Caraibi, Arabia Saudita, Emirati, Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait, Libano, Egitto).

Quali conseguenze può dare

Fare diagnosi di diabete gravidico e tenere poi eventualmente sotto controllo l’andamento del problema è importante in quanto questa malattia può provocare un’elevata morbilità materna e fetale.  In altre parole, se il diabete gestazionale non viene controllato, c’è il rischio di problemi sia nella mamma che nel bambino nel pancione:

  • nella mamma: rischio di una aumentata frequenza di complicazioni della gravidanza e del parto, come pre-eclampsia, ipertensione arteriosa (ossia pressione alta), parto cesareo;
  • nel neonato: rischio distocia di spalla (cioè presentazione di spalla al momento del parto, che richiede un cesareo), macrosomia (neonato grosso alla nascita) e ipoglicemia (livello troppo basso di glucosio nel sangue).

Dieta e un po’ di movimento

Nella maggioranza delle donne, il diabete gestazionale viene controllato con le sole modifiche della dieta e con l’attività fisica. In generale, la futura mamma con diabete gestazionale deve assumere 30-35 calorie per chilogrammo di peso ideale pregravidico, composte da 45-50 per cento di carboidrati complessi a basso indice glicemico, 20 per cento di proteine (1,1grammo/kg/al giorno) e 30-35 per cento di lipidi, cioè grassi, mono e polinsaturi e 28 grammi al giorno di fibre.

Per quanto riguarda l’attività fisica è consigliabile camminare per almeno 30 minuti al giorno o nuotare evitando sport che mettano a rischio di traumi e cadute. Nel caso in cui dieta e attività fisica non fossero sufficienti per controllare il diabete gestazionale, nel 10-20 per cento dei casi è necessaria la cura con insulina.

Recenti studi stanno dimostrando che può essere utilizzata anche la metformina (un farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 della famiglia delle biguanidi) per via orale, cioè per bocca, che riduce l’eccessivo aumento di peso della mamma e del neonato. Tuttavia, tale terapia non è ancora inclusa nelle raccomandazioni ufficiali e per questo deve essere scelta solo in casi particolari, per esempio nelle donne con policistosi ovarica che assumevano metformina anche prima della gravidanza.

Può portare al diabete vero e proprio?

Uno dei timori più diffusi nelle donne che hanno manifestato il diabete gravidico, è che il problema possa poi, in qualche modo, lasciare “traccia”. In altre parole, è normale chiedersi se, una volta avuto il diabete gravidico si possa poi sviluppare, dopo il parto, anche in epoche successive, il diabete vero e proprio. Una revisione sistematica di venti studi ha dimostrato che le donne con diabete gestazionale hanno un rischio assoluto dodici volte superiore a quello delle donne senza diabete gestazionale di sviluppare un diabete tipo 2 nelle sei settimane successive al parto.
Per questa ragione le donne che hanno avuto un diabete gestazionale devono ripetere la curva da carico di glucosio orale sei settimane dopo il parto. In queste donne, il rischio di sviluppare  diabete resta comunque elevato nei primi cinque anni dopo il parto.

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