Endometrite: cos’è, come si cura e cosa fare in gravidanza

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 28/11/2025 Aggiornato il 28/11/2025

Si tratta di un'infiammazione dell'endometrio che può essere acuta o cronica: in entrambi i casi può influire negativamente sulla fertilità o su una gravidanza in corso.

Endometrite

L’endometrite è un’infiammazione dell’endometrio, cioè il rivestimento interno dell’utero che rappresenta la sede dell’impianto dell’embrione in caso di gravidanza.

È in genere causata da agenti patogeni che si localizzano in un primo momento a livello della cervice uterina, per poi risalire verso la cavità uterina. Si possono distinguere l’endometrite acuta, con sintomi improvvisi e intensi, e quella cronica, che a volte presenta sintomi sfumati o è addirittura asintomatica.

In entrambi i casi, questa condizione può influire negativamente sulla fertilità alterando l’endometrio, cioè il tessuto su cui si impianta l’embrione fecondato, oppure causare problemi ad una gravidanza in corso. La terapia è quasi sempre antibiotica e deve essere necessariamente prescritta da un medico.

La differenza tra acuta e cronica

L’endometrite si può classificare come acuta oppure cronica.

L’endometrite acuta si caratterizza per la presenza di cellule dell’infiammazione all’interno delle ghiandole endometriali, mentre l’endometrite cronica si distingue per le modificazioni infiammatorie che si stabilizzano nel tessuto dell’endometrio.

L’endometrite acuta, che si manifesta più frequentemente in donne in età fertile in seguito a infezioni che insorgono dopo il parto o dopo procedure ginecologiche invasive, si caratterizza per sintomi intensi e improvvisi come:

  • dolore pelvico
  • crampi nella parte bassa dell’addome
  • sanguinamento uterino anomalo
  • febbre alta, a volte con brividi e sudorazione notturna
  • dolore durante i rapporti
  • nausea e malessere.

L’endometrite cronica è spesso causata da batteri comuni (come ad esempio streptococco ed enterococco) e si sviluppa in maniera graduale, a volte senza dare sintomi. Possono però manifestarsi:

  • lieve dolore pelvico
  • spotting tra un ciclo mestruale e l’altro
  • aumento delle perdite vaginali
  • mestruazioni molto dolorose
  • cistiti e vaginiti ricorrenti
  • lievi disagi intestinali.

Questa condizione può avere un impatto negativo sull’impianto dell’embrione e viene infatti spesso associata a fallimenti di impianto e aborti ricorrenti.

Conseguenze in gravidanza

L’endometrio è il tessuto che ha il compito di ricevere e sostenere un ovulo fecondato: è qui che si impianta per dare luogo ad una gravidanza. Durante l’endometrite, questo tessuto subisce un processo infiammatorio acuto oppure cronico che può dare luogo ad una serie di alterazioni. Una delle conseguenze può essere il rischio di infertilità: il tessuto uterino, a seguito di una endometrite, può infatti subire danni strutturali come cicatrici e aderenze, che rendono difficoltoso l’impianto di un embrione.

In alcuni casi può compromettere anche una gravidanza in corso nelle donne che riescono a rimanere incinte, aumentando il rischio di aborto spontaneo, parto prematuro e infezioni post partum. Non solo: nelle donne con endometrite a volte l’ambiente uterino alterato dall’infiammazione non è ottimale per la crescita del feto.

Possono quindi esserci problemi con il corretto sviluppo della placenta, fattore che causa problemi di crescita fetale, oppure si possono verificare infezioni neonatali che colpiscono il piccolo dopo la nascita. Le donne che sviluppano una endometrite post partum, infine, hanno un maggiore rischio di febbre puerperale, una complicanza abbastanza grave.

Cure

Nella maggior parte dei casi, la terapia per l’endometrite sia cronica che acuta si basa sull’uso di antibiotici, quando possibile dopo aver individuato in maniera precisa il patogeno responsabile, in modo da effettuare una terapia più mirata. Nel caso di endometrite post partum, la somministrazione avviene in ospedale per via endovenosa, mentre in caso di endometrite cronica o acuta la somministrazione avviene di solito per via orale o intramuscolare.

Se trattata correttamente, l’endometrite acuta tende a migliorare nel giro di pochi giorni, anche se per il recupero completo è necessario un tempo più lungo. L’endometrite cronica, invece, in genere richiede una cura antibiotica di 10-14 giorni, al termine dei quali bisogna verificare che l’infezione sia completamente risolta.

Quali sono le cause

Solitamente l’endometrite è scatenata da infezioni che generano una risposta infiammatoria nell’utero; spesso queste infezioni sono di natura batterica, ma possono avere origine anche virale o fungina. A volte le cause della patologia non vengono identificate, ma in genere i fattori di rischio che scatenano l’endometrite possono essere:

  • il parto (che dà origine all’endometrite post partum)
  • l’aborto
  • procedure ginecologiche invasive
  • malattie trasmesse sessualmente
  • condizioni infiammatorie come la malattia infiammatoria pelvica, la salpingite e la cervicite
  • infezioni del tratto urinario
  • corpi estranei
  • escrescenze uterine come leiomioma sottomucoso o polipi
  • come conseguenza di radioterapia.

Foto in copertina di Andrea Piacquadio da Pexels

 
 
 

In breve

L’endometrite acuta ha sintomi improvvisi e intensi, mentre quella cronica può addirittura essere asintomatica; in entrambi i casi è necessario intervenire tempestivamente, quasi sempre con una terapia antibiotica.

 

Fonti / Bibliografia

  • Endometrite acuta e cronica - Humanitas San Pio XCos’è l’endometrite? Con endometrite si intende l’infiammazione dell’endometrio, ovvero il rivestimento interno dell’utero, classificata come acuta o cronica. L’endometrite acuta è caratterizzata dalla presenza di cellule dell’infiammazione all’interno delle ghiandole endometriali, mentre l’endometrite cronica si distingue per le modificazioni infiammatorie che si stabilizzano nel tessuto endometriale.      L’endometrite è quasi sempre determinata da agenti patogeni che […]
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