Gestosi: ecco le nuove linee-guida

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 04/12/2013 Aggiornato il 05/11/2019

Grazie alla profilassi farmacologica e alla corretta sorveglianza clinica di madre e feto è possibile ridurre drasticamente la comparsa della gestosi

Gestosi: ecco le nuove linee-guida

L’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienze di Torino con l’Associazione Italiana Preeclampsia, presieduta da Luca Marozio, ha presentato le nuove linee nazionali del trattamento dell’ipertensione in gravidanza durante il congresso nazionale presieduto dalla professoressa Chiara Benedetto, direttore della Ginecologia e Ostetricia 1 Universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Nel 3% delle gravidanze

In Italia il 7% delle donne in attesa è affetto da ipertensione cronica, mentre la gestosi – che si manifesta con un improvviso aumento della pressione arteriosa e con la perdita di proteine nelle urine – compare in tre gravidanze su 100.

Le nuove linee guida

L’esperienza dell’ospedale torinese ha dimostrato che grazie alla profilassi farmacologica e alla corretta sorveglianza clinica della madre e del feto è possibile ridurre drasticamente l’incidenza di gestosi e delle sue complicanze più gravi. La valutazione iniziale della paziente va eseguita in regime di ricovero ospedaliero o in day hospital. Per quanto riguarda il follow-up, studi osservazionali e randomizzati hanno suggerito che una valida alternativa al ricovero può essere la gestione in day hospital. Rimane tuttavia consigliabile il ricovero nei casi di scarsa “compliance” della paziente o in presenza di un evidente aggravamento della gestosi.

La terapia

L’utilizzo dei farmaci antipertensivi nelle donne con preeclampsia lieve non sembra migliorare l’outcome feto-neonatale, ma sembra evitare l’incremento dei valori pressori materni. Non sono disponibili indicazioni precise su quando intraprendere il trattamento; si consiglia tuttavia di cominciare la cura farmacologica in caso di valori pressori superiori a 150/100 mmHg e di adottare come obiettivo ragionevole il mantenimento dei valori pressori sistolici tra 130 e 150 mmHg e diastolici tra 80 e 100 mmHg.

I controlli per la madre…

L’esame obiettivo prevede: controllo della pressione arteriosa almeno quattro volte al giorno, controllo quotidiano del peso corporeo, rilevamento di segni e sintomi suggestivi di evoluzione verso la preeclampsia grave (quali cefalea persistente, dolore epigastrico o all’ipocondrio destro), alterazioni neurologiche, disturbi visivi, oliguria, segni di sovraccarico polmonare. Sono previsti anche esami di laboratorio.

… e quelli per il bambino

Sono previsti la valutazione ecografica della crescita fetale e della quantità di liquido amniotico e la cardiotocografia (Ctg) computerizzata a partire dalle 24 settimane di gravidanza. La frequenza di tali accertamenti dipende dalla valutazione iniziale e dall’evoluzione dei parametri clinici e di laboratorio e va valutata caso per caso. Le linee-guida suggeriscono di eseguire, in occasione del primo riscontro di preeclampsia lieve una valutazione della dopplervelocimetria sulle arterie uterine, in quanto l’aumento delle resistenze nel distretto utero-placentare pare associata a una prognosi fetale meno favorevole.

In breve

IMPORTANTE L’APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE

Secondo le nuove linee-guida nazionali quando la gestosi si manifesta, è importante essere ricoverate in centri di riferimento di 3° livello ostetrico e neonatologico, dotati di unità di terapia intensiva materna e neonatale e in grado di offrire un’assistenza multidisciplinare.

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