Gonfiori e gambe pesanti in gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 05/03/2015

La sensazione di pesantezza e tensione alle gambe è un segnale caratteristico della stasi venosa, il rallentamento del flusso sanguigno dalla periferia dell’organismo, cioè dai piedi verso il cuore

gambe gonfie circolazione

Le vene sono dotate di valvole naturali che consentono un flusso unidirezionale, dal basso verso l’alto, creando una pressione sufficiente a contrastare la forza di gravità. Quando le vene perdono tono ed elasticità, il sangue anziché risalire, ristagna a lungo all’interno dei capillari (i canalini più periferici del sistema circolatorio). Inoltre una parte fuoriesce e si accumula nei tessuti, provocando il gonfiore delle gambe. Si può così innescare un circolo vizioso: maggiore è la stasi venosa, più si determina lo sfiancamento della vena (cioè l’indebolimento e la dilatazione) e la difficoltà di risalita verso l’alto del sangue. Si parla, a questo punto, di insufficienza venosa, una malattia delle gambe caratterizzata da:

  • gonfiori, soprattutto la sera, localizzati in particolare ai polpacci e alle caviglie;
  • crampi muscolari notturni;
  • capillari (vasi sanguigni sottilissimi) dilatati, di colore viola o bluastro;
  • vene varicose (vene visibili e in rilievo).

Che cosa succede in gravidanza

Si calcola che quasi la metà delle future mamme vada incontro, nell’arco dei nove mesi, a problemi vascolari alle gambe (presenza di gonfiore o capillari visibili). Quasi sempre i disturbi, le cui cause si possono distinguere in base al periodo di gestazione durante il quale si manifestano, svaniscono una volta nato il bebè.

Nel primo trimestre Nella maggioranza dei casi, le varici (dilatazioni venose) tipiche della gravidanza compaiono nei primi tre mesi. L’origine è ormonale: l’accresciuta presenza di produzione di progesterone e di estrogeni (ormoni tipici della gravidanza) favorisce la dilatazione delle vene facendogli perdere l’elasticità. In questo modo il sangue non riesce del tutto a risalire il suo corso naturale, dagli arti inferiori al cuore.

Nel secondo trimestre I disturbi alle gambe diventano più intensi a partire dal quarto mese, perché aumenta la quantità di sangue in circolo per le esigenze nutritive del feto. L’incremento di volume di sangue sottopone a stress ulteriore le vene, dilatandole e rendendo più difficoltoso il ritorno venoso.

Nel terzo trimestre Nei tre mesi immediatamente precedenti al parto, a incidere sulla circolazione del sangue interviene l’ingrossamento dell’utero che comprime le vene del bacino (dette iliache), passaggio obbligato del sangue proveniente dagli arti inferiori, ostacolandone la risalita al cuore.

Il caldo accentua il problema

Con l’arrivo della stagione estiva i disturbi alle gambe tendono ad accentuarsi, in quanto anche la temperatura elevata fa dilatare i vasi sanguigni, acuendo il gonfiore. Pertanto la futura mamma, già esposta a questo problema a causa della gravidanza, risente del problema in maniera più marcata.

Per rimediare, è utile eseguire spugnature di acqua fredda partendo dai piedi e risalendo verso le cosce: il cambio improvviso di temperatura costringe i capillari dilatati a restringersi, ripristinando in questo modo la corretta circolazione del sangue.

Come agiscono i prodotti antifatica

Anche se si tratta di un fenomeno tipico della gravidanza, la sensazione di pesantezza alle gambe può risultare davvero fastidiosa. Per stare meglio, è possibile ricorrere a prodotti specifici da applicare quotidianamente sulle gambe con un leggero massaggio. Si tratta di cosmetici che possono essere utilizzati anche nei nove mesi di gravidanza, in quanto sono a base di sostanze vegetali che non danneggiano il feto.

Questi prodotti antifatica, disponibili in gel, crema o anche in spray, aiutano a ritrovare la leggerezza grazie alle sostanze naturali che contengono, come l’escina (un derivato dell’ippocastano con potere antinfiammatorio) in grado di sostenere il tono dei tessuti venosi e migliorare la circolazione sanguigna periferica, e il mentolo, che assicura un’azione rinfrescante e rivitalizzante.

Per assicurare efficacia a questi trattamenti è necessaria un’applicazione corretta: bisogna spalmare il prodotto su tutta la gamba e praticare un leggero massaggio, partendo dal basso verso l’alto (cioè dal piede verso la coscia) con il palmo delle mani, così da favorire la risalita del sangue.

Qualche consiglio utile

Quando si avvertono pesantezza e gonfiore alle gambe, significa che in quel momento l’organismo ha una ridotta capacità di pompare dal basso verso l’alto il sangue che così ristagna negli arti inferiori. Per ripristinare il giusto flusso si possono adottare piccoli accorgimenti, come per esempio:

  1. tenere le gambe sollevate: se il lavoro costringe a stare molto tempo in piedi, senza muoversi, o troppo a lungo sedute, la sera a casa è preferibile tenere le gambe sollevate in modo da facilitare il ritorno venoso e migliorare la circolazione. È bene anche dormire con un cuscino sotto i piedi;
  2. fare attività fisica: il movimento, in genere, migliora la circolazione sanguigna e aiuta a sgonfiare le gambe. L’attività fisica, infatti, stimola l’azione di pompa muscolare, cioè la pressione che i muscoli esercitano sulle vene, così da far risalire il sangue dal basso verso l’alto. Tra le attività più indicate per la salute delle gambe in gravidanza, ci sono il nuoto, la bicicletta e le passeggiate a piedi. L’importante è una pratica del movimento costante e regolare, per almeno mezz’ora al giorno. Quando ci si trova al mare, inoltre, è consigliabile camminare tenendo le gambe in acqua, così da sfruttare il benefico effetto delle onde;
  3. evitare le abitudini sbagliate: una posizione da abolire è quella con le gambe accavallate, che ostacola la risalita del sangue dai piedi al cuore. Per non rallentare la circolazione è necessario alzarsi e camminare ogni mezz’ora per qualche minuto;
  4. vestire comode: per non intralciare dall’esterno la circolazione sanguigna è bene evitare gli abiti attillati che stringono le gambe o l’addome. Pantaloni larghi e abiti morbidi sono l’ideale durante la gravidanza soprattutto in estate, quando il caldo fa dilatare le vene e rallenta il ritorno venoso.
  5. usare scarpe con tacco medio: la calzatura ideale ha un tacco di circa tre-quattro centimetri, mentre quelle troppo alte o troppo basse, non aiutano la circolazione. In estate, poi, è bene evitare di indossare le scarpe da ginnastica tutto il giorno, in quanto possono creare un ambiente caldo-umido che favorisce la dilatazione delle vene;
  6. seguire una dieta equilibrata: alle gambe fa bene anche una alimentazione sana e regolare. Più precisamente, è consigliabile consumare abbondanti quantità di verdura e frutta. Il regolare consumo di fibre, aiuta anche a prevenire la stitichezza che è un fattore indiretto di rischio per le gambe (“sforzarsi” fa dilatare le vene). È importante anche condire le verdure crude con succo di limone in modo da rendere più elastici i vasi sanguigni. Il limone, infatti, è un ottimo tonificante e fluidifica il sangue nelle vene.

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