Placenta bassa in gravidanza: sintomi, cause e cosa fare

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 18/05/2026 Aggiornato il 18/05/2026

È il posizionamento anomalo della placenta, che si trova nel segmento inferiore dell’utero. L’unico segnale è un sanguinamento improvviso che va gestito in un Pronto soccorso ginecologico.

Placenta bassa in gravidanza: sintomi, cause e cosa fare

La placenta bassa è una condizione della gravidanza in cui questa struttura si trova in una posizione, appunto, troppo in basso, all’altezza del segmento inferiore dell’utero.

Quando la placenta è così bassa da andare a coprire l’orifizio uterino, nel punto in cui inizia il canale del parto, si parla di placenta previa. Il passaggio del feto al momento della nascita può quindi essere reso difficoltoso. Sia la placenta bassa sia la previa si diagnosticano con la visita ginecologica e l’ecografia e possono causare alcuni fastidi già nel corso della gestazione.

Sintomi

La placenta bassaspesso non ha alcun sintomo. A volte, la gestante può avere una percezione più lieve dei movimenti del feto rispetto alla media, ma lei stessa può non essere consapevole di questa condizione soprattutto se non ha termini di confronto con gestazioni precedenti.

La placenta previa, invece, è accompagnata da sintomi caratteristici che riguardano soprattutto il sanguinamento.

  • Non compaiono dolore, contrazioni e l’addome mantiene la sua normale consistenza. Si manifesta invece un sanguinamento improvviso, abbondante e di colore rosso vivo.
  • Questa perdita di sangue è solitamente intermittente. Spesso si interrompe spontaneamente per poi ripresentarsi dopo qualche giorno o addirittura settimane, diventando più abbondante.

Il sanguinamento si presenta nel secondo e nel terzo trimestre, solitamente a partire dalla 20a settimana. A volte non compare alcun sintomo. La placenta bassa si sospetta attraverso una accurata visita ginecologica e la diagnosi avviene solitamente con ecografia transvaginale.

Vari tipi di placenta bassa

La placenta è un organo di consistenza spugnosa, altamente vascolarizzato, che costituisce il collegamento tra mamma e feto e assicura al bambino in crescita le sostanze nutritive che gli occorrono. Inoltre protegge il feto e agisce come un filtro smaltendo le sostanze di scarto che vengono prodotte dal metabolismo del bambino stesso.

Solitamente, la placenta è posizionata sul fondo dell’utero (quindi nella parte superiore, oppure può trovarsi nella parete anteriore (verso la parete addominale materna) o, ancora, nella parete posteriore (rivolta verso la schiena). Si parla di placenta bassa quando quest’organo si trova nella parte inferiore dell’utero. Parlare di placenta bassa e di placenta previa, però, non è la stessa cosa.

  • La placenta bassa si verifica quando l’organo si trova collocato troppo vicino al collo dell’utero, a meno di due centimetri dall’orifizio uterino senza però coprirlo completamente.
  • Si parla invece di placenta previa quando questa ricopre, in modo parziale o completo, l’orifizio uterino stesso. È una condizione che si verifica in circa 5 casi su 1.000.

Quali sono le cause

Le cause che portano alla localizzazione particolare della placenta bassa e della placenta previa sono:

  • età superiore ai 35 anni
  • presenza di fibromi uterini
  • abitudine al fumo
  • elevato numero di gravidanze precedenti
  • una o più gravidanze ottenute con la procreazione assistita
  • presenza di cicatrici uterine per raschiamenti o rimozioni di formazioni come polipi e fibromi.

Anche l’aver effettuato in precedenza parti cesarei predispone alla comparsa di placenta bassa.

Cosa comporta la placenta bassa

La placenta bassa, come anche la placenta previa, può comportare una serie di complicanze alla gravidanza e avere anche ripercussioni sul feto.

Per la mamma

La gestante a causa della placenta bassa rischia soprattutto emorragie, sia in gravidanza sia durante il travaglio e dopo il parto, che la espongono alla necessità di effettuare trasfusioni di sangue.

Spesso è necessario far nascere il bambino con il cesareo e questo stesso intervento comporta più complicanze rispetto ai cesarei effettuati nelle gestazioni in cui la placenta è posizionata in modo normale.

Anche il sanguinamento può spesso essere abbondante e a volte è necessario effettuare un intervento di isterectomia per la rimozione dell’utero. In seguito può a volte occorrere il ricovero in terapia intensiva.

Per il bambino

La presenza di placenta bassa, ma soprattutto di placenta previa, può creare problemi anche al feto. La complicanza più frequente è il parto prematuro causato dalla necessità di far nascere il bambino in seguito all’emorragia. Se la gravidanza è ancora indietro, il piccolo può non aver completato il suo sviluppo e quindi avere problemi respiratori per l’immaturità dei polmoni e un basso peso alla nascita.

La placenta bassa o previa, essendo posizionata in modo anomalo, può impedire anche lo sviluppo regolare del feto perché i vasi sanguigni non riescono ad apportare una quantità sufficiente di nutrimento e ossigeno. Inoltre, la placenta può ostacolare il corretto posizionamento del feto, favorendo posizioni anomale, per esempio quella podalica.

Infine, la placenta bassa può accompagnarsi ad anomalie del cordone ombelicale e dei vasi sanguigni fetali, i quali sono più esposti a rottura e ad emorragia durante il travaglio di parto.

Cosa fare

È quindi importante che la donna segua le indicazioni del ginecologo e dell’ostetrica, osservando alcune regole di comportamento e contattando il medico in caso di sanguinamento:

  • evitare lo stress e le fatiche fisiche e non portare carichi pesanti che possono gravare sulla zona addominale
  • astenersi dai rapporti sessuali perché la penetrazione può sollecitare il collo dell’utero e causare la rottura delle membrane e dei vasi sanguigni
  • recarsi in Pronto soccorso ginecologico in caso di sanguinamenti o altri disturbi.

L’opportunità di far nascere il bambino dipende da molte condizioni, tra cui la serietà dell’emorragia, le condizioni di salute generali di madre e figlio, l’età gestazionale del piccolo. Si cerca infatti, nel limite del possibile, di posticipare la nascita per dare modo al bambino di svilupparsi il più a lungo possibile all’interno dell’utero materno.

Photo by ChrisRodriguesPhoto for pixabay

 
 
 

In breve

La placenta bassa compare quando quest’organo è posizionato nella zona dell’utero vicino all’orifizio e può quindi ostacolare il passaggio del feto e causare emorragie.

 

 

Fonti / Bibliografia

  • https://www.aogoi.it/media/1368/plcenta-previa-accreta.pdf
  • FacebookI leiomiomi (fibromi, miomi) sono la lesione uterina più frequentemente osservata durante il periodo fertile. I miomi sono neoplasie benigne costituite da una componente muscolare liscia e da una componente fibroso-connettivale. Tali formazioni, generalmente nodulari, possono variare molto in numero, posizione e dimensioni.I miomi sono estrogeno sensibili, nonostante non sia stata dimostrata un'associazione causale tra livelli estrogenici ematici e rischio di tali tumori.

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