Pressione bassa in gravidanza: quando preoccuparsi e valori consigliati

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 01/07/2022 Aggiornato il 01/07/2022

Occorre sempre tenere sotto controllo la pressione bassa in gravidanza. Andiamo a vedere cosa fare, quando preoccuparsi e i valori del terzo trimestre

pressione bassa in gravidanza: cosa fare

Alzarsi al mattino dal letto e sentirsi la testa girare… Durante la gravidanza può capitare, soprattutto appena sveglie e a digiuno. Non è raro, infatti, che durante i nove mesi si possa provare un senso di debolezza e stanchezza generalizzato e che si vada soggette a sudorazione e tachicardia e, qualche volta, anche a svenimenti. Sono disturbi abbastanza comuni che possono presentarsi soprattutto nei primi mesi dell’attesa e che dipendono dalle modifiche cui va incontro l’organismo della future mamma.  Ecco quando preoccuparsi per la pressione bassa in gravidanza.

Quanto deve essere la pressione massima e minima?

La pressione arteriosa è la pressione esercitata dal sangue all’interno dei vasi. I valori che vengono presi come riferimento per misurarla sono due: la pressione massima (o sistolica), che si ha quando il cuore pompa il sangue nei vasi, e la pressione minima (o diastolica), quella misurata tra un battito e l’altro, quando il cuore si rilascia. Entrambe sono significative dello stato di salute e del corretto funzionamento del sistema cardiovascolare, ma è la pressione minima che va tenuta sotto controllo con particolare attenzione. In un adulto in condizioni normali i valori sono intorno a 120 per la massima e 80 per la minima. Al di sotto di questi valori si parla di ipotensione, al di sopra di ipertensione.

Quanto deve essere la pressione di una donna incinta?

Nei primi due trimestri della gravidanza, la pressione arteriosa tende fisiologicamente a scendere, in particolare la minima, fino alla 20-24a settimana, per poi riprendere ad aumentare fino ad assestarsi sui valori che si avevano prima della gravidanza. Il calo di pressione è legato a diverse cause, ma quella più significativa riguarda l’aumento degli ormoni circolanti nel corpo e più specificamente del progesterone. Quest’ultimo è un ormone di tipo termogenico, capace cioè di aumentare la temperatura corporea e di conseguenza la vasodilatazione, fattore che spiega l’ipotensione. Inoltre, l’utero e la placenta richiedono una maggiore quantità di sangue e questo comporta una diminuzione del volume complessivo, visto che il sangue deve distribuirsi su un’area più ampia. Ancora, in gravidanza possono comparire problemi circolatori, profonda stanchezza e anemia, anch’essi responsabili dei giramenti di testa e della perdita di coscienza. Anche la temperatura esterna può influire sulla pressione: l’afa e il caldo favoriscono la vasodilatazione, cioè un “allargamento” del diametro di vene e arterie che provoca un maggior afflusso di sangue verso la cute e la perdita di elettroliti con la sudorazione, e contribuiscono, pertanto, ad abbassare ulteriormente la pressione.

Quanto deve essere la pressione al terzo trimestre?

Verso la fine dei nove mesi la pressione in gravidanza in genere si regolarizza. Solo in alcuni casi a determinare temporanei cali di pressione può intervenire un fattore meccanico: l’aumento di volume dell’utero, che va a comprimere la vena cava inferiore (che trasporta il sangue dall’addome e dalle gambe), rallenta l’afflusso di sangue al cuore con conseguente riduzione della pressione. Ciò accade soprattutto quando si rimane supine a lungo. Per evitare il problema basta mettersi sdraiate sul fianco sinistro e favorire così la circolazione sanguigna e il ritorno del sangue al cuore.

Cosa fare per pressione bassa e giramenti di testa in gravidanza?

Il classico giramento di testa può presentarsi con diversi sintomi, a seconda della persona e dell’andamento della gravidanza: da un semplice capogiro estemporaneo e isolato, a vertigini frequenti, senso di debolezza, fino a un vero e proprio svenimento. Finché  la pressione massima si mantiene al di sopra di 100 e la minima al di sopra di 70, di solito non si avvertono particolari disturbi. I capogiri si verificano quando la pressione si abbassa al di sotto di questa soglia e si riduce la quantità di sangue che giunge al cervello.
Per svenimento o sincope, si intende una perdita temporanea di coscienza. Inizialmente l’imminente crisi può essere preceduta da una sensazione di malessere, accompagnata da capogiri, vertigini; la vista inizia ad oscurarsi, le braccia si fanno pensanti, si avverte un senso di stanchezza. I suoni vengono percepiti come ovattati e si avvertono dei ronzii (detti acufeni). Si può provare anche nausea, la pelle può diventare fredda e umida. Tutte queste fasi si possono verificare in rapida successione, tanto che la donna si accascia a terra. In altri casi, invece, tutto avviene più lentamente e si ha il tempo di mettersi sdraiate. Dopo lo svenimento si può rimanere prive di sensi anche per uno o due minuti.

Come non svenire in gravidanza?
  • Evitare movimenti bruschi, soprattutto passando dalla posizione supina a quella eretta; meglio alzarsi gradualmente, restando sedute per un po’ in modo da non cambiare posizione troppo velocemente.
  • Non immergersi nell’acqua troppo calda, quando si fa il bagno, e comunque preferire la doccia
  • Non stare in piedi troppo a lungo. Nel caso, cambiare spesso posizione e fare qualche piccolo esercizio per riattivare la circolazione. 
  • Evitare i luoghi molto affollati e non uscire nelle ore più calde della giornata.
  • Sdraiarsi sul fianco sinistro (posizione che favorisce un’adeguata circolazione sanguigna), ed evitare la posizione supina, che ostacola il ritorno venoso.
  • Non rimanere a digiuno. Per contrastare i giramenti di testa è utile fare piccoli spuntini nell’arco della giornata, anche fuori casa.
  • Esporsi al sole con moderazione e soltanto nelle ore più fresche, bagnandosi spesso la pelle con un vaporizzatore.
  • Bere molto, quando fa molto caldo in modo da reintegrare i liquidi persi: acqua (almeno un litro al giorno) e succhi di frutta o di verdura cruda che contengono molti sali minerali.

 

 
 
 

In sintesi

Quale farmaco per la pressione bassa?

Salvo casi molto particolari, che sarà il medico a individuare, non è necessario assumere farmaci per far rialzare la pressione. I farmaci normalmente usati contro l’ipotensione sono vasocostrittori, cioè provocano il restringimento dei vasi sanguigni, e sono controindicati in gravidanza perché ridurrebbero l’afflusso di sangue alla placenta e, quindi, al bimbo nel pancione. Nel caso in cui gli episodi di ipotensione diventino particolarmente frequenti il medico potrebbe prescrivere un elettrocardiogramma, una visita cardiologica e alcuni esami del sangue per escludere uno stato di anemia e altre patologie a carico del rene e del surrene.

Cosa fare in gravidanza con pressione bassa?

Se si avverte che si sta per svenire occorre sdraiarsi o sedersi in un luogo fresco, meglio sul fianco sinistro con le gambe leggermente sollevate per favorire il ritorno del sangue al cuore e, di conseguenza, il ripristino della circolazione e della corretta pressione. Per diminuire il rischio di svenire di nuovo, non bisogna alzarsi troppo in fretta. Perciò, passato il capogiro, è bene restare sedute ancora per qualche minuto, magari sorseggiando una bevanda zuccherata che fa alzare un po’ la pressione.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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