Prurito al pancione: è normale?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/06/2019 Aggiornato il 25/06/2019

Soprattutto a partire dal sesto mese di attesa, capita spesso di avvertire un prurito al pancione (per lo più intorno all’ombelico), alle cosce e al seno che, talvolta, tende a estendersi al resto del corpo. Attenzione al fegato...

Prurito al pancione: è normale?

In genere, il prurito al pancione è legato ai cambiamenti ormonali tipici della gravidanza, ma potrebbe anche dipendere da un problema al fegato.  In diversi casi, oltre al prurito al pancione, compaiono macchioline lievemente rilevate dovute al fatto che si “sfrega” la pelle per trovare un po’ di sollievo, in particolare di notte, quando il solletico è più forte.

“Colpa” degli ormoni

Sarebbero proprio alcune delle modificazioni che l’organismo subisce durante la gravidanza a favorire la comparsa di questo disturbo. Più precisamente, il più alto livello di progesterone (ormone che induce il rilassamento della muscolatura allo scopo di predisporre l’organismo della donna a ospitare il feto e ad affrontare poi il parto) tende ad abbassare la tonicità degli organi fra cui la cistifellea che, non riuscendo più a contrarsi in modo efficace, fa più fatica a svuotare nell’intestino la bile e i sali biliari (sostanze irritanti prodotte dal fegato per permettere la digestione dei grassi): i sali finiscono così per passare nella circolazione sanguigna e raggiungere i capillari e la pelle, scatenando appunto la sensazione di prurito.

Gli altri fattori coinvolti

Anche la tensione cui la cute della gestante è sottoposta in corrispondenza dell’addome ingrossato e (in misura minore) delle cosce e del seno, tende a favorire la comparsa del prurito al pancione. Tale ingrossamento, inoltre, determina l’accumulo di sudore nelle pieghe della pelle, rendendone più probabile l’irritazione e aumentando la fastidiosa sensazione di solletico così come l’impulso di grattarsi. Nell’organismo della futura mamma può, poi, manifestarsi una reazione allergica al progesterone, che si associa a una maggiore sensibilizzazione della pelle e, di conseguenza, alla comparsa del prurito. Infine altri disturbi abbastanza frequenti, quali l’anemia e il diabete gestazionale, sollecitando le terminazioni nervose della cute, possono provocare la sensazione di solletico.

Che cosa fare per ridurlo

Anche se il prurito è un sintomo normale negli ultimi tre mesi dell’attesa, è sempre bene riferirlo al ginecologo che, valutandone l’intensità, potrà indicare i rimedi più adatti, a cominciare dall’applicazione di prodotti idratanti o oli emollienti (come l’olio di mandorle dolci) che riducono gli effetti legati allo stiramento della cute. Anche rinfrescare la pelle è utile per ottenere un po’ di sollievo: si può ricorrere al talco mentolato o a lozioni quali l’acqua di rose, oppure fare un bagno in acqua tiepida dopo avervi diluito dell’amido.Nel caso il prurito fosse molto intenso ed esteso a tutto il corpo, il medico potrebbe prescrivere una cura a base di medicinali che stimolino l’espulsione dei sali biliari e di antistaminici mirati ad attenuare il prurito. Potrebbe anche prescrivere esami del sangue per verificare la funzionalità del fegato. È importante, infine, seguire una dieta alimentare equilibrata, evitando i cibi più grassi, speziati o pesanti, e aumentare il consumo di acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) per favorire l’eliminazione delle sostanze irritanti.
 

 
 
 

 

 
 
 

In breve

Se è intenso non va trascurato

Questo tipo di prurito in genere passa da solo e non deve quindi allarmare; nel caso invece fosse esteso a tutto il corpo e persistente, è bene rivolgersi al ginecologo che prescriverà la cura più indicata al caso.

 

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