Rosolia: ancora troppi i casi in gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/02/2014 Aggiornato il 26/11/2019

Secondo l’Istituto superiore di sanità, in Italia l’incidenza della rosolia durante la gravidanza è ancora molto, troppo elevata

Rosolia: ancora troppi i casi in gravidanza

Nonostante esista una vaccinazione ad hoc, offerta a tutti i nuovi nati, in Italia sono ancore troppe le donne che sviluppano la rosolia durante la gravidanza. Lo rivela l’ultimo rapporto del Centro di epidemiologia e sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Una malattia infantile

La rosolia è una malattia infettiva, che tipicamente interessa i bambini tra i 6 e i 12 anni. Insieme a morbillo, varicella, scarlattina, quinta e sesta malattia, infatti, costituisce il cosiddetto gruppo delle “malattie esantematiche infantili”. Raramente la rosolia causa complicazioni: se il bambino è sano, ha quasi sempre un decorso tranquillo e sereno.

Se la rosolia è una malattia pressoché innocua quando è contratta in età infantile, diventa molto rischiosa quando per la prima volta colpisce una donna in gravidanza. Infatti, se viene trasmessa al feto, può aumentare il rischio di aborti, di morte intrauterina e di malattie importanti. Quando il bimbo nasce affetto da rosolia di parla di sindrome di rosolia congenita (Src).

È bene sapere se si è immuni

Se una donna ha contratto la rosolia in età infantile non deve preoccuparsi: infatti, non si ammalerà più. Le donne che non sono immuni alla malattia, invece, potrebbero infettarsi in qualsiasi momento, anche nel corso di un’eventuale gravidanza. Per scoprire se si è immuni, basta sottoporsi al rubeo test: una semplice analisi del sangue che ricerca la presenza degli anticorpi contro il virus della rosolia. Se l’esame è negativo significa che non si è protetti. In questi casi, il modo più efficace per non correre rischi è eseguire la vaccinazione. Contro la rosolia, infatti, esiste un vaccino efficace, altamente raccomandato a tutti i nuovi nati e alle giovani donne che non lo hanno ricevute da piccole.

Gli ultimi dati

Secondo il rapporto dell’Iss, tra il 2005 e 2012 si sono registrati 97 casi di rosolia in gravidanza e 61 di Src. In media le donne che hanno contratto la malattia durante i nove mesi avevano 27 anni. Il 20% di loro era straniera. Solo il 28% ha effettuato il rubeo test prima di cercare un bambino.

Obiettivo eliminazione completa

Uno degli obiettivi stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è l’eliminazione della rosolia entro il 2015. Gli esperti dell’Iss hanno spiegato che, per raggiungerlo, è necessario migliorare le coperture vaccinali per il vaccino morbillo-parotite-rosolia nei bambini. Inoltre, bisogna identificare e immunizzare le donne in età fertile ancora suscettibili, incluse quelle ad alto rischio professionale e le immigrate, prima di un’eventuale gravidanza, attraverso la chiamata attiva. 

In breve

IL VACCINO È GRATUITO

In Italia, a tutti i nuovi nati viene offerta la possibilità di ricevere, gratuitamente (anche se esistono delle differenze regionali), un vaccino trivalente, contro la rosolia, il morbillo e la parotite. Chi non ha fatto la vaccinazione nell’infanzia, può effettuarla nell’adolescenza e nell’età adulta.

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