Epilessia in gravidanza: stop al valproato

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 24/05/2018 Aggiornato il 02/08/2018

Il valproato è un farmaco per la cura dell’epilessia e altre malattie che in gravidanza può dare diversi problemi. Ecco le nuove Linee guida

Epilessia in gravidanza: stop al valproato

Stop ai farmaci con valproato per il trattamento dell’ epilessia in gravidanza: è una delle nuove raccomandazioni dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) per evitare il rischio di malformazioni nei feti e problemi di sviluppo. È stato segnalato, infatti, come l’esposizione intrauterina al valproato comporti un rischio di malformazioni congenite pari al 10% circa. I bambini esposti al valproato in utero presentano un aumentato rischio (fino a 5 volte) di disordini dello sviluppo quali disturbi dello spettro autistico e quadri di deficit di attenzione/iperattività. Anche il quoziente intellettivo sembra essere ridotto.

Nuove indicazioni

Le nuove misure prevedono il bando dell’uso di questi farmaci per l’emicrania(), il disturbo bipolare e l’epilessia in gravidanza: il valproato non va usato in nessuna donna o ragazza in età fertile a meno che non si segua un programma di prevenzione della gravidanza (facendo un test di gravidanza prima e durante la terapia e informando le donne sui rischi).

Terapia da valutare

In generale, spiega l’Ema, le terapie con il valproato non dovrebbero essere mai iniziate, a meno che non siano disponibili alternative, anche in giovani e bambine prima dell’inizio della pubertà. Ogni modifica (sospensione o sostituzione) del trattamento nelle donne che hanno intenzione di intraprendere una gravidanza andrebbe pianificata prima del concepimento. Se, invece, il trattamento è già in atto e la gravidanza già iniziata occorre discutere come procedere con epilettologo e ginecologo, tenendo conto che un’interruzione brusca o una sostituzione potrebbe esporre la madre e il nascituro a rischi importanti.

Sì all’acido folico

Va tuttavia segnalato come almeno il 90% dei figli di madri con epilessia nasca in perfette condizioni e come l’assunzione di farmaci antiepilettici come il valproato non rappresenti una controindicazione assoluta a iniziare e portare a termine una gravidanza. Esistono inoltre delle strategie terapeutiche che possono minimizzare il rischio di malformazione fetale e che sono rappresentate dall’utilizzo, qualora giudicato possibile da parte del medico, di un unico farmaco per l’epilessia, utilizzato alla dose minima efficace, e dalla supplementazione con acido folico almeno 4 mesi prima del concepimento e durante la gravidanza.

 
 
 

Da sapere!

Sulle confezioni dei farmaci a base di valproato andrà messo un simbolo visivo di allerta sui rischi dell’utilizzo per l’ epilessia in gravidanza.

 

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