Translucenza nucale, bi-test e villocentesi

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 11/04/2019 Aggiornato il 15/04/2019

Effettuati nel primo trimestre, hanno lo scopo di evidenziare anomalie cromosomiche nel nascituro. I primi due sono test di screening, la villocentesi, invece, è un esame diagnostico

villocentesi controlli gravidanza
Effettuati nel primo trimestre, hanno lo scopo di evidenziare anomalie cromosomiche nel nascituro. I primi due sono test di screening, la villocentesi, invece, è un esame diagnostico, ma presenta un minimo rischio abortivo. 
L’ecografia della translucenza nucale

Si tratta di un test di screening, che va eseguito tra la 11a e la 14a settimana: permette di calcolare il rischio di anomalie cromosomiche del feto attraverso la misurazione ecografica dello spessore della parte posteriore della nuca. In questa zona della testa potrebbe verificarsi, infatti, un gonfiore provocato da un accumulo di liquido, che risulta tanto più spesso quanto maggiore è la probabilità che il bambino abbia un’anomalia cromosomica. La misurazione della translucenza deve però essere effettuata da un ecografista esperto, addestrato in modo specifico e con apparecchiature di alta qualità. L’esame, eseguito da solo, ha una sensibilità pari a circa l’80 per cento; può essere associato al bitest e in questo caso l’affidabilità aumenta a circa il 90-95 per cento.

Il bi-test

Anche questo è un test di screening e si esegue tra l’11a e la 13a settimana di gravidanza. Consiste in un prelievo che valuta la concentrazione nel sangue della futura mamma di due sostanze, prodotte dalla placenta (l’organo che nutre e ossigena il feto): la free beta-HCG (la frazione libera dell’ormone HCG, la gonadotropina corionica) e la PAPP-A (una proteina). Se eseguito da solo, ha una sensibilità pari a circa il 70 per cento. Se abbinato all’ecografia della translucenza, l’affidabilità sale al 90-95 per cento.

La villocentesi

È l’unico esame di diagnosi prenatale che si può effettuare in quest’epoca di gestazione: la villocentesi può infatti essere eseguita tra la 10a e la 13a settimana di gravidanza. Consiste nel prelievo di alcuni frammenti di villi coriali, sottili protuberanze di tessuto placentare in formazione. La villocentesi viene effettuata dal ginecologo inserendo un sottilissimo ago nella parete addominale fino a penetrare nell’utero . Il prelievo, cui segue la messa in coltura dei frammenti di tessuto, si esegue sotto controllo ecografico, in modo da identificare con precisione la posizione della placenta e i movimenti fetali. L’esame non è doloroso, ma comporta un rischio, se pur raro, di aborto spontaneo.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Non solo l’età della futura mamma, ma anche quella del papà rappresenta un fattore di rischio per la presenza di anomalie cromosomiche nel feto.

 

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