Ecografia

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Durante i nove mesi della gravidanza quello dell’ecografia è uno dei momenti più attesi: la mamma e il papà possono, infatti, vedere il loro bimbo ancora nel pancione, iniziando così a conoscerlo e a fantasticare su di lui.

Oggi, rispetto a un tempo nel quale non esistevano neppure, le ecografie non solo sono di routine, ma si sono anche tecnologicamente evolute: ne esistono di vari tipi, anche tridimensionali. Spesso poi, vengono anche registrate su dvd, così da poter essere viste anche a casa.

Dal punto di vista medico, il loro ruolo è fondamentale per monitorare l’andamento della gravidanza, tenere sotto controllo la salute e lo sviluppo del feto e scoprire per tempo eventuali problemi.

Sono rapide e sicure

Le ecografie si effettuano mediante la tecnica degli ultrasuoni. Grazie al loro utilizzo è possibile ottenere un’immagine del piccolo nell’utero materno. Si tratta di particolari impulsi sonori non udibili dall’uomo, ma esistenti in natura.

Queste particolari onde sonore attraversano l’addome materno, rimbalzano sul suo “contenuto” e, una volta raccolte da un sensore, vengono convertite in segnali elettrici che producono un’immagine su uno schermo.

Gli ultrasuoni vengono riflessi diversamente dalle diverse superfici, permettendo così di distinguere, per esempio, le ossa dai muscoli del piccolo. Le ecografie sono: rapide (l’esame dura dai quindici ai trenta minuti), indolori e innocue per mamma e bebè.

Una a trimestre

Di solito se ne eseguono tre, una a trimestre. Questa cadenza permette al ginecologo di seguire da vicino l’andamento della gravidanza e lo sviluppo del piccolo, confrontando i dati con delle tabelle standard per vedere se tutto procede per il meglio.

Le tre ecografie possono essere eseguite in ospedale, in un centro specializzato, in uno studio medico privato, purché dotato dell’apparecchiatura idonea.

Le tre ecografie di routine sono gratuite se effettuate nei periodi previsti in strutture pubbliche o private convenzionate con il servizio sanitario nazionale. Se eseguite privatamente, invece, sono a pagamento.

Come si eseguono

Indipendentemente dal periodo in cui vengono effettuate, il procedimento è lo stesso. La futura mamma viene fatta stendere su un lettino, a pancia scoperta, su cui viene spalmato un gel per migliorare la diffusione degli ultrasuoni.

A questo punto il ginecologo fa scorrere sul pancione una sonda, uno strumento rotondo collegato con un monitor. La sonda invia gli ultrasuoni che raggiungono il feto, permettendo di rifletterne sullo schermo gli organi interni e le strutture fisiche del piccolo.

Lo specialista è in grado di “leggere” le immagini in bianco e nero sul monitor per scoprire lo stadio di sviluppo del bambino, la sua conformazione e la presenza di eventuali problemi.

Nei primi tre mesi di gravidanza è anche possibile, invece dell’ecografia addominale, eseguire quella transvaginale. In questo caso la futura mamma viene fatta sdraiare su un lettino ginecologico e la sonda, di forma cilindrica, viene inserita all’interno della vagina.

Anche in questo caso l’esame non è assolutamente dannoso per la futura mamma e per il bebè: ha il vantaggio, rispetto a quella addominale, di permettere una visione più particolareggiata dell’interno dell’utero.

La prima

L’ecografia della datazione, o prima ecografia, si esegue durante il primo trimestre, tra l’11a e la 12a settimana di gestazione. Serve per:

  • controllare che la gravidanza sia iniziata bene, cioè che l’embrione si sia impiantato nell’utero e non si tratti di una gravidanza extrauterina;
  • datare la gravidanza in modo corretto, stabilendo con notevole precisione l’epoca del concepimento e, quindi, quella del parto;
  • stabilire se la gravidanza è o meno gemellare, contando il numero di embrioni presenti;
  • individuare precocemente eventuali anomalie come la gravidanza extrauterina.
La seconda

L’ecografia morfologica o seconda ecografia si esegue nel quinto mese, normalmente tra la 20a e la 22a settimana di gestazione. È la più importante della gravidanza, perché permette di indagare che tutti gli organi vitali e le principali strutture del feto si siano già formate (morfologica significa infatti “della forma”).

Grazie a questa fondamentale ecografia si vedono distintamente: la testa, la colonna vertebrale, le braccia, le gambe, il cuore, il fegato e i reni. Permette quindi di individuare eventuali problemi e malformazioni. Se la posizione del piccolo lo permette, è visibile anche il sesso del nascituro.

Attraverso l’osservazione della posizione della placenta (l’organo che nutre e ossigena il feto) si possono analizzare inoltre gli scambi materno-fetali cioè il passaggio di nutrimento e ossigeno dal corpo della madre a quello del figlio che garantiscono la sua crescita e il suo sviluppo.

La terza

L’ecografia biometrica o terza ecografia, si esegue entro il nono mese, di solito tra la 31a e la 32a settimana di gestazione. L’ultima ecografia permette di valutare la crescita fetale tramite la misurazione della circonferenza cranica e addominale e la lunghezza delle ossa lunghe (femore e omero).

Verifica che l’accrescimento sia fisiologico, cioè nella norma, confrontando i parametri ottenuti con curve di crescita standard per l’Italia, e armonioso, osservando che tutti gli organi siano ugualmente sviluppati e che il piccolo non risenta di una sofferenza causata da uno scarso scambio madre-feto.

Controlla anche che la quantità del liquido amniotico non sia né troppa né troppo poca. Valuta, infine, la presentazione del feto, cioè come si presenta all’ingresso del canale del parto (le strutture attraversate per nascere): di testa, di piedi o sederino o di spalla. Questa informazione serve al ginecologo per decidere se il bambino può nascere per via naturale o se invece occorrerà il taglio cesareo.

E se ne servono di più?

Se alla terza ecografia il bimbo non si presenta “a testa in giù”, il ginecologo può proporne una quarta intorno alla 36a / 37a settimana. Quando il bimbo si mette in posizione all’ultimo momento, infatti, può assumere una posizione anomala; un’altra ecografia serve dunque per controllare che si sia posizionato in modo corretto.

Nel caso, infine, di situazioni particolari, sia della mamma (ipertensione o diabete gestazionale) sia del piccolo (gravidanza gemellare, bimbo troppo grosso o troppo piccolo), le ecografie possono essere più di tre ed eseguite con una frequenza più ravvicinata.

Lo sapevi che …

In genere, il medico chiede alla futura mamma di recarsi a fare l’ecografia a vescica piena: infatti, la presenza di pipì in vescica fa da “sfondo” e l’ecografia si vede meglio. Un altro consiglio che in genere viene dato, è quello di non applicare creme sull’addome prima di fare un’ecografia, perché la presenza di uno strato di crema potrebbe compromettere l’ottimale visuale del bimbo nel pancione.

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