Ecografia morfologica: a cosa serve, quando si fa e cosa si scopre

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 16/01/2025 Aggiornato il 10/02/2026

Un esame accurato che va eseguito tra la 19a e la 21a settimana di gestazione, e permette di verificare il corretto sviluppo del feto e identificare eventuali anomalie congenite.

ecografia morfologica


Sicura sia per la mamma che per il feto, l’ecografia morfologica viene programmata nel secondo trimestre di gravidanza, tra la 19a e la 21a settimana di attesa. E’ un esame importante nel quadro del percorso diagnostico prenatale perché consente di monitorare con precisione il progredire della gestione valutando nello specifico le dimensioni del feto e lo stato degli organi, il quantitativo di liquido amniotico e la placenta.

Proprio perché così accurata, richiede più tempo di esecuzione rispetto ad altre ecografie nei nove mesi. E’ gratuita, sicura per la mamma e il feto e non richiede preparazione: eseguirla è basilare perché permette di rilevare le malformazioni congenite del feto che possono richiedere ulteriori esami diagnostici.

Perché farla

L’ecografia morfologica è basilare per verificare il corretto andamento della gestazione e in particolare la regolarità dello sviluppo del feto e dei suoi organi. Può essere seguita gratuitamente, senza pagamento del ticket, purché venga effettuata nei tempi corretti cioè tra la 19a e la 21a settimana di gravidanza (per esattezza tra 19 settimane + 0 giorni e 21 settimane + 0 giorni).

Dall’attenta valutazione di una serie di parametri, lo specialista è in grado di rilevare la presenza di malformazioni congenite che possono essere successivamente indagate con ulteriori esami diagnostici.

Si stima che con l’ecografia morfologica riesca a rilevare tra il 20 e il 60% delle malformazioni più importanti. Il limite di questa metodica sta nell’impossibilità di rilevare le anomalie a livello strutturale di piccole dimensioni e le malformazioni che possono comparire nelle fasi più avanzate della gravidanza.

L’accuratezza dei rilevamenti dell’ecografia morfologica è legata principalmente a:

  • l’epoca gestazionale in cui viene eseguita che non deve superare la 21a settimana di gravidanza
  • la qualità dello strumento utilizzato
  • il quantitativo del liquido amniotico
  • l’esperienza in materia dello specialista: pur essendo un esame semplice richiede infatti molta accuratezza nell’esecuzione.

Nelle pazienti obese o in sovrappeso, la qualità delle immagini può essere più bassa, così come nel caso in cui sia presente un quantitativo elevato, o al contrario scarso, di liquido amniotico. Interferiscono con un quadro chiaro di rilevamento anche un posizionamento non favorevole del bambino, la gemellarità e la presenza di cicatrici materne.

Si tratta in ogni caso di un esame importante che è bene non trascurare avendo cura di programmarlo entro i termini corretti: rientra infatti in quel percorso diagnostico prenatale che durante il corso della gravidanza permette di identificare precocemente situazioni a rischio.

Al pari della translucenza nucale, l’ecografia morfologica permette di indirizzare verso esami di secondo livello, più approfonditi, solo le gestanti che davvero necessitano di approfondimenti, senza sovraccaricare di ansie e inutili controlli tutte le altre.

Come si svolge

L’ecografia morfologica viene eseguita esclusivamente per via addominale. Non serve nessuna preparazione e non ci sono controindicazioni all’esecuzione dell’esame. La sonda ad emissione di ultrasuoni, assolutamente innocui per la mamma come per il feto, viene fatta scorrere sull’addome dopo l’applicazione di un gel che favorisce la propagazione delle onde.

Richiede in genere un tempo maggiore di esecuzione rispetto ad altre ecografie perché deve indagare con precisione la condizione del feto, della placenta e del liquido amniotico. Non a caso viene definita morfologica, in quanto permette di valutare il corretto sviluppo e l’aspetto di tutti gli organi del feto. L’ecografia morfologica indaga infatti le diverse parti anatomiche del feto come:

  • la testa, tra cui le dimensioni del cranio e del cervello nonché profilo, faccia, labbra e strutture oculari
  • gli arti, in particolar modo la lunghezza del femore e la presenza di mani e piedi
  • la colonna vertebrale per l’identificazione prenatale di malformazioni del rachide
  • il torace, in particolare modo la funzionalità del cuore e il corretto sviluppo dei polmoni
  • l’addome per valutare lo sviluppo dell’apparato gastrointestinale
  • gli organi genitali esterni

L’esame comprende anche la biometria, cioè il controllo della crescita del feto sulla base di alcuni valori di riferimento: per esempio, si rileva la distanza tra le tempie e si confronta questo dato con quello riportato su apposite tabelle, dette dei “percentili” (che indicano le curve di crescita medie per età), in modo da accertarsi che le dimensioni del bimbo siano nella norma.

Calcola qui le curve di crescita

Nel corso dell’esame viene verificata anche la posizione della placenta, l’organo che nutre e ossigena il feto, nell’utero e la quantità del liquido amniotico, la sostanza in cui è immerso il bimbo che non deve essere né poco né troppo.

Cosa si scopre

Tenendo conto dei valori di riferimento per le varie fasi della gravidanza, con l’ecografia morfologica è possibile:

  • stimare l’età gestazionale, in base alle dimensioni del feto e al momento in cui viene eseguita la procedura
  • valutare la posizione del feto e della placenta
  • conoscere il sesso del bambino
  • studiare il cordone ombelicale
  • identificare eventuali gravidanze multiple

Cosa può evidenziare di anomalo

L’ecografia morfologica permette di evidenziare alcune importanti anomalie nello sviluppo del feto che possono essere indice di malformazioni. In particolare, può rilevare:

  • malformazioni addominali come le patologie ostruttive del tubo digerente o i difetti di chiusura della parete addominale. Questo tenendo conto che alcune malformazioni ano-rettali e al colon come, ad esempio la gastroschisi, sono provocate da un evento ischemico che può sopraggiungere in qualunque fase della gravidanza.
  • ernia diaframmatica
  • cardiopatie congenite, mentre i difetti cardiaci molto piccoli possono sfuggire al controllo ecografico
  • difetti congeniti a livello dei grossi vasi sanguigni
  • difetti del tubo neurale, causati dalla parziale o mancata chiusura dello stesso, quali la spina bifida, idrocefalo e microcefalo, anencefalia, malformazione di Chiari.
  • difetti a livello dello scheletro 
  • segni intracranici indiretti come l’idrocefalia
  • malformazioni renali
  • malformazioni legate allo sviluppo degli arti come il piede torto congenito

Per quanto riguarda la donna, invece, l’ecografia morfologica può rilevare polidramnios, cioè un eccesso di liquido amniotico, e oligoidramnios che consiste al contrario in una quantità scarsa di liquido amniotico.

 
 
 

In breve

L’ecografia morfologica rappresenta un esame fondamentale nella diagnosi prenatale in quanto permette di monitorare lo sviluppo del feto e di individuare importanti anomalie congenite sulle quali procedere con ulteriori verifiche. Non è pericolosa e viene eseguita gratuitamente tra la 19a e la 21a settimana di attesa.

 

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