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Le ecografie in gravidanza sono importanti per sapere come sta procedendo la gestazione. Per esempio, permettono di sapere se l’embrione è ben posizionato sulla parete uterina, studia le condizioni della placenta e dell’utero stesso, permette di ascoltare il battito del feto, scopre eventuali anomalie a carico di organi del bambino che oggi possono essere curate subito dopo la nascita o addirittura quando il piccolo è ancora nell’utero.
Ancora, valuta la qualità del liquido amniotico che avvolge il bambino, un parametro importante soprattutto verso la fine della gravidanza.
Le ecografie in gravidanza che possono essere eseguite gratuitamente perché garantite dal Servizio Sanitario Nazionale sono due, ossia quella del primo trimestre e quella del secondo trimestre.
Quella del terzo trimestre, che era garantita a tutte le gestanti prima delle nuove indicazioni sulla gravidanza fisiologica , oggi è gratuita solo se sussistono particolari condizioni di rischio per il feto o per la madre.
Cosa sapere sulle ecografie in gravidanza
È importante sottoporsi alle ecografie in gravidanza in totale serenità, con la consapevolezza che si tratta di esami importanti per monitorare la salute del bambino e della donna. Un po’ di timore e di ansia per eventuali risultati sono del tutto comprensibili, ma è bene ricordare che alcuni problemi, scoperti per tempo, possono essere affrontati nel modo adeguato.
Si deve ricordare bene sapere che sono indagini del tutto indolori e innocue, perché non utilizzano radiazioni ma ultrasuoni. Questi, veicolati sull’addome materno da una sonda che “scivola” sulla pelle grazie all’impiego di uno speciale gel, sono in parte assorbite, in parte rimbalzate a seconda della consistenza delle strutture anatomiche che incontrano. Gli ultrasuoni non provocano dolore, fastidio e non vengono nemmeno percepiti dall’orecchio umano.
Inoltre, gli ultrasuoni riescono a esaminare molti tipi di tessuto, anche quelli liquidi come il sangue e quelli in movimento, come il cuore. L’impiego di tecnologie di più recente generazione, come il color doppler e la possibilità di ottenere immagini in 3D o anche in 4D aumentano la capacità di indagine dell’esame.
Tutte le ecografie mese per mese
Primo trimestre | 6-8 settimane oppure 11-13 settimane con translucenza nucale | Conferma la gravidanza, visualizza l’impianto dell’embrione, esclude gravidanze extrauterine | Gratuita nei centri pubblici o convenzionati Ssn |
Secondo trimestre | 19-22 settimane | Valuta lo sviluppo del feto, il battito del cuore, la crescita regolare di organi e apparati | Gratuita nei centri pubblici o convenzionati |
Terzo trimestre | 32-43 settimane | Controlla gli organi in modo ancora più preciso, vede se il feto è in posizione cefalica, analizza quantità e qualità del liquido amniotico | A pagamento tranne in caso di sospetto di problemi al feto o alla gestante |
Terzo trimestre – 2 parte | 41 settimane | In caso il parto non sia ancora avvenuto per valutare benessere del bambino e condizioni del liquido amniotico | Gratuita perché fa parte del monitoraggio della gravidanza oltre il termine |
Ecografie nel primo trimestre
La prima ecografia si può effettuare subito dopo aver eseguito il test di gravidanza risultato positivo (quindi tra la 6a e l’8a settimana), oppure, come suggeriscono le Linee guida Sieog, tra l’11a e la 13a settimana di gravidanza.
Questa post-datazione è motivata dal fatto che, in questo periodo, è possibile eseguire nel corso di un’unica ecografia anche la translucenza nucale. Secondo le indicazioni in Italia, è gratuita e non si paga nemmeno il ticket se viene eseguita in un centro pubblico o convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
È importante per:
- visualizzare l’embrione e la camera gestazionale, quindi confermare che la donna sia realmente in attesa, escludendo che l’embrione stesso sia correttamente impiantato sulla parete uterina e non si stia invece sviluppando all’interno di una tuba (come avviene nel caso della “gravidanza extrauterina” o ectopica)
- ascoltare il battito cardiaco fetale per capire se è presente e regolare
- scoprire se il bambino è uno solo o se si tratta di gemelli e, in questo caso, si riesce a capire quanti sono visualizzando le placente e le cavità amniotiche. Basandosi su alcuni parametri come la lunghezza del feto e il giorno dell’inizio dell’ultima mestruazione, stabilire la data presunta per il parto. Per questo viene anche definita ecografia “di datazione”.
La prima ecografia, insomma, riesce a distinguere tra gravidanza “evolutiva”, ossia che continuerà e gravidanza che è invece destinata a interrompersi.
La translucenza nucale
Anche la translucenza nucale è un esame ecografico, quindi indolore e innocuo per mamma e bambino. Si esegue solitamente intorno alla 11a–13a settimana di gestazione esattamente come le altre ecografie della gravidanza, ossia appoggiando la sonda sull’addome materno. Evidenzia se nella parte posteriore della nuca del feto vi è un accumulo di liquido, segno della possibile presenza di un problema genetico o cardiaco.
La translucenza nucale si esegue da sola o, più spesso, in associazione a un test del sangue della mamma per il dosaggio di due sostanze prodotte dalla placenta (l’organo che nutre e ossigena il feto): la free beta-HCG (la frazione libera dell’ormone HCG, la gonadotropina corionica) e la PAPP-A (una proteina).
Valori alterati del sangue e parametri ecografici non nella norma, incrociati con altri dati come per esempio età materna, potrebbero indicare un rischio aumentato di anomalie cromosomiche del feto. In caso di possibili disturbi si può procedere per tempo a ulteriori analisi (villocentesi o amniocentesi). Infatti questo esame dice solo se il rischio di un problema è aumentato o no rispetto a quelli che esistono in relazione all’età e allo stato di salute della madre. La translucenza nucale, se eseguita in una struttura pubblica oppure convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, è gratuita.
Scopri qui come si esegue l’amniocentesi e che rischi ci sono
Ecografia secondo trimestre
Nel secondo trimestre di gravidanza si esegue, tra la 19a e la 23a settimana di gravidanza, la cosiddetta ecografia morfologica, considerata anche la più emozionante. Anche in questo caso l’esame è gratuito (non si paga nemmeno il ticket se eseguito in un centro pubblico o convenzionato con il Servizio sanitario nazionale).
Serve a verificare il regolare sviluppo del feto e può essere anche possibile vedere il sesso del nascituro. L’ecografia controlla:
- il battito cardiaco del feto e i suoi movimenti, segnale di benessere
- la crescita del bambino: la struttura e le dimensioni del cuore, il sistema nervoso (per escludere difetti seri come la spina bifida), lo sviluppo di polmoni, reni e vescica
- la placenta, che deve trovarsi in una posizione regolare e non essere posta davanti all’apertura dell’utero: in questo caso si parla di placenta previa, una condizione che può causare sanguinamenti e ostacolare il parto.
Ecografie terzo trimestre
L’ecografia del terzo trimestre o di accrescimento rappresenta un momento di grande emozione per i genitori perché si tratta dell’ultima occasione di vedere il proprio bambino all’interno del grembo materno, prima che, dopo poche settimane, venga alla luce. Si esegue intorno alla 32a–34a settimana e serve a riconfermare quanto già rilevato con la morfologica.
Valuta infatti:
- la corretta crescita del feto in relazione all’epoca gestazionale
- lo sviluppo degli organi
- la quantità e la qualità di liquido amniotico che è indice del benessere del bambino
- il flusso di sangue a livello del cordone ombelicale e delle arterie del cervello.
Inoltre, visualizza gli organi (in particolare cuore, reni, cervello) per identificare eventuali malformazioni che possono essere sfuggite alla morfologica. Infine, mostra se il bambino è già in posizione cefalica (e quindi pronto per il parto) o se si presenta di piedi o di sederino (nel qual caso è necessario il cesareo).
L’ecografia del terzo trimestre è gratuita solo in alcuni casi, ossia:
- in caso di sospetto ritardo di crescita fetale o anomalie dello sviluppo
- malattie della mamma come diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia
- anomalie nella quantità di liquido amniotico, se è troppo poco o troppo abbondante (oligoidramnios o polidramnios) o posizioni anomale della placenta
- gravidanza gemellare, per monitorare costantemente lo sviluppo dei feti.
Se il bambino tarda a nascere, alla 41a settimana è necessario effettuare un’altra ecografia per tenere sotto controllo la placenta, che è ormai “invecchiata”, il liquido amniotico e, soprattutto, lo stato di benessere del bambino.
In breve
Le ecografie in gravidanza sono appuntamenti emozionanti perché i futuri genitori hanno informazioni sulla salute e sull’accrescimento del bambino. L’esame è indolore, innocuo e permette di individuare per tempo problemi dello sviluppo o anomalie, intervenendo se necessario

