Gli esami del terzo trimestre di gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/01/2012 Aggiornato il 23/01/2012

Nel terzo trimestre di gravidanza la futura mamma deve continuare a sottoporsi a esami specifici. Ecco quelli previsti dalla legge

Gli esami del terzo trimestre di gravidanza


Gli esami del terzo trimestre di gravidanza sono quelli previsti dal decreto ministeriale del 10 settembre 1998. Quindi, nel settimo mese la futura mamma fa la visita dal ginecologo portando gli esami eseguiti in precedenza. Lo specialista controlla, poi, l’aumento di peso e la pressione arteriosa, verifica la dilatazione del collo dell’utero, controlla il battito cardiaco del feto e si informa sui movimenti fetali. Dall’ottavo mese, anche se non sono un controllo di routine (quindi si deve pagare il ticket), è facile che le visite si intensifichino fino al parto, soprattutto se la futura mamma soffre di qualche disturbo che va tenuto sotto controllo: da questo momento in genere il ginecologo controlla che tutto vada bene ogni due settimane circa. Nel nono mese, poi, il ginecologo stabilisce se il parto può avvenire in modo naturale o con un cesareo programmato.

Sangue e urine

Gli esami del terzo trimestre di gravidanza comprendono le analisi del sangue: nel settimo mese si effettuano l’esame emocromocitometrico e la ferritina (quantità di ferro), nell’ottavo sempre l’emocromocitometrico con la ricerca del virus dell’epatite B e C. Dal settimo mese di gravidanza, invece, è consigliabile ripetere ogni quindici giorni, e fino al parto, gli esami delle urine. Oltre a rilevare eventuali problematiche ai reni e la presenza di infezioni delle vie urinarie o la comparsa del diabete, questi esami evidenziano anche gli indizi della gestosi, poiché verificano la presenza di proteine nelle urine.

ecografia

Infine, rientra tra gli esami del terzo trimestre di gravidanza anche l’ecografia. Quella del terzo trimestre misura la crescita del bambino e si esegue di norma tra la 29ª e la 33ª settimana di gravidanza. Questa ecografia ha lo scopo di verificare che il feto stia crescendo correttamente rispetto alla sua età gestazionale, che non sia quindi troppo grosso o troppo piccolo. Se i valori di riferimento non corrispondono a quelli standard, si ripete l’ecografia a distanza di una settimana. Se anche in questo caso le discrepanze permangono, si esegue un’ecografia di secondo livello per controllare il buon funzionamento dei flussi uteroplacentari e dell’arteria ombelicale e valutare che vi sia una regolare nutrizione del feto.

La terza ecografia controlla poi con particolare attenzione:

la quantità di liquido amniotico. Se il liquido presente nella sacca gestazionale è troppo, può esservi correlato anche un problema di crescita eccessiva spesso legato al diabete gestazionale della mamma; se al contrario, il liquido è scarso, può essere sintomo di una malformazione alle vie urinarie del feto e ipertensione (pressione alta) materna;

la posizione in cui il feto si presenta all’ingresso del canale del parto: cefalica, podalica o traversa. Questa informazione serve al ginecologo per capire se procedere con il parto naturale o con il taglio cesareo.

In breve

Più visite di controllo in vista del parto

Dall’ottavo mese, anche se non sono un controllo di routine (quindi si deve pagare il ticket), è facile che le visite dal ginecologo si intensificano fino al parto, soprattutto se la futura mamma soffre di qualche disturbo che va tenuto sotto controllo: da questo momento in genere il medico controlla che tutto vada bene ogni due settimane circa.

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti