I test di screening prenatale: il bitest e la translucenza nucale

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/03/2013 Aggiornato il 24/01/2020

Il bitest e la translucenza nucale, se eseguiti insieme, consentono di valutare con un’alta attendibilità la percentuale di rischio di anomalie cromosomiche del feto. Sono gratuiti

I test di screening prenatale: il bitest e la translucenza nucale

Attualmente, grazie agli esami di screening prenatale come il bitest e la translucenza nucale, è possibile calcolare con un’alta attendibilità la percentuale di rischio di alcune anomalie cromosomiche del feto come, per esempio, la sindrome di Down, sin dalle prime settimane di gestazione.

Il rischio aumentato può successivamente essere confermato o smentito mediante i test diagnostici invasivi come la villocentesi e l’amniocentesi. Dal 2017 il test combinato che associa il bitest e la transulenza nucale è consigliato dal ministero della Salute e reso gratuito, senza pagamento di ticket. 

La translucenza nucale

La translucenza nucale consiste nella misurazione, mediante un’ecografia, dello spessore di una minuscola falda di liquido posta fra la cute e la colonna vertebrale del feto, a livello della nuca, presente solo dalla 11a alla 14a settimana di gestazione. Di solito, l’esame viene eseguito tra l’11a e la 14a settimana di gravidanza, perché questo è il periodo di maggior spessore e migliore visualizzazione.

L’associazione della translucenza nucale a un’ecografia precoce è fondamentale per l’attendibilità di questo esame: se sono già visibili anomalie fetali maggiori in un’epoca così precoce, aumenta notevolmente il rischio di anomalie cromosomiche. Il risultato di questo esame non dà diagnosi certa, ma esprime il rischio che il bambino presenti un difetto cromosomico: maggiore è lo spessore della translucenza nucale, più grande è il rischio di anomalia. Inoltre, rispetto alle altre indagini non invasive (come il bitest), questo esame fornisce indicazioni anche per le cardiopatie congenite (cioè presenti fin dalla nascita), anomalie scheletriche e alcune sindromi genetiche.

Se eseguita secondo le regole della Fetal Medicine Foundation, la translucenza nucale ha una “sensibilità” dell’80%. Quando poi questa indagine è abbinata al bitest, divenendo un test combinato, l’attendibilità può aumentare del 5-10%. E raggiungere quindi il 90-95%.

Il bitest

Tramite il bitest, in un campione di sangue materno ottenuto con un semplice prelievo di sangue, vengono dosate due sostanze: la frazione libera della subunità beta della gonadotropina corionica (BhCG) e la plasmaproteina A (PAPP-A, Pregnancy-Associated Plasma Protein, ovvero plasmaproteina A associata alla gravidanza), che sono normalmente prodotte dall’unità feto-placenta.

Il bitest viene eseguito, in genere, tra la 11a e la 14a settimana. L’esito viene dato nel giro di 3 o 4 giorni e il costo varia a seconda dell’ospedale in cui viene effettuato. La BhCG e la PAPP-A subiscono delle variazioni in presenza di anomalie cromosomiche. In particolare, è stata studiata l’associazione con la trisomia 21 (o sindrome di Down), la più frequente anomalia cromosomica presente alla nascita: un aumento della BhCG e una diminuizione della PAPP-A sono considerati indice di un aumentato rischio di sindrome di Down.

Il bitest se eseguito da solo ha una bassa attendibilità, per questo va sempre abbinato alla translucenza nucale, combinazione indicata con il termine test combinato, reso gratuito dal ministero della Salute.

 

CALCOLA IL PESO DEL FETO

CALCOLA LA LUNGHEZZA DEL FETO

CALCOLA LA DATA DEL PARTO

 
 
 

In breve

IL CALCOLO DELLA PERCENTUALE DI RISCHIO

Translucenza nucale e bitest, che insieme diventano test combinato, consentono di capire qual è la percentuale di rischio di alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down. Se eseguita secondo le regole della Fetal Medicine Foundation, la translucenza nucale ha una “sensibilità” dell’80%. Quando poi questa indagine è abbinata al bitest, l’attendibilità può aumentare del 5-10%. E raggiungere quindi il 90-95%.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Mal di gola che ritorna dopo la cura con antibiotico

28/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

A fronte di un mal di gola che si ripresenta dopo quattro giorni dal termine della cura con antibiotico è opportuno fare un tampone per escludere la responsabilità dello streptococco.   »

PMA e perdite marrone dopo il transfer

28/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

In un terzo delle gravidanze iniziate grazie alla procreazione medicalmente assistita si manifestano perdite che però non hanno significato né valore prognostico.   »

Aborto spontaneo: l’espulsione potrebbe non avvenire naturalmente?

26/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Dopo un mese da un'interruzione spontanea della gravidanza, se l'utero non si è ripulito spontaneamente, è prassi intervenire con il raschiamento. A volte, in alternativa, è possibile anche impiegare i farmaci.  »

Si può concepire di nuovo prima del capoparto?

12/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima ovulazione dopo il parto può verificarsi quando ancora non si sono ripresentate le mestruazioni e questo vale anche se si allatta, quindi è possibile avviare una gravidanza prima che si manifesti il capoparto.   »

Fai la tua domanda agli specialisti