Sì all’ecografia nel primo trimestre: l’ISS aggiorna le linee guida della gravidanza

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 10/03/2026 Aggiornato il 10/03/2026

Nel terzo trimestre è utile per la valutazione dell’accrescimento fetale, secondo gli aggiornamenti delle Linee guida gravidanza fisiologica.

Sì all’ecografia nel primo trimestre: l’ISS aggiorna le linee guida della gravidanza

Il Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, con il sostegno del Sistema Nazionale Linee Guida, si è occupato dell’aggiornamento delle Linea guida della Gravidanza fisiologica, una serie di indicazioni basate su raccomandazioni ed evidenze scientifiche.

L’obiettivo è orientare i medici e le gestanti verso pratiche e comportamenti corretti, in assenza di condizioni patologiche della gravidanza stessa, in modo trasparente ed evidence-based. L’aggiornamento delle Linee guida della Gravidanza si occupa soprattutto dell’adeguato impiego dell’ecografia in gravidanza come strumento di screening, diagnosi e monitoraggio.

Ecografia in gravidanza: quando serve davvero

L’ecografia è un esame utile e poco invasivo, perché permette di effettuare un’indagine precisa delle strutture uterine e fetali, senza l’impiego di radiazioni e senza invadere l’ambiente uterino stesso. Va però utilizzata in modo appropriato, quando è realmente utile.

Gli esperti che si sono occupati dell’aggiornamento delle Linee guida della Gravidanza fisiologica raccomandano l’ecografia nel primo e nel secondo trimestre, per individuare malformazioni fetali e per lo screening delle anomalie cromosomiche più frequenti, attraverso il test combinato oppure il test del Dna fetale nel primo trimestre.

Si suggerisce invece di effettuare l’ecografia per valutare la crescita fetale nel terzo trimestre, solo se esiste un’indicazione clinica.

Secondo quanto riportato nel documento, in Italia, nel corso di una gravidanza, si effettuano mediamente sei ecografie, senza fare distinzione tra gravidanze fisiologiche e patologiche. È un numero che va oltre quelle raccomandate dalle linee guida nazionali e internazionali e, in questo caso, la pratica clinica si discosta dalle evidenze scientifiche.

Alle donne in gravidanza va spiegato con chiarezza quali siano le indicazioni appropriate agli esami, avendo anche il coraggio di dire quando non sono necessari. Le Linee guida rappresentano quindi un faro di orientamento istituzionale per assicurare qualità dell’assistenza, equità di accesso alle cure e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

L’uso appropriato dell’ecografia in gravidanza

“L’ecografia è uno strumento straordinario che ha rivoluzionato l’assistenza ostetrica” ha affermato la dottoressa Serena Donati, responsabile scientifica dell’aggiornamento. “Tuttavia, non tutto ciò che è tecnicamente possibile è clinicamente appropriato e non tutto ciò che rassicura è realmente necessario”.

Per questo, l’aggiornamento affronta le esperienze e le esigenze di informazione corretta delle donne nei confronti delle indagini per le anomalie fetali strutturali, la diagnosi delle anomalie strutturali fetali e del percorso diagnostico delle principali trisomie.

La possibilità di individuare precocemente eventuali malformazioni permette alla donna e alla coppia di prendere in considerazione possibili terapie mentre il feto è ancora all’interno del ventre materno, programmare il parto in punti nascita adeguati per supportare in caso di possibili patologie o decidere per una interruzione volontaria della gravidanza.

Le novità dell’aggiornamento delle Linee guida

Ecco quali sono le novità, rispetto al passato, introdotte dalle modifiche alle Linee guida per la gravidanza fisiologica.

  1. Raccomanda l’ecografia del primo trimestre per la diagnosi precoce di malformazioni fetali e permette una corretta datazione della gravidanza, dato essenziale per misurare la crescita del feto durante i nove mesi confrontandola con i parametri di riferimento.
  2. Conferma l’offerta universale dello screening nel primo trimestre delle anomalie cromosomiche più comuni, come la trisomia 21 o Sindrome di Down, la trisomia 13 o Sindrome di Patau e la trisomia 18 o Sindrome di Edwards, in modo non invasivo, introducendo l’esame del Dna fetale. Questo è un esame che mira a individuare anomalie genetiche del feto partendo da tracce di Dna fetale nel sangue della madre e, incrociando i risultati con l’ecografia, si ottengono risultati molto attendibili.
  3. Sottolinea l’importanza del counselling, ossia di un percorso di assistenza alla maternità, per rispondere in modo completo e trasparente alle esigenze di informazione rispetto agli accertamenti per anomalie congenite.
  4. Ribadisce il valore della percezione dei movimenti fetali come indicatore del benessere del feto. Questi devono presentarsi con regolarità e la donna deve riferire al ginecologo ogni dubbio in merito.
  5. Conferma l’importanza di eseguire la misurazione fondo-sinfisi dalla 24a settimana, per valutare l’accrescimento del feto e il buon andamento della gravidanza.
  6. Raccomanda infine di limitare l’ecografia del terzo trimestre solo ai casi con indicazione clinica di valutazione della crescita del feto.

Le indicazioni contenute nel documento di aggiornamento delle Linee guida sono rivolte a tutti i medici che seguono la gravidanza, i quali sono tenuti a seguirle. Per qualsiasi informazione in più, la donna e la coppia possono rivolgersi al proprio ginecologo oppure all’ospedale che sta seguendo la loro gravidanza.

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In breve

L’aggiornamento delle Linee guida della Gravidanza fisiologica ribadisce l’importanza di eseguire l’ecografia nel primo e nel secondo trimestre per anomalie cromosomiche e malattie del feto, mentre nel terzo trimestre si dovrebbe eseguire solo se esiste indicazione clinica

 

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