Fumare in gravidanza mette a rischio lo sviluppo del bambino

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/12/2013 Aggiornato il 11/12/2013

Scoperti meccanismi molecolari che stanno alla base di un ridotto funzionamento del sistema immunitario del bimbo se la mamma continua a fumare in gravidanza

Fumare in gravidanza mette a rischio lo sviluppo del bambino

Fumare in gravidanza fa male al feto. L’ennesima conferma arriva da una ricerca condotta dal Centro Helmholtz in Germania, basata sullo studio Lina (fattori di stile di vita e ambientali e la loro influenza sui neonati a rischio allergia) e pubblicata sul Journal of Allergy and Clinical Immunology. I ricercatori hanno così scoperto i meccanismi molecolari che stanno alla base di un ridotto funzionamento del sistema immunitario del bambino sottoposto al fumo passivo quando è ancora nel pancione.

Fumo & allergia

Per giungere a questa conclusione la dottoressa Gunda Herberth e la dottoressa Irina Lehmann del centro di ricerca tedesco Ufz (www.ufz.de) hanno analizzato la relazione tra le madri che non avevano smesso di fumare in gravidanza e l’associazione del fumo con il rischio di allergie nei loro figli.

315 mamme e 441 bambini sotto osservazione

Allo studio hanno partecipato 315 mamme, di cui solo il 6,6% avevano continuato a fumare in gravidanza, e 441 bambini. L’attenzione dei ricercatori si è focalizzata su alcune piccole molecole di Rna, denominate microRNA-223 e microRNA-155, sulle cellule T regolatrici del sangue delle donne incinte e sul cordone ombelicale alla nascita dei figli. Nello stesso tempo sono stati raccolti anche numerosi dati con l’ausilio di questionari e di test sulle urine delle future mamme, al fine di comprendere qual era il livello di esposizione al fumo di tabacco e a relativi composti organici volatili. Dai risultati è emerso che in seguito a un’elevata esposizione di composti organici volatili (Voc) associati al fumo di tabacco, venivano registrati altissimi valori del mir-223. Tali valori erano elevati anche nel sangue del cordone ombelicale del neonato – e di conseguenza anche il mir-223 appariva alterato – con livelli delle cellule T molto bassi.

L’allarme delle cellule “sentinella”

La riduzione di cellule T aumenta la probabilità di sviluppare allergie prima dei tre anni di età. Probabilità molto più elevata rispetto ai bambini con valori di mir-223 e cellule T nella norma. “Adesso sappiamo di più sui processi molecolari che si attivano durante un’esposizione al fumo durante la gravidanza”, affermano i ricercatori.

 

In breve

DANNI COMPROVATI DA NUMEROSI STUDI

Sono ormai innumerevoli gli studi scientifici che confermano i danni provocati dal fumo di sigaretta sullo sviluppo del feto. Eppure, molte future mamme fanno ancora fatica a rinunciare alle “bionde”.

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