Fumo in gravidanza aumenta il rischio di fratture nei neonati

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 06/03/2020 Aggiornato il 06/03/2020

Il pericolo per le ossa dei bambini dovuto all'esposizione al fumo in gravidanza è elevato nel corso dei primi 12 mesi, poi diminuisce col tempo

Fumo in gravidanza aumenta il rischio di fratture nei neonati

I bimbi che nascono da mamme che nel corso della gravidanza hanno continuato a fumare corrono un rischio più elevato di incorrere in fratture nei primi 12 mesi di vita rispetto ai figli di donne che non hanno il vizio del fumo in gravidanza. La notizia arriva da uno studio anglo-svedese pubblicato sul British Medical Journal, da cui emerge anche che l’effetto nocivo del fumo in gravidanza sulle ossa dei piccoli non sia duraturo: i risultati non mostrano infatti alcun effetto sul rischio di frattura una volta superato il primo anno di vita.

Esaminate 1,6 milioni di persone

I ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 1,6 milioni di persone nate in Svezia tra il 1983 e il 2000 da donne che fumavano (377.367) e non fumavano (1.302.940) all’inizio della gravidanza. La prole è stata seguita dalla nascita a un’età media di 21 anni (età massima 32 anni). È emerso che complessivamente il fumo in gravidanza risulta associato a un più alto tasso di fratture nei figli prima di 1 anno di età. In numeri assoluti, il rischio di frattura nei soggetti esposti al fumo materno è stato di 1,59 per 1.000 persone per anno rispetto a 1,28 per 1000 persone tra i bambini non esposti al fumo prenatale.

Il numero delle sigarette conta

In particolare dallo studio è emerso che se la futura mamma fuma in gravidanza il rischio del bebè di andare incontro a una frattura nei primi 12 mesi di vita è del 20% in più se la gestante fuma da 1 a 9 sigarette al dì e del 41% in più se fuma 10 o più sigarette al giorno. Non è stata riscontrata, invece, un’associazione evidente tra fumo in gravidanza e rischio fratture durante il resto dell’infanzia e nella prima età adulta, suggerendo che il rischio di fratture nel corso dell’infanzia e fino alla prima età adulta sembra essere guidato da fattori familiari piuttosto che dall’esposizione al fumo nell’utero.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Sebbene contenga alcuni limiti oggettivi (alcune donne potrebbero non aver ammesso di fumare durante la gravidanza o potrebbero aver sottovalutato il numero di sigarette fumate) questo studio, spiegano gli autori, si aggiunge ai diversi altri che sostengono che fumare in gravidanza può avere delle ripercussioni sulla salute del bebè.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dolori mestruali spariti da quando è iniziata la ricerca di una gravidanza

29/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una spiegazione strettamente scientifica alla scomparsa della dismenorrea nel momento in cui si hanno rapporti sessuali non protetti non esiste, tuttavia il fatto stesso che a volte accada rende l'eventualità possibile.   »

Sono incinta e non sono immune alla rosolia: è pericoloso fare il vaccino a mio figlio?

28/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dott.ssa Elena Bozzola

Nessuno studio ha mai evidenziato che un bimbo subito dopo essere stato vaccinato contro la rosolia possa trasmetterla. Di conseguenza, anche in gravidanza non si rischia nulla se si hanno contatti con un bambino appena vaccinato.  »

Continue infezioni delle vie urinarie: che fare?

27/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui si vada incontro a numerose infezioni delle vie urinarie diventa necessario rivolgersi a uno specialista in urologia o uro-ginecologia per farsi indicare il percorso terapeutico più efficace e, quindi, risolutivo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti