Argomenti trattati
Avere i globuli rossi bassi in gravidanza è una condizione piuttosto comune durante i nove mesi. Può comparire già nei primi periodi della gestazione e si scopre con le analisi del sangue. Si verifica perché il corpo della donna è soggetto a un aumentato fabbisogno di ferro, minerale contenuto nei globuli rossi del sangue.
L’organismo materno ne richiede di più perché deve provvedere alle esigenze di crescita del feto, quindi nella maggior parte dei casi è una condizione assolutamente normale e benigna.
Tutto questo può però causare debolezza e stanchezza cronica nella mamma e, se il ferro in circolo non è sufficiente, anche la crescita del feto può risentirne. Per questo, la donna in attesa esegue periodicamente le analisi del sangue come l’emocromo, che permettono di scoprire se i globuli rossi sono bassi. Il ginecologo suggerisce come rimediare al problema.
Le cause
Sono numerose le cause che provocano una diminuzione del numero di globuli rossi in gravidanza.
Aumento del volume del sangue della mamma
Fin dal primo trimestre di gravidanza si verifica una naturale emodiluizione. In altre parole, aumenta di circa il 50% il plasma (la parte liquida del sangue) per favorire la circolazione e gli scambi di sangue mamma-bambino attraverso la placenta e per ridurre le perdite di sostanze preziose del sangue (come appunto i globuli rossi) in caso di emorragie.
I globuli rossi stessi si riducono di circa il 25% per effetto di questa naturale diluizione del sangue, che ha un effetto protettivo ma, come vedremo, ha altre conseguenze sul corpo della donna.
Maggiore richiesta da parte dell’organismo
Il feto in crescita e anche la placenta hanno bisogno di elevate quantità di sostanze, come il ferro, per svilupparsi e le assorbono dal corpo della madre che resta quindi in una condizione di carenza. Di conseguenza le analisi del sangue mostrano un valore basso dei globuli rossi.
Alimentazione inadeguata
La condizione dei globuli rossi bassi in gravidanza può essere anche dovuta a una dieta che non comprende una quantità sufficiente di ferro, oltre che di acido folico e di vitamina B12. Queste due sostanze infatti sono fondamentali per l’organismo per la formazione di nuovi globuli rossi e non devono mancare nella dieta.
Perdite di sangue minime
Piccole perdite di sangue, legate per esempio a un sanguinamento di emorroidi (una condizione abbastanza frequente nelle gestanti) oppure a una malattie infiammatoria cronica intestinale o autoimmune non adeguatamente controllata, possono ridurre il numero dei globuli rossi in circolo nel sangue della donna.
Ci sono poi condizioni più serie, non legate alla gravidanza, che sono solitamente note già prima. Ne sono esempio le talassemie, di cui la più nota è l’anemia mediterranea, che richiede un attento monitoraggio da parte del ginecologo, dell’ematologo e di altri specialisti.
Cosa significa avere i globuli rossi bassi
Avere i globuli rossi bassi in gravidanza significa disporre, nel proprio organismo, di una quantità inadeguata di emoglobina. Questa è la proteina che trasporta ossigeno a tutti gli organi e i tessuti del corpo, sia della mamma sia del feto.
Se non si dispone di una quantità sufficiente di emoglobina, si crea una condizione, nota come anemia, che può causare malessere e sofferenza alla gestante e, indirettamente, problemi nello sviluppo del feto. Quando i livelli non sono eccessivamente bassi, la donna può non avvertire disturbi particolari. Se però i globuli rossi scendono molto, nella gestante possono comparire:
- stanchezza continua
- debolezza intensa
- accelerazione del battito cardiaco
- fiato corto anche per sforzi poco impegnativi
- mal di testa
- vertigini.
Gli effetti sul feto non sono visibili dall’esterno, ma una condizione di anemia non adeguatamente curata può esporre il bambino a uno scarso sviluppo, a parto prematuro e a basso peso alla nascita. Inoltre la mamma, in puerperio, può sentirsi ancora più stanca e avere difficoltà di ripresa.
I parametri da considerare nel sangue
Secondo le indicazioni ufficiali, per esempio le Linee guida per la gravidanza fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità, l’emocromo è offerto gratuitamente a tutte le gestanti nel primo trimestre, a 28 settimane e una volta tra le 33 e le 37 settimane.
I valori che vengono presi in considerazione sono l’emoglobina (Hb) che è la proteina che trasporta ossigeno e la ferritina, ossia le riserve di ferro nei tessuti. Si parla di anemia quando l’emoglobina è inferiore a 11,0 g/dL nel primo trimestre, a 10,5 g/dL nel secondo e a 11,0 g/dL nel terzo trimestre. C’è carenza di ferritina se i valori nel sangue sono inferiori a 30 ng/mL (o µg/L), mentre si parla di carenza severa se i valori sono inferiore a 15 ng/mL (o µg/L). Si può valutare anche la sideremia (il ferro circolante), unitamente agli altri valori, il cui livello deve essere compreso tra 50 e 150 µg/dL.
Cosa fare
Una volta che le analisi del sangue hanno messo in luce una situazione di globuli rossi bassi in gravidanza, il ginecologo può gestire l’anemia in gravidanza con una serie di suggerimenti dietetici, per aumentare nella alimentazione quotidiana della gestante la presenza di ferro, acido folico e vitamina B12.
Il ferro è presente in carne di tutti i tipi, fegato, ortaggi a foglia verde, legumi e cereali integrali. Il ferro vegetale è meno biodisponibile rispetto a quello contenuto in carne e fegato. Si può migliorare il suo assorbimento associandolo a vitamina C (per esempio, consumando spinaci conditi con succo di limone).
L’acido folico si trova vegetali a foglia verde (spinaci, bietole, erbette), legumi, molti tipi di frutta (arance, fragole, kiwi), fegato di pollo o vitello, frutta a guscio e semi.
La vitamina B12 è presente soprattutto nei cibi di origine animale, come carni, pesci, molluschi e crostacei. Se si segue una dieta vegetariana o vegana, è importante chiedere al ginecologo o a un nutrizionista che cosa assumere per compensare la carenza di questa importante sostanza.
Se, da successivi accertamenti, risulta che il ferro è sempre basso, può essere necessario che il ginecologo prescriva una integrazione di questo minerale, per raggiungere la dose raccomandata in gravidanza di 30 mg al giorno.
Solo il medico può suggerire la tipologia e la quantità di ferro da assumere. Si inizia gradualmente, perché questa sostanza può essere irritante per le pareti di stomaco e intestino, causando stipsi o, al contrario, un po’ di dissenteria con feci scure. Non si deve mai assumere il ferro di propria iniziativa.
Scopri qui come alimentarti bene in gravidanza trimestre per trimestre
Quando preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi, i globuli rossi bassi in gravidanza non costituiscono un motivo di preoccupazione perché con la dieta e l’assunzione per bocca i livelli tornano regolari.
Se, invece, le analisi del sangue mostrano ancora anomalie, per esempio valori di emoglobina inferiori ai 9 g/dL, oppure se i sintomi come stanchezza, fiato corto, vertigini proseguono, è bene capire se ci possono essere problemi della mamma sottostanti, per esempio un malassorbimento intestinale, perdite dovute a emorroidi non trattate, oppure se è il caso di approfondire con analisi del sangue specifiche per escludere malattie del sangue come l’anemia mediterranea.
Photo by pexels
In breve
Avere globuli rossi bassi in gravidanza è normale perché aumenta la parte liquida del sangue e cresce il fabbisogno di ferro per far sviluppare il feto. Le analisi del sangue permettono di scoprire questa situazione e il ginecologo interviene con suggerimenti dietetici oppure prescrivendo ferro per via orale
Fonti / Bibliografia
- Site verification
- Anemia in gravidanza: come gestirla? - Humanitas Medical CareNel corso della gravidanza, le donne possono sviluppare una serie di patologie che non sono necessariamente collegate ad essa ma che possono comparire durante il suo corso o che hanno maggiori probabilità di insorgere in questo periodo, come l’anemia che se non trattata, può aumentare il rischio di parto pretermine o causare altre complicazioni. Ne […]

