Gravidanza a 20 anni: tutti i pro e i contro

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 30/04/2013 Aggiornato il 30/04/2013

 La gravidanza a 20 anni è un’esperienza molto diversa rispetto a quando si decide di avere un figlio a 30 o a 40 anni. A livello sia psicologico sia fisico

Gravidanza a 20 anni: tutti i pro e i contro

In Italia la gravidanza a 20 anni è un evento non troppo comune. Anzi, nel nostro Paese si assiste al fenomeno contrario: l’aumento dell’età materna al primo figlio. Esistono, per fortuna, anche delle eccezioni, cioè ragazze che decidono di avere una gravidanza a 20 anni. Ecco i pro e i contro di questa scelta.

Più leggerezza

È indubbio che la gravidanza a 20 anni venga vissuta molto diversamente che a 30 o 40 anni: spesso a questa età tutti gli eventi vengono vissuti con una maggiore “leggerezza”, questo non vuol dire superficialità, ma semplicemente che non ci sono ansie o preoccupazioni eccessive riguardo al benessere del nascituro.

Meno capacità organizzative

Può accadere che le giovani madri abbiano, però, difficoltà a gestire e organizzare la propria vita con un neonato, anche se desiderato; spesso hanno idealizzato la maternità ed entrano in crisi quando effettivamente si trovano ad avere a che fare con un bambino reale che piange e manifesta i propri bisogni.

Coppia più a rischio

Anche la relazione con il partner può non avere ancora raggiunto una certa stabilità per cui la gravidanza, che in sé mette a dura prova anche le relazioni più consolidate, può causare problemi difficili da gestire nella giovane coppia.

Rare le malformazioni fetali

Spesso non si conoscono le cause delle malformazioni fetali e delle anomalie cromosomiche, ma di certo l’età materna influisce. Per la sindrome di Down, per esempio, si sa che è tanto più frequente quanto più è avanzata l’età della madre: se a 20 anni la possibilità è di 1 su 1600, a 35 anni già si arriva a 1 su 600 e dopo i 40 anni a 1-2 ogni 100.

Pochi problemi nei nove mesi

Anche se i disturbi fisici della donna in gravidanza sono simili in tutte le età, è sicuro che, inevitabilmente, l’invecchiamento gioca sempre negativamente sulla capacità di reagire in modo positivo agli stimoli e che alcune malattie come diabete, ipertensione, obesità e ovaio policistico, peggiorano dopo i trent’anni. Nello specifico della gravidanza è utile ricordare che a parità di numero di aborti spontanei nei tre periodi critici della gravidanza (5a-6a settimana, 8a/9a-13a settimana, 16a-21a settimana) le concause anatomiche, genetiche, metaboliche e autoimmuni aumentano progressivamente e linearmente con l’aumento dell’età materna.

Maggior ricorso al cesareo

Per quanto riguarda la possibilità di partorire naturalmente o con il cesareo, è utile notare che si è assistito nel nostro Paese a un aumento dei parti operativi, indipendentemente dall’età della donna. Si è notato però che vi è una richiesta sempre più pressante da parte delle giovani future mamme per poter partorire “senza dolore” e contemporaneamente una sempre più robusta tendenza verso la pratica di una “medicina difensiva” messa in atto dai ginecologi per mettersi al riparo da possibili controversie medico-legali.

In breve

MAGGIORE SPENSIERATEZZA

A 20 anni l’energia e la vitalità sono al massimo della loro espressione e se il vivere attimo per attimo, che caratterizza questa epoca della vita, ha il lato positivo di prendere gli eventi così come sono senza tanti ripensamenti, questo può influire negativamente con le capacità organizzative, l’aderenza alla realtà e la concretezza della vita.

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