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Per gravidanza tardiva si intende la gestazione in età avanzata, ovvero quella che si verifica dopo i 35-40 anni.
Grazie ai progressi della medicina e al fatto che le donne sono in buona salute e forma fisica, può svolgersi in modo sereno e concludersi con un parto naturale e un bambino sano, soprattutto se la donna e la coppia si sottopongono prima a tutti i controlli necessari per la propria salute e seguono con scrupolo le indicazioni del ginecologo durante i nove mesi.
“Tuttavia è bene essere consapevoli che dopo una certa età aumenta il rischio di altre problematiche” spiega la professoressa Stefania Piloni, ginecologa e docente universitaria a Milano. “In una gravidanza tardiva possono infatti essere più frequenti problemi come anomalie genetiche e cromosomiche del feto o complicanze della gestazione stessa”.
Le donne sono comunque consapevoli del fatto che una gravidanza in età più avanzata può accompagnarsi a problemi. Lo provano i dati diffusi dall’indagine “Prevenzione primaria e vaccinazioni in gravidanza” di Fondazione Onda Ets, nel corso dell’evento presso il Ministerodella Salute.
“La protezione della salute materno-infantile: il valore della prevenzione primaria in gravidanza” con il supporto della Società italiana di ostetricia e ginecologia. Circa il 15% delle donne in attesa soffre di ansia da gravidanza, per preoccupazioni legate specificamente all’attesa, al benessere del feto e al percorso gestazionale.
Uno strumento importante per tutelare il benessere di mamma e bambino sono i vaccini, per esempio quelli contro la pertosse e il Virus respiratorio sinciziale, ma ne fa ricorso una percentuale ancora molto bassa di donne.
Perché in Italia si partorisce sempre più tardi
L’Italia è uno dei Paesi in cui la gravidanza tardiva è più frequente. Secondo il Rapporto Cedap 2024, l’età media in cui le donne italiane diventano madri supera i 33 anni. Fonti Eurostat per l’Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani riferiscono che 9 donne su 100 mettono al mondo un figlio dopo i 40 anni. Le ragioni che portano a questa scelta sono numerose, complesse e legate anche a fattori economici e sociali che parlano di un mondo in evoluzione.
La possibilità di pianificare la gravidanza e di affrontare la maternità in modo consapevole ha permesso alla donna di vivere questa decisione con consapevolezza e responsabilità. L’età biologica per la riproduzione è attorno ai 20-25 anni, ma a questa età non esiste ancora una sufficiente consapevolezza e, soprattutto, una donna è impegnata con lo studio, con progetti lavorativi o personali essenziali per il suo percorso di vita e di realizzazione individuale.
In età più avanzata, al contrario, una donna ha già realizzato un percorso cognitivo e affettivo che la rende consapevole del significato della gravidanza. Questo fa sì che il progetto di una gestazione coincida realmente con un suo desiderio.
La donna in giovane età non si lascia condizionare da pressioni sociali che, purtroppo, identificano la realizzazione femminile con il concetto di riproduzione, casa, famiglia. Sceglie il partner in modo consapevole e non passivo e, di conseguenza, possono passare anni prima di incontrare la persona giusta con la quale affrontare un progetto di genitorialità realmente condiviso da entrambi, che preveda un coinvolgimento alla pari per quanto riguarda anche i doveri e le responsabilità.
Ci sono infine fattori di tipo economico. Il costo della vita in Italia, la precarietà del lavoro, l’aumento dei prezzi di case e affitti obbligano a spostare in avanti il progetto di una famiglia, fino a quando la donna e, in generale, il nucleo famigliare hanno raggiunto una certa stabilità.
Tutti i rischi e a cosa fare attenzione
Una maternità a 35-40 anni trova una donna matura e consapevole dal punto di vista psicologico e affettivo, ma l’organismo può iniziare a rispondere in modo diverso rispetto a prima ed è importante esserne coscienti.
Infatti, se a 20-25 anni la possibilità di restare incinta con un rapporto sessuale nei giorni fertili è di una su due, tra i 35 e i 39 anni le probabilità scendono a una su tre. Anche le chances di avviare una gravidanza con la procreazione medicalmente assistita diminuiscono verso i 40 anni. Quando poi la gravidanza è in corso, possono comparire altri problemi, anche legati all’età materna.
Gravidanze ectopiche
Quando la gravidanza è in età più avanzata, si verificano più frequentemente condizioni come la gravidanza extrauterina.
In questo caso, l’embrione fecondato si impianta non nell’utero, ma in un’altra sede (solitamente una delle tube), dove non può svilupparsi. È inevitabile quindi ricorrere alla interruzione di gravidanza.
Anomalie cromosomiche
Un altro rischio che aumenta con il crescere dell’età della donna sono le anomalie cromosomiche, come la Trisomia 21 o Sindrome di Down, ma anche altre meno frequenti.
Questi problemi possono essere diagnosticati con indagini prenatali, che sono infatti suggerite alle gestanti dai 35 anni in su.
Complicazioni della gravidanza
Una gravidanza tardiva può aumentare, per la donna, il rischio di complicazioni, per esempio l’ipertensione in gravidanza o il diabete gestazionale.
Un’altra condizione che può presentarsi più spesso nelle donne non più giovanissime è la gestosi o preeclampsia. È caratterizzata da aumento dei valori della pressione arteriosa, comparsa di proteine nelle urine e tendenza a trattenere liquidi nei tessuti. Va affrontata con riposo, farmaci specifici e spesso è necessario anticipare la nascita del bambino.
Più aborti spontanei
Una gravidanza tardiva è maggiormente a rischio di aborto spontaneo. Spiega la ginecologa: “Il tasso di aborto spontaneo a 25-30 anni è di circa il 20%, ma sale al 30-35 per cento quando la donna ha 35-40 anni. È importante affrontare una gravidanza a questa età anche con questo tipo di consapevolezza”.
Anche la gravidanza gemellare può presentarsi più spesso, perché in età avanzata si ricorre più spesso alla fecondazione assistita. Non espone a rischi particolari ma, vista anche l’età materna, la gestazione gemellare richiede particolari attenzioni da parte del ginecologo.
Le conseguenze di un parto oltre una certa età
Una volta che si arriva al parto, una donna anche non giovanissima può mettere al mondo un bambino con parto naturale esattamente come le gestanti di età più giovane. È però essenziale che venga seguita dal ginecologo in modo particolarmente scrupoloso, in modo che eventuali disturbi tipici della gestazione siano individuati e curati per tempo.
In questo modo è possibile ridurre i rischi, come quello di un parto pretermine che, secondo le statistiche, colpisce mediamente più spesso le donne con gravidanza tardiva rispetto a coloro che diventano mamme in più giovane età. “Anche il parto cesareo è più frequente nella gestazione dopo i 35-40 anni” aggiunge la dottoressa Piloni. “E si tratta pur sempre di un parto operativo, che comporta qualche difficoltà in più anche nella ripresa psicofisica rispetto al parto naturale”.
Un discorso a parte è quello della depressione post partum, che non sembra colpire in modo più intenso le donne di età più avanzata rispetto alle donne più giovani.
Anche la fatica del puerperio non è più intensa: oggi una donna di 40 anni gode di una salute e di una forma fisica migliore rispetto al passato. Inoltre spesso può contare su un partner disponibile a suddividere in modo equo le incombenze domestiche oltre che la cura del bebè.
Come aumentare la sicurezza in gravidanza
Oggi la donna, in qualunque età e non solo in caso di gravidanza tardiva, può contare su una serie di presidi che la aiutano a prendersi cura della salute del bambino anche prima della gravidanza, per esempio l’assunzione di acido folico. Questa sostanza, presa a partire da circa tre mesi prima dell’inizio della gravidanza, aiuta a combattere i difetti di chiusura del tubo neurale, la struttura dalla quale poi origina il sistema nervoso.
Inoltre, la donna può scegliere un esame diagnostico prenatale invasivo, come l’amniocentesi o la villocentesi, che analizzando il Dna fetale può individuare anomalie cromosomiche o altre malattie, per esempio la fibrosi cistica.
Non si deve dimenticare l’importanza di poter scegliere con consapevolezza vaccini basilari, da quello dell’influenza a quello contro la rosolia (se la donna non è immune a questa malattia), per proteggere il benessere del feto in formazione da infezioni che possono interferire con il suo sviluppo.
È importante anche la somministrazione del vaccino materno contro il Virus respiratorio sinciziale che, effettuato nel terzo trimestre, protegge il bebè fin dalla nascita, riducendo il rischio di infezioni respiratorie e ricovero nei primi mesi.
photo by martins2018 for pixabay
In breve
La gravidanza tardiva va seguita con particolare cura dal ginecologo perché può più facilmente andare incontro a complicanze come diabete gestazionale o pre eclampsia. Inoltre il tasso di aborto spontaneo aumenta rispetto alle gravidanze in età più giovanile
Fonti / Bibliografia
- Eventi - Onda - Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genereFondazione Onda organizza convegni, conferenze stampa ed eventi per promuovere e diffondere la medicina di genere nelle sue diverse declinazioni tematiche.
- https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2025/12/Rapporto_CeDAP_2024.pdf
- Eurostat. In Spagna e Italia le mamme “più anziane”: quasi il 9% ha il primo figlio a 40 o più anni - Aogoi5 agosto 2019 - In ambedue i Paesi si registrano le percentuali più elevate di primi nati da madri in età pari o superiore ai 40 anni. L’età media...
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