Il troppo caldo può portare a un parto prematuro?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/07/2026 Aggiornato il 09/07/2026

Scarsa irrorazione della placenta, disidratazione e altre condizioni legate al caldo intenso possono in alcuni casi indurre il travaglio prima del termine.

Gravidanza e caldo

Che tra parto prematuro e caldo esista un legame non è un falso mito. Le temperature, infatti, quando si mantengono elevate per diverse settimane (come sta capitando anche alle nostre latitudini a causa del cambiamento climatico) comportano una serie di effetti nell’organismo della donna, che possono indurre il travaglio prima della data presunta. Si verificano sbalzi ormonali, si riduce l’afflusso di sangue alla placenta, l’organismo rischia di disidratarsi e questo diminuisce la quantità di liquido amniotico.

Il corpo della donna è quindi sottoposto a una condizione di stress che può innescare il travaglio di parto nel tentativo di proteggere il bambino da condizioni intrauterine non più ottimali.

Esistono anche prove scientifiche in merito, che vengono per esempio da uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica International Environment. Gli autori della ricerca hanno analizzato 36,6 milioni di nascite avvenute durante la stagione calda in 250 località di 13 paesi, identificando una correlazione tra parto prematuro e caldo.

A conclusioni simili è giunta anche un’indagine uscita su Jama Network Open, condotta su centinaia di nascite negli Stati Uniti nei mesi più caldi. Gli esperti hanno dimostrato come all’aumento di un grado centigrado della temperatura corrisponda un innalzamento del 5% di parto prima del termine.

Questo non significa necessariamente che, per colpa del caldo elevato, si avrà sicuramente un parto prematuro: vuol dire che esiste solo un rischio maggiore, che può però essere tenuto sotto controllo da un corretto stile di vita nei mesi più torridi.

Rischi del caldo eccessivo in gravidanza

Il caldo eccessivo può comportare una serie di disagi per la gestante, che si ripercuotono anche sul buon andamento della gravidanza. 

La pressione arteriosa si abbassa

Durante la gravidanza, la pressione sanguigna è più bassa, a causa dell’effetto del progesterone, che ha un effetto vasodilatatore. A causa delle alte temperature, i vasi sanguigni tendono ad aumentare ancora di più di volume, per disperdere il calore in eccesso che in gravidanza si avverte con maggiore intensità.

Si tratta insomma di una condizione naturale che non ha effetti diretti sul benessere del bambino, ma può causare alla donna una sensazione di spossatezza e sonnolenza. Inoltre può predisporre a svenimenti, pericolosi perché la donna può subire un trauma cranico o rischiare un colpo nella zona dell’addome.

Compaiono gonfiori agli arti

L’effetto combinato del progesterone e delle temperature elevate, come abbiamo visto, favorisce vasodilatazione, ossia aumento del diametro delle vene. Le pareti dei vasi sanguigni divengono quindi più sottili e permeabili e la parte liquida del sangue tende a fuoriuscire, accumulandosi nei tessuti.

Questo avviene soprattutto nella zona delle gambe e dei piedi, perché il sangue fatica a risalire dalla periferia del corpo per tornare al cuore e ai polmoni. Il gonfiore causa pesantezza, difficoltà di movimenti, bruciori, impossibilità di indossare le calzature.

Non va sottovalutato perché può essere uno dei sintomi della pre eclampsia o gestosi.

Possibile disidratazione

In gravidanza, aumenta la sudorazione per una serie di motivi. Il volume complessivo di sangue circolante è maggiore per le aumentate richieste, da parte dell’organismo, di ossigeno e nutrienti che devono provvedere anche alle esigenze del feto in crescita.

Più sangue in circolo significa un aumento della temperatura corporea e, quindi, una percezione più elevata di calore, che va dispersa con la sudorazione. Inoltre, il corpo materno brucia una quantità maggiore di calorie perché sottoposto a un maggiore impegno energetico e questo comporta la produzione di calore.

Anche la quantità di urine aumenta, perché viene filtrato un maggiore volume di sangue da parte dei reni. Se le perdite di liquidi, per sudorazione elevata e urine, non sono adeguatamente compensate da una sufficiente assunzione di acqua e di altre bevande, la donna rischia disidratazione e squilibrio elettrolitico per carenza di minerali.

Le cause del parto prematuro

Il caldo ambientale eccessivo e prolungato può insomma creare una serie di condizioni poco favorevoli per l’organismo materno e avere ripercussioni sull’ambiente uterino e sul feto.

Non bisogna spaventarsi perché non bastano alcune giornata di calore intenso per far partire il travaglio. Il prolungarsi di temperature elevate, però, può rappresentare un rischio aggiuntivo di parto prematuro, soprattutto nelle gravidanze già considerate a rischio, per esempio perché gemellari, per l’età materna avanzata, presenza di problemi come il diabete e così via.

La disidratazione, per esempio, può ridurre il volume del sangue circolante necessario per rispondere alle aumentate esigenze dell’organismo materno e del feto stesso in crescita. Questo riduce l’afflusso di sangue alla placenta e priva il feto di ossigeno e nutrienti importanti per il suo benessere.

Inoltre, si riduce temporaneamente la perfusione utero-placentare, ossia l’afflusso adeguato di sangue a utero, placenta e quindi feto. Questo succede perché parte del volume di sangue circolante viene richiamato alla periferia del corpo, per disperdere calore in eccesso.

Per compensare questa condizione di stress, si attivano alcuni ormoni che hanno la funzione di proteggere l’organismo appunto nelle condizioni di impegno metabolico intenso. In circolo nel sangue entrano quindi maggiori quantità di cortisolo e adrenalina, che hanno a loro volta l’effetto di favorire la secrezione di ossitocina e corticotropina, da parte del sistema nervoso. Questi ormoni possono attivare le contrazioni del travaglio di parto.

Scopri di più sulle gravidanze a rischio

Cosa fare

Per ridurre i rischi dovuti alla correlazione tra parto prematuro e caldo, è importante in gravidanza mettere in atto alcuni comportamenti di sicurezza in estate che tutelano il benessere della gestante dagli effetti delle temperature elevate.

Ascoltare il proprio corpo

Sete intensa, crampi muscolari soprattutto nelle ore notturne, nervosismo, debolezza, secchezza di pelle e mucose, vertigini, palpitazioni potrebbero essere segnali di disidratazione.

Assumere lentamente acqua non troppo fredda o altri liquidi non zuccherati dovrebbe migliorare la situazione, ma se non succede è importante rivolgersi subito al proprio medico.

Bere molto

Per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, in gravidanza nei mesi caldi bisognerebbe assumere circa due litri di acqua al giorno.

Va bene acqua minerale non troppo fredda, spremute di agrumi (se non si soffre di acidità gastrica), centrifugati di verdure ben lavate (per evitare il rischio di toxoplasmosi), tè deteinato senza zucchero. Vanno evitate le bevande zuccherate che possono aumentare il rischio di diabete gestazionale e il caffè, che oltre a contenere caffeina aumenta ulteriormente la diuresi e quindi la perdita di liquidi. Vietatissimi gli alcolici, che non tolgono la sete e sono molto pericolosi in gravidanza.

Evitare l’esposizione alle alte temperature

Durante i nove mesi bisognerebbe cercare di non esporsi a temperature eccessive, anche per non rischiare cali di pressione e svenimenti. È meglio uscire al mattino presto e nel tardo pomeriggio, evitando nel limite del possibile gli spostamenti negli orari centrali della giornata quando il sole è a picco. Eventuali impegni, anche lavorativi, dovrebbero essere fissati in orari più adatti, organizzandosi per tempo anche in base alle condizioni meteo.

Nutrirsi bene

L’alimentazione corretta in gravidanza contribuisce alla salute dell’organismo in generale e mantiene una buona idratazione. Vanno scelti cibi nutrienti e ben digeribili, come carni bianche e pesce ben cotti, latticini freschi, yogurt, frutta di stagione che è ricca di acqua, potassio e vitamine, cereali integrali che forniscono energia a lento rilascio per tutto l’arco della giornata ed evitando i cali glicemici.

Anche verdure e ortaggi sono essenziali, perché assicurano idratazione, vitamine e minerali che regolano la pressione arteriosa. Vanno però ben lavate perché potrebbero essere contaminate con un batterio responsabile di toxoplasmosi, infezione pericolosa in gravidanza.

Leggi tutto sulla toxoplasmosi

Creare il giusto microclima negli ambienti chiusi

A casa, in ufficio, nei luogo di lavoro dove si trascorrono diverse ore è importante creare le condizioni ambientali più confortevoli all’organismo in gravidanza. Oscurare le finestre dove batte il sole, usando un ventilatore, aiuta a mantenere la temperatura entro limiti accettabili diminuendo la percezione del calore.

L’ideale sarebbe però disporre di un impianto di climatizzazione che riduca anche l’umidità negli ambienti, a causa della quale aumentano la sensazione di arsura e quindi il disagio psicofisico. Il termostato non deve essere tenuto a livelli troppo bassi, ma solo a sette-otto gradi in meno rispetto alla temperatura esterna, per evitare shock termici quando si esce o si entra.

Riposare il più possibile

Appena gli impegni lo consentono, è importante riposare, anche nel pomeriggio, appisolandosi per una mezz’ora con le gambe sollevate per favorire il ritorno del sangue dagli arti inferiori a cuore e polmoni. Per alleviare la calura è utile applicare un panno fresco su fronte e nuca e bagnare spesso i polsi.

Per qualsiasi dubbio è importante parlare con il proprio ginecologo.

 

In breve

Il caldo, secondo studi scientifici, può aumentare le probabilità di incorrere in un parto prematuro perché crea condizioni stressanti per l’organismo materno, che diviene un ambiente poco favorevole al benessere del feto. È importante idratarsi, evitare le fatiche fisiche e creare ambienti interni con una temperatura adeguata.

 

 

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