La carenza di ferro nella mamma è associata ad autismo nel bambino

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/11/2014 Aggiornato il 05/11/2014

La carenza di ferro è associata a un rischio cinque volte maggiore di autismo nel bambino, specie se la madre ha sofferto di obesità, ipertensione o diabete

La carenza di ferro nella mamma è associata ad autismo nel bambino

La carenza di ferro è piuttosto comune, e ancora di più lo è tra le donne con malattie metaboliche. Diventa un problema serio se tale deficit interessa le donne in gravidanza e a dirlo sono i risultati di uno studio che per la prima volta ha esaminato la relazione tra l’assunzione di ferro della mamma e il rischio di disturbi dello spettro autistico (Asd) nel nascituro: una carenza di ferro è associata con un rischio cinque volte maggiore di autismo nel bambino. Gli esperti consigliano, dunque, alle donne di assumere integratori specifici durante la gravidanza e nella dose giornaliera raccomandata.

Lo studio su 346 donne

I ricercatori dell’Università della Californa Davis – Mind Institute hanno condotto il loro studio su un numeroso campione di coppie madre/bambino iscritte al Childhood Autism Risks from Genetics and the Environment (Charge) Study, svoltosi tra il 2002 e il 2009.  I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Epidemiology. I ricercatori hanno esaminato l’assunzione materna di ferro e di vitamine o altri integratori alimentari e cereali per la colazione. Il periodo do osservazione ha riguardato i tre mesi precedenti e fino alla fine della gravidanza e l’allattamento al seno. Delle madri è stata anche esaminata l’assunzione giornaliera di ferro, compresa la frequenza, i dosaggi e le marche di integratori assunti.

Scoperto un legame con l’autismo

I risultati dello studio hanno messo nero su bianco un dato importante, rilevando che una carenza di ferro era associata con un rischio cinque volte maggiore di autismo nel bambino, specie se la madre aveva 35 anni al momento del parto o se aveva sofferto di condizioni metaboliche, quali obesità, ipertensione o diabete. Rebecca J. Schmidt, dottoressa del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica e ricercatore affiliato all’Istituto Mind ha spiegato: “L’associazione tra una materna bassa assunzione di ferro e l’aumento del rischio di Asd era più forte durante l’allattamento, dopo l’aggiustamento per l’assunzione di acido folico. Inoltre, il rischio associato a un basso apporto materno di ferro era molto maggiore quando la madre era anche più anziana e presentava condizioni metaboliche durante la gravidanza”.

Un  minerale fondamentale

Il ferro è importante per lo sviluppo cerebrale, in quanto contribuisce alla produzione di neurotrasmettitori, alla mielinizzazione e alla funzione immunitaria. Tutte e tre queste vie sono state associate con l’autismo.  “La carenza di ferro e la sua conseguente anemia – dicono gli esperti -, è la carenza più comune di nutrienti, soprattutto durante la gravidanza. Il messaggio da recapitare alle donne è fare ciò che il ginecologo consiglia loro: assumere vitamine e integratori durante la gravidanza e nella dose giornaliera raccomandata”.

In breve

SI’ AGLI INTEGRATORI QUANDO SERVONO

Un basso apporto di ferro è associato con un rischio cinque volte maggiore di autismo nel bambino. Gli esperti consigliano dunque alle donne di assumere integratori specifici durante la gravidanza e nella dose giornaliera raccomandata.

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