Laparocele in gravidanza: come affrontarlo

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 27/08/2026 Aggiornato il 27/08/2026

Si tratta di un’ernia addominale che compare su una vecchia cicatrice da intervento. L'operazione si rinvia a dopo il parto, gestendo l'attesa con l’uso di una fascia elastica, evitando gli sforzi e controllando tosse e stipsi.

Laparocele in gravidanza: come affrontarlo

Il laparocele è un’ernia addominale che si forma in corrispondenza di una cicatrice di un precedente intervento chirurgico. Mentre le classiche ernie addominali, ombelicale o inguinale si sviluppano in punti ben precisi, il laparocele è legato al cedimento della parete muscolare nel punto in cui è stata precedentemente praticata un’incisione chirurgica.

Quando la parete addominale viene incisa durante un intervento, la cicatrizzazione dei tessuti può risultare più debole rispetto alla trama originale e può cedere: di conseguenza i visceri addominali, spingendo verso l’esterno, creano una protrusione più o meno importante e visibile. Il laparocele può comparire in gravidanza, ma solo se c’è stata una precedente chirurgia addominale (cesareo o appendicectomia); altrimenti si tratta di un’ernia primaria o di diastasi dei retti.

I sintomi sono un rigonfiamento visibile sotto sforzo, pesantezza e possibili disturbi intestinali. La gravidanza lo favorisce per l’aumento di pressione, l’effetto degli ormoni e lo stiramento dei tessuti addominali. Non guarisce da solo, ma l’intervento viene rinviato a dopo la nascita del piccolo, valutando il tipo di parto con il medico. Nel frattempo occorre usare una fascia prémaman, evitare sforzi, curare la tosse, contrastare la stipsi e contenere il peso. Se compaiono dolore acuto, rossore, nausea e vomito, meglio correre in ospedale: potrebbe trattarsi di uno strozzamento erniario, un’emergenza che richiede un intervento immediato anche durante la gestazione.

Sintomi

Come riconoscere il laparocele in gravidanza? I sintomi possono essere più o meno visibili e importanti in base alla gravità della situazione:

  • rigonfiamento visibile: a livello addominale, nel punto dove la parete ha ceduto, si nota un gonfiore di dimensioni variabili ma sempre ben definito, che diventa più visibile quando si sta in piedi, si tossisce o si fanno sforzi
  • problemi intestinali: se il laparocele diventa voluminoso, può dare gonfiore e interferire con la regolarità intestinale. Il problema è più significativo in gravidanza per via della stipsi frequente in attesa
  • fastidio: più il laparocele è voluminoso, più è facile percepire una sensazione di pesantezza localizzata.

Perché può succedere in gravidanza

Fermo restando che il laparocele compare solo nel caso ci sia stata una pregressa cicatrizzazione della parete addominale dovuta a un intervento chirurgico, la possibilità che si presenti in gravidanza (o che si ingrandisca se già comparso in precedenza) è legata ad alcuni precisi fattori:

  • l’utero che cresce spinge contro la parete dell’addome con una pressione via via più decisa che può favorire la rottura di una precedente cicatrizzazione
  • gli ormoni gravidici hanno un’azione diretta sulla muscolatura: la rendono più morbida per accogliere il feto e preparare al parto, ma allo stesso tempo rendono più cedevoli anche le vecchie cicatrici
  • l’aumento di volume dell’addome tende la parete addominale e “allontana” i margini delle cicatrici chirurgiche.

Cosa fare

È importante che il laparocele in gravidanza venga monitorato con attenzione dal ginecologo ed eventualmente dal chirurgo, in modo da avere un quadro chiaro della situazione. Il laparocele infatti non rientra spontaneamente, ma solo con un intervento chirurgico, che in gravidanza si tende a rimandare a dopo il parto, a meno che non subentrino condizioni tali da suggerire di procedere con urgenza.

La presenza di un laparocele non compromette in nessun modo la possibilità di un parto spontaneo: in ogni caso la scelta tra parto naturale e cesareo è una decisione che spetta al medico sulla base della valutazione delle condizioni del laparocele nelle ultime settimane di gravidanza.

Quello che conta durante i nove mesi è adottare alcune precauzioni per evitare che il problema si aggravi:

  • usare il giusto supporto: il ginecologo può prescrivere l’utilizzo di una fascia elastica prémaman che sostenga l’addome e aiuti a ridurre la tensione a livello della pregressa cicatrice
  • ridurre al minimo gli sforzi: è basilare fare attenzione a non sollevare pesi e a non fare movimenti bruschi che possano coinvolgere i muscoli addominali. Attenzione anche alla tosse: deve essere curata per evitare che i ripetuti colpi abbiano riflessi negativi sulla parete addominale
  • cercare di mantenere la regolarità intestinale: gli sforzi dovuti alla stipsi possono compromettere la tenuta della cicatrice
  • contenere l’aumento di peso: il suggerimento, che vale in generale, acquista ancora maggior significato per le future mamme che presentano un laparocele.

Quando preoccuparsi

Se il laparocele durante la gravidanza diventa improvvisamente arrossato, ma soprattutto quando compaiono dolore acuto, nausea e vomito, ci si può trovare davanti alla complicanza più severa: uno strozzamento erniario che può comportare anche un’occlusione intestinale. In questi casi occorre intervenire subito: l’operazione si rende necessaria, ovviamente con le dovute precauzioni, anche in gravidanza.

Foto Rafael Henrique by Pexels 

 
 
 

In breve

Il laparocele in gravidanza è un’ernia che compare su una cicatrice di un precedente intervento chirurgico addominale. L’operazione si rinvia in genere a dopo il parto, usando una fascia prémaman durante l’attesa e non facendo sforzi in modo che il problema non peggiori.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Gemelli nel pancione che non si sentono più muovere

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se verso il termine della gravidanza non si avvertono più i movimenti fetali, per togliersi ogni dubbio è opportuno recarsi in pronto soccorso.   »

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Pipì a letto di notte a 4 anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana.   »

Massaggiatore elettrico vibrante: si può usare in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze.   »

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Fai la tua domanda agli specialisti