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Il laparocele è un’ernia addominale che si forma in corrispondenza di una cicatrice di un precedente intervento chirurgico. Mentre le classiche ernie addominali, ombelicale o inguinale si sviluppano in punti ben precisi, il laparocele è legato al cedimento della parete muscolare nel punto in cui è stata precedentemente praticata un’incisione chirurgica.
Quando la parete addominale viene incisa durante un intervento, la cicatrizzazione dei tessuti può risultare più debole rispetto alla trama originale e può cedere: di conseguenza i visceri addominali, spingendo verso l’esterno, creano una protrusione più o meno importante e visibile. Il laparocele può comparire in gravidanza, ma solo se c’è stata una precedente chirurgia addominale (cesareo o appendicectomia); altrimenti si tratta di un’ernia primaria o di diastasi dei retti.
I sintomi sono un rigonfiamento visibile sotto sforzo, pesantezza e possibili disturbi intestinali. La gravidanza lo favorisce per l’aumento di pressione, l’effetto degli ormoni e lo stiramento dei tessuti addominali. Non guarisce da solo, ma l’intervento viene rinviato a dopo la nascita del piccolo, valutando il tipo di parto con il medico. Nel frattempo occorre usare una fascia prémaman, evitare sforzi, curare la tosse, contrastare la stipsi e contenere il peso. Se compaiono dolore acuto, rossore, nausea e vomito, meglio correre in ospedale: potrebbe trattarsi di uno strozzamento erniario, un’emergenza che richiede un intervento immediato anche durante la gestazione.
Sintomi
Come riconoscere il laparocele in gravidanza? I sintomi possono essere più o meno visibili e importanti in base alla gravità della situazione:
- rigonfiamento visibile: a livello addominale, nel punto dove la parete ha ceduto, si nota un gonfiore di dimensioni variabili ma sempre ben definito, che diventa più visibile quando si sta in piedi, si tossisce o si fanno sforzi
- problemi intestinali: se il laparocele diventa voluminoso, può dare gonfiore e interferire con la regolarità intestinale. Il problema è più significativo in gravidanza per via della stipsi frequente in attesa
- fastidio: più il laparocele è voluminoso, più è facile percepire una sensazione di pesantezza localizzata.
Perché può succedere in gravidanza
Fermo restando che il laparocele compare solo nel caso ci sia stata una pregressa cicatrizzazione della parete addominale dovuta a un intervento chirurgico, la possibilità che si presenti in gravidanza (o che si ingrandisca se già comparso in precedenza) è legata ad alcuni precisi fattori:
- l’utero che cresce spinge contro la parete dell’addome con una pressione via via più decisa che può favorire la rottura di una precedente cicatrizzazione
- gli ormoni gravidici hanno un’azione diretta sulla muscolatura: la rendono più morbida per accogliere il feto e preparare al parto, ma allo stesso tempo rendono più cedevoli anche le vecchie cicatrici
- l’aumento di volume dell’addome tende la parete addominale e “allontana” i margini delle cicatrici chirurgiche.
Cosa fare
È importante che il laparocele in gravidanza venga monitorato con attenzione dal ginecologo ed eventualmente dal chirurgo, in modo da avere un quadro chiaro della situazione. Il laparocele infatti non rientra spontaneamente, ma solo con un intervento chirurgico, che in gravidanza si tende a rimandare a dopo il parto, a meno che non subentrino condizioni tali da suggerire di procedere con urgenza.
La presenza di un laparocele non compromette in nessun modo la possibilità di un parto spontaneo: in ogni caso la scelta tra parto naturale e cesareo è una decisione che spetta al medico sulla base della valutazione delle condizioni del laparocele nelle ultime settimane di gravidanza.
Quello che conta durante i nove mesi è adottare alcune precauzioni per evitare che il problema si aggravi:
- usare il giusto supporto: il ginecologo può prescrivere l’utilizzo di una fascia elastica prémaman che sostenga l’addome e aiuti a ridurre la tensione a livello della pregressa cicatrice
- ridurre al minimo gli sforzi: è basilare fare attenzione a non sollevare pesi e a non fare movimenti bruschi che possano coinvolgere i muscoli addominali. Attenzione anche alla tosse: deve essere curata per evitare che i ripetuti colpi abbiano riflessi negativi sulla parete addominale
- cercare di mantenere la regolarità intestinale: gli sforzi dovuti alla stipsi possono compromettere la tenuta della cicatrice
- contenere l’aumento di peso: il suggerimento, che vale in generale, acquista ancora maggior significato per le future mamme che presentano un laparocele.
Quando preoccuparsi
Se il laparocele durante la gravidanza diventa improvvisamente arrossato, ma soprattutto quando compaiono dolore acuto, nausea e vomito, ci si può trovare davanti alla complicanza più severa: uno strozzamento erniario che può comportare anche un’occlusione intestinale. In questi casi occorre intervenire subito: l’operazione si rende necessaria, ovviamente con le dovute precauzioni, anche in gravidanza.
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In breve
Il laparocele in gravidanza è un’ernia che compare su una cicatrice di un precedente intervento chirurgico addominale. L’operazione si rinvia in genere a dopo il parto, usando una fascia prémaman durante l’attesa e non facendo sforzi in modo che il problema non peggiori.

