L’herpes simplex labiale in gravidanza è pericoloso? Rischi e cure

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 16/02/2026 Aggiornato il 16/02/2026

È solo fastidioso, ma non dà problemi al feto. Va tenuta sotto controllo, invece, l'infezione da herpes genitale, soprattutto in prossimità del parto, perché pericolosa per il neonato.

herpes labiale in gravidanza

Sono due i virus che determinano l’herpes simplex: quello di tipo 1 (HSV-1), che provoca l’herpes sulle labbra, e quello di tipo 2 (HVS-2), che determina l’herpes genitale.

Entrambi si manifestano con un piccolo grappolo di vescicole che danno prurito e spesso anche dolore. Ma, mentre l’herpes labiale in gravidanza non viene trasmesso al feto e quindi risulta più fastidioso che preoccupante, quello genitale può essere pericoloso dal momento che può infettare il neonato al momento della nascita.

È bene monitorare comunque con attenzione la situazione visto che i due virus possono scambiarsi la “residenza” passando dalle labbra alla zona genitale con il conseguente rischio che il neonato sviluppi un’infezione erpetica dagli esiti che possono essere anche molto gravi.

Infezione durante il primo trimestre

L’herpes labiale è una malattia fastidiosa quanto comune. Le vescicole sulle labbra, che prudono e fanno male, interessano infatti circa il 68% della popolazione adulta almeno una volta nella vita. Succede spesso che compaia dopo l’esposizione al sole, ma anche quando il sistema immunitario abbassa le difese, ad esempio dopo una malattia o una cura con antibiotici.

E può succedere anche in gravidanza, senza che questo comunque debba generare particolare preoccupazione. È impossibile, infatti, che il virus responsabile dell’herpes e delle sue dolorose vescicole sulle labbra, migri dalla donna al feto durante l’attesa provocando danni.

L’infezione da herpes simplex in gravidanza resta quindi un fastidio solo per la futura mamma, soprattutto quando viene contratto nel primo trimestre di gravidanza. Curarlo in ogni caso è utile per limitare il disagio, ma non per prevenire successive reinfezioni dal momento che, dopo un primo contagio, il virus rimane a vita nell’organismo.

Cause

L’herpes labiale è dovuto al virus HSV-1, che presenta una struttura leggermente dissimile dal virus HSV-2, che provoca l’herpes genitale.

Sono solo gli anticorpi prodotti dal nostro organismo che riescono a distinguere i due virus in modo da contrastarli in maniera mirata. Entrando in contatto con le mucose entrambi i virus determinano la comparsa di vescicole che provocano prurito e dolore, ma che guariscono in pochi giorni, senza particolare necessità di interventi.

Il problema principale sta nel fatto che gli herpes virus hanno grande affinità con il sistema nervoso centrale: entrano quindi nelle cellule nervose e lì rimangono a riposo, tenuti sotto controllo dal sistema immunitario. Quando le difese dell’organismo si abbassano, come succede dopo una malattia, per l’assunzione di farmaci, ma anche durante la gravidanza, il virus si “risveglia” provocando una nuova fioritura di vescicole.

Tutti i rischi

L’infezione da herpes simplex labiale in gravidanza non può essere trasmessa dalla mamma al feto e non risulta quindi particolarmente preoccupante.

Il problema principale sta nel fatto che il virus che provoca l’herpes labiale a volte può migrare di zona e provocare l’infezione dove normalmente la provoca l’herpes virus di tipo 2 cioè a livello genitale.

Gli herpes virus si diffondono per contatto diretto (è la ragione per cui l’herpes labiale non può essere trasmesso al feto): se la madre ha in atto un’infezione da herpes genitale al momento del parto ecco che l’infezione può essere trasmessa al neonato.

La situazione è diversa da caso a caso: se l’herpes genitale fa la sua comparsa per la prima volta durante la gravidanza la probabilità di contagio del neonato è molto alta, circa il 60% dei casi dal momento che la donna non ha ancora avuto la possibilità di sviluppare gli anticorpi contro il virus che, passando attraverso il sangue fino al nascituro, potrebbero proteggerlo.

Nel caso invece di una madre che vede riattivarsi il virus in gravidanza essendone stata già prima infettata, il neonato viene contagiato in un numero molto basso di casi, dal 2 al 3%, visto che gli anticorpi della mamma proteggono il piccolo. Qualora le probabilità di infezione del neonato risultino alte e la madre presenti un herpes attivo in prossimità del parto, viene spesso suggerito il ricorso al taglio cesareo.

L’infezione da herpes virus, che si manifesta in genere da dieci giorni a sei settimane dopo il parto, può essere infatti pericolosa per il neonato. Se si localizza alla cute, agli occhi e alla bocca, come succede in quasi la metà dei casi, può essere trattata efficacemente con gli antivirali rigorosamente prescritti dal neonatologo

. Il 30% dei casi di infezione erpetica può interessare anche il sistema nervoso centrale e in questo caso diventa seriamente pericolosa, sia in termini di sopravvivenza, sia per i danni permanenti che può provocare.

Quali sono le cure

L’herpes simplex labiale in genere si risolve da solo senza necessità di ricorrere a particolari farmaci, se non a pomate antivirali da applicare localmente per attenuare nel modo più veloce possibile il dolore e il prurito.

È assolutamente sconsigliato, e per altro inutile, ricorrere agli antivirali per bocca dal momento che non esiste rischio di contagio per il feto, mentre l’assunzione di farmaci deve sempre essere limitata in attesa.

I piccoli cerotti colloidali specifici per l’herpes labiale possono essere utili perché funzionano come una barriera che impedisce il contatto con germi, batteri e impurità diffuse nell’aria che possono rallentare il processo di risoluzione delle vescicole, oltre ad esporre al rischio che nella sede dell’infezione rimanga una cicatrice.

Assolutamente vietato cercare di rompere le vescicole: non toccarle rappresenta il modo migliore perché si risolvano in tempi brevi. Meglio evitare anche rimedi fai da te come l’applicazione del ghiaccio o del cotone imbevuto di acqua bollente, che rischiano solo di peggiorare la condizione di infiammazione.

Creme a base di aloe o di calendula possono essere utili solamente per alleviare il prurito, mentre è sempre opportuno, nel caso non si usino i cerotti colloidali, isolare l’herpes dai raggi solari applicando uno stick protettivo.

 

In breve

Occorre distinguere l’herpes labiale da quello genitale. Mentre il primo non deve generare particolare preoccupazione soprattutto nelle prime fasi della gravidanza, è bene fare attenzione all’herpes genitale che in prossimità del parto può infettare il neonato con conseguenze anche gravi. 

 

Fonti / Bibliografia

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