Liquido amniotico: cos’è, qual è la sua funzione e come si monitora

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 12/01/2026 Aggiornato il 12/01/2026

È una sostanza di consistenza acquosa, giallo chiaro prima e trasparente poi, che svolge funzioni importanti per il benessere del feto. Il controllo ecografico è importante per capire se il liquido amniotico stesso è presente in quantità adeguata e per valutarne colore e trasparenza.

Il liquido amniotico è una sostanza che svolge molteplici funzioni durante la gravidanza e il parto. In caso di perdite, occorre fare attenzione al colore perché potrebbe segnalare una sofferenza fetale

Il liquido amniotico è una sostanza che si trova all’interno del sacco amniotico in cui è immerso il feto durante tutti i mesi di gravidanza. Inizia a formarsi quando l’embrione si impianta sulla parete uterina e svolge una insostituibile funzione protettiva.

Quando è troppo o, al contrario, quando è troppo scarso, ci possono essere problemi per il feto. Inoltre, il liquido amniotico può essere analizzato per capire lo stato di salute del bambino e per capire se è portatore di malattie.

Cosa contiene e a cosa serve

Il liquido amniotico è una sostanza di consistenza acquosa, che ha un colore tra il giallo chiaro-biancastro nei primi periodi della gestazione. In seguito assume un aspetto trasparente perché, nel corso della gravidanza, la sua composizione si modifica. Il liquido amniotico costituisce il primo ambiente del bambino, che lo protegge e gli garantisce lo sviluppo completo, prima della nascita.

Svolge diverse funzioni, tutte fondamentali per la crescita del feto.

  1. Avvolge completamente il bambino, proteggendolo dal rischio di traumi che potrebbero derivare da colpi esterni. Il liquido ammortizza la pressione e il sacco amniotico stesso è molto resistente
  2. Permette al piccolo di muoversi, allungarsi, raccogliersi su se stesso, effettuare veri e propri “esercizi di ginnastica” nel grembo materno. Questo favorisce lo sviluppo neuro muscolare, allenando la forza e aumentando la coordinazione
  3. Protegge dalle infezioni, perché il liquido amniotico costituisce un ambiente sterile in cui l’organismo del feto si sviluppa anche dal punto di vista del sistema immunitario
  4. Attutisce i rumori, senza impedire completamente la trasmissione dei suoni provenienti dall’esterno, abituando progressivamente l’apparato uditivo a riconoscerli. Anche questo contribuisce alla maturazione del sistema nervoso
  5. Permette all’apparato respiratorio di svilupparsi e di maturare, preparando i polmoni alla respirazione autonoma una volta che il piccolo sarà venuto al mondo. In questa fase l’ossigeno è assicurato dal cordone ombelicale, difeso proprio dal liquido amniotico che ne impedisce la compressione
  6. Il liquido amniotico favorisce anche il completamento del parto naturale. È infatti ricco di prostaglandine naturali che stimolano le contrazioni. Inoltre la consistenza acquosa aiuta il posizionamento corretto verso il canale del parto e migliora il transito, riducendo l’attrito tra il capo del feto e i tessuti pelvici della madre
  7. Contiene proteine, ormoni e anticorpi indispensabili per il nutrimento e la crescita del feto, oltre a lecitine e sfingomieline. Queste sostanze permettono il corretto sviluppo dell’apparato respiratorio.

Sul liquido amniotico si possono eseguire importanti indagini prenatali per avere informazioni sulla salute del feto, escludendo malattie e anomalie genetiche, come l’amniocentesi. Nel liquido sono infatti presenti cellule fetali.

Come si forma il liquido amniotico

Si forma nelle primissime fasi della gestazione e la sua presenza è costante fino al parto, raggiungendo la quantità massima attorno al settimo mese di gestazione (circa un litro) per poi ridursi a 600-700 millilitri all’avvicinarsi del parto.

La sua composizione varia a seconda dell’età gestazionale: in una prima fase della gravidanza, il liquido amniotico è costituito dalla componente liquida del sangue materno, che si raccoglie nel sacco amniotico dove si trova l’embrione attraversando la placenta e la membrana amniocoriale, oltre che dai liquidi fuoriusciti dai vasi sanguigni di placenta e sacco amniotico.

Dal secondo trimestre, il feto produce la maggiore quantità di liquido amniotico con le secrezioni del tratto bronchiale e nasale e soprattutto attraverso i reni, che producono urina sterile. Mentre è immerso nel liquido amniotico il feto ingerisce liquido amniotico in continuazione, lo assorbe a livello intestinale e lo espelle attraverso le urine. Il ricambio del liquido amniotico avviene quindi sempre all’interno del sacco amniotico ed è il feto stesso che provvede a filtrarlo.

Come monitorarlo

Il liquido amniotico viene tenuto regolarmente sotto controllo perché la sua quantità, il colore, la trasparenza sono parametri importanti per valutare anche il benessere del feto.

È possibile controllarlo attraverso un’ecografia e il medico esperto riesce a valutare le caratteristiche del liquido amniotico anche solo con una attenta osservazione ecografica. Per una maggiore sicurezza è possibile avvalersi dell’Afi o Amniotic Fluid Index.

 Questo considera l’addome materno idealmente suddiviso in quattro quadranti, che si incrociano all’altezza dell’ombelico. Con l’ecografia si valuta quella che viene chiamata “massima tasca verticale di liquido amniotico” e si somma la quantità dei quattro quadranti.

  1. Se l’Afi è compreso tra 50 e 250 mm (o 5-25 cm) si ha la quantità ottimale e la situazione è nella norma
  2. Se il liquido è tra 50 e 80 mm, l’Afi è ai limiti inferiori della norma
  3. Se il liquido è tra 220 e 250 si parla di liquido ai limiti superiori della norma.

Problemi comuni

La quantità di liquido amniotico deve essere presente all’interno di un determinato range per tranquillizzare in merito alla salute del feto. Livelli elevati o, al contrario, inferiori ai limiti possono indicare che il bambino in formazione può avere qualche problema di salute.

Scarso

Se l’Afi è inferiore a 50 mm, si parla di oligodramnios, ossia di liquido amniotico scarso. Non sempre ci sono motivi per preoccuparsi: a volte una quantità ridotta è dovuta a una condizione di scarsa assunzione di liquidi.

È possibile rimediare tenendo la mamma a riposo e facendole assumere molti liquidi, almeno due litri al giorno. Inoltre, l’oligoidramnios può essere abbastanza normale al termine della gravidanza, quando si riduce anche per via delle prime, piccole perdite che precedono la rottura vera e propria delle acque. In questo caso si distinguono dalle perdite della gravidanza perché le perdite di liquido amniotico sono liquide, incolore e inodore.

Se però non si è in prossimità del parto e il liquido è scarso o praticamente assente (una condizione nota come anidramnios), è necessario indagare più a fondo per escludere anomalie a reni e vescica del feto, che gli impediscono la produzione di urina.

In eccesso

Se il liquido amniotico è in eccesso, con un indice Afi superiore a 250 mm, si parla di polidramnios. Le cause possono essere diverse e riguardare sia il feto, sia la donna. Nel caso del bambino, possono essere presenti ostruzioni del tratto gastrointestinale, che impediscono la deglutizione del liquido amniotico.

Può essere legato a presenza di diabete gestazionale della mamma e, in casi rari, il polidramnios è dovuto infezioni materne oppure a problemi neuromuscolari del feto, che possono essere esclusi osservando i movimenti del feto stesso con l’ecografia. Il polidramnios può anche essere presente in caso di gravidanza gemellare monocoriale, in cui uno dei due feti produce urina in eccesso.

In assenza di cause serie, la quantità eccessiva di liquido amniotico non è dannosa per il bambino, ma può esporre ad un rischio di parto prematuro. Questo rende necessario un monitoraggio attento della gravidanza.

Perdite di liquido amniotico

La perdita di liquido amniotico avviene, in quantità massicce, in prossimità del parto, con la cosiddetta rottura delle acque. Tuttavia, può accadere che nel corso della gravidanza, si verifichino perdite di liquido amniotico per piccole lacerazioni nel sacco amniotico.

È importante prestare massima attenzione per distinguerle da eventuali perdite urinarie o vaginali, con le quali le perdite di liquido amniotico vengono spesso confuse.

Le perdite di liquido amniotico sono inodori e incolori, quindi si differenziano dall’urina, e sono differenti dalle perdite vaginali per consistenza e colore. Se quindi si notano perdite sospette e si è ancora lontane dal parto, è bene contattare il proprio ginecologo e recarsi al pronto soccorso per valutare la situazione con personale specializzato.

 
 
 

In breve

Il liquido amniotico è una “bolla” che protegge e nutre il feto mentre questo si sviluppa nell’utero materno. Non deve essere né troppo poco, né in quantità eccessive. In entrambi i casi potrebbe indicare problemi di salute del bambino o della mamma.

 

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