Liquirizia in gravidanza: sì, no, quanta?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/03/2017 Aggiornato il 27/03/2017

Dosi eccessive di liquirizia possono provocare un rialzo della pressione, mettendo a rischio la salute della futura mamma. Anche il bebè potrebbe risentirne. Ecco perché

Liquirizia in gravidanza: sì, no, quanta?


La liquirizia si può assumere in gravidanza, ma senza esagerare. È la conclusione di uno studio guidato dall’università di Helsinki (Finlandia), secondo cui la liquirizia e il suo principio attivo più importante, la glicirrizina (o acido glicirrizico), assunti in quantità eccessive, possono avere effetti nocivi a lungo termine sullo sviluppo del feto, portando a problemi di memoria, performance cognitive peggiori e possibili disturbi come quello da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

Conseguenze sul quoziente intellettivo

Gli studiosi finlandesi hanno preso in esame 378 ragazzi di 13 anni, le cui mamme avevano consumato grandi quantità di liquirizia in gravidanza (oltre 500 grammi a settimana) oppure poca o niente. I giovani che erano stati esposti a grandi quantità di liquirizia nel grembo materno eseguivano meno bene test cognitivi e di ragionamento, con uno “scarto” pari a 7 punti di quoziente intellettivo. Effettuavano meno bene anche esperimenti tesi a misurare la capacità di memoria e, secondo le stime dei genitori, avevano più problemi di attenzione e iperattività rispetto agli altri. Nelle ragazze, infine, la pubertà iniziava prima.

Come agisce la glicirrizina

Secondo gli studiosi la glicirrizina intensifica l’effetto del cortisolo, l’ormone dello stress, inibendo l’enzima che lo inattiva. Sebbene il cortisolo sia importante per lo sviluppo del feto, in grandi quantità è dannoso. I ricercatori hanno così concluso che la liquirizia si può assumere in gravidanza, ma senza esagerare. Non è stato al momento definito un limite massimo di consumo giornaliero.

Anche proprietà benefiche

La liquirizia non è, quindi, da demonizzare, anche perché, assunta in dosi moderate, ha diverse proprietà: digestiva, antinfiammatoria, depurativa, diuretica e protettiva della mucosa, antiulcera, emolliente, rinfrescante, espettorante, antinvecchiamento. Nella pianta è anche stato isolato un composto steroideo che armonizza la secrezione ormonale, inibendo l’eccessiva produzione di estrogeni. Le radici sono un ottimo palliativo per chi vuole smettere di fumare perché anche nella gestualità riescono in qualche modo a sostituire la sigaretta. 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

La glicirrizina è da 50 a 100 volte più dolce del saccarosio e può essere utilizzata come dolcificante o aromatizzante. Sia i cinesi sia i romani ne usavano gli estratti come rimedio per la sterilità femminile.

 

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