L’obesità in gravidanza danneggia la salute del nascituro?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/05/2022 Aggiornato il 09/05/2022

Quando si aspetta un bambino è importante non ingrassare eccessivamente. Ecco perché l’obesità in gravidanza nuoce anche al benessere del bambino

L’obesità in gravidanza danneggia la salute del nascituro?

L’obesità in gravidanza è un fattore di rischio per la salute della mamma. Questo fatto era già noto da tempo. Alcuni esperti australiani hanno però scoperto che anche la salute del bambino può risentire del sovrappeso materno. La notizia confortante è che anche una lieve perdita di peso apporta dei benefici. Ecco perché l’obesità in gravidanza nuoce anche al benessere del bambino.

Che cosa ha scoperto lo studio australiano?

Una ricerca australiana ha confrontato schede mediche di oltre 2.500 madri obese che avevano partorito durante un periodo di cinque anni, tenendo conto anche di fattori demografici, come per esempio l’età. La ricerca, svolta dall’Università di Sydney, ha calcolato il rischio aumentato per le donne con obesità in gravidanza di classe III o elevata, definita come indice di massa corporea (Imc) di 40 o più, rispetto alle donne di classe I (Imc tra 30 e 34,9). La ricerca, pubblicata su Frontiers in Endocrinology, ha dimostrato che le donne con obesità elevata corrono un rischio più che doppio di incorrere in gestosi. Le donne fortemente obese avevano anche una probabilità più alta di contrarre diabete gestionale (28% per le madri di classe III, contro il 21% in classe I) e di richiedere un parto cesareo (54% contro 40%).

Cosa comporta l’obesità in gravidanza?

Le donne con problemi di obesità in gravidanza hanno un più alto rischio di complicazioni rispetto a chi ha solo qualche chilo in più o è normopeso. Rischiano maggiormente di incorrere in diabete gravidico, una malattia simile al diabete che si verifica al di fuori della gravidanza. Il sintomo tipico è la glicemia alta, che deve essere confermata da altre prove come per esempio la curva glicemica. Si controlla con la dieta, l’attività fisica e se necessario i farmaci. La gestosi è una condizione della gravidanza caratterizzata da aumento della pressione arteriosa e comparsa di albumina nelle urine. Si controlla con riposo a letto e cure mediche, ma qualche volta è necessario far nascere il bambino.

Quali rischi corre il neonato?

Indirettamente, il bambino nato da una donna con obesità in gravidanza subisce le conseguenze dei problemi all’organismo materno. Un bambino che viene al mondo prima dei nove mesi può essere ancora immaturo, richiedere il ricovero in patologia neonatale e la permanenza in incubatrice, in modo che il suo organismo si sviluppi adeguatamente. Il diabete gravidico può anche causare la nascita di un bambino già sovrappeso, che con il tempo può avere problemi legati ai chili di troppo.

 

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Come perdere peso in gravidanza?

Se si inizia la gestazione con qualche chilo di troppo, l’obiettivo è non ingrassare ulteriormente. Si deve seguire un’alimentazione varia, che comprenda tutti i gruppi di nutrienti. È bene evitare gli zuccheri semplici che si trovano nei dolci di tutti i tipi, i grassi di origine animale, i piatti troppo ricchi di sale. Si dovrebbe cercare di praticare un po’ di attività fisica, anche solo camminate quotidiane, ginnastica dolce, nuoto per gestanti. Questo può aiutare anche a perdere qualche chili. È sempre importante il confronto con il ginecologo.

È vero che in gravidanza si deve mangiare per due?

No, è un vecchio detto che andava bene per un’epoca in cui le risorse alimentari non erano abbondanti come quelle di oggi e la gestante rischiava carenze. Oggi è invece necessario mangiare doppiamente bene, limitando quello che può essere nocivo, quindi lo zucchero, il sale, i grassi animali.

 

Fonti / Bibliografia

  • Frontiers | Obesity Class Impacts Adverse Maternal and Neonatal Outcomes Independent of Diabetes | EndocrinologyIntroductionObesity in pregnancy is a known risk factor for adverse maternal and neonatal outcomes. Few studies have compared adverse pregnancy-related outcomes according to obesity severity. Hence, we aimed to examine the impact of obesity class on maternal and perinatal outcomes.MethodsWe retrospectively analysed data from all singleton births from mothers with obesity from 2013-2017 in Northern Sydney Local Health District in Sydney, Australia. Women were categorised into obesity class I (BMI 30-34.9kg/m2), class II (BMI 35-39.9 kg/m2) or class III (BMI 40+ kg/m2). Across BMI classes, we compared maternal outcomes including mode of delivery, gestational diabetes mellitus (GDM), and preeclampsia, and neonatal outcomes including large- and small-for-gestational age (SGA, LGA), neonatal hypoglycaemia, birth defects and timing of birth. Logistic analyses were performed to explore the impact of maternal obesity class on these outcomes, adjusting for maternal age, country of birth, parity...
  • Ministero della Salute
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HC

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Creme solari: si possono usare in allattamento?

24/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Durante l'allattamento è opportuno usare, all'occorrenza, prodotti per la protezione dai raggi del sole contenenti filtri fisici e non chimici.   »

Quali regole per prevenire la toxoplasmosi?

19/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le regole che consentono di evitare il contagio da parte del Toxoplasma sono semplicissime ed efficaci.   »

Bimbo di sette mesi con un “buchetto” sopra il sederino: è preoccupante?

16/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

La presenza di una fossetta sacro-coccigea a fondo cieco, se non è associata ad altri segnali che possano far pensare a un problema della colonna vertebrale, non è significativa.   »

Fai la tua domanda agli specialisti