Malattie autoimmuni in gravidanza, cosa deve sapere la futura mamma perché tutto vada bene?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 16/12/2022 Aggiornato il 16/12/2022

Se seguite in modo scrupoloso dagli esperti, le malattie autoimmuni in gravidanza sono compatibili con la nascita di un bambino sano e forte

In caso di malattie autoimmuni in gravidanza occorrono controlli più ravvicinati dal medico

La gravidanza è un periodo speciale nella vita di una donna, intenso ma anche impegnativo. Soprattutto per l’organismo, che deve provvedere alla formazione di un altro essere vivente. Per questa ragione, le donne con malattie autoimmuni, in gravidanza devono essere seguite in modo regolare e ancora più scrupoloso.
Contrariamente rispetto al passato, infatti, una donna con un disturbo autoimmune ha ottime probabilità di portare al termine la gravidanza. E il bambino nasce forte e sano esattamente come nelle altre gestazioni.

Che cosa sono le malattie autoimmuni?

Una malattia autoimmune è un’alterazione delle difese dell’organismo. Queste solitamente si dirigono verso le sostanze riconosciute come nocive, quindi germi e batteri. Nel caso delle malattie autoimmuni, il sistema di difesa si rivolge verso il proprio organismo e produce auto-anticorpi, che attaccano e distruggono cellule, tessuti, organi del tutto sani. Esiste un grande numero di malattie autoimmuni, molto diverse tra di loro. È autoimmune il diabete di tipo 1, che colpisce soprattutto i soggetti giovani ed è causato dall’auto distruzione delle cellule del pancreas produttrici di insulina. La tiroidite di Hashimoto, con rallentamento delle funzioni della tiroide, l’artrite reumatoide, in cui gli auto-anticorpi attaccano le articolazioni e molte altre ancora.  

Come si scatenano le malattie autoimmuni?

In tutto le malattie autoimmuni note sono circa un centinaio e sono sempre più diffuse. Non si conoscono ancora bene le cause della loro comparsa. È possibile che sia coinvolto l’inquinamento, un’infezione che si sovrappone a stress psicofisico o all’assunzione di farmaci. Tutte queste condizioni trovano terreno fertile in una predisposizione di base.

Queste malattie sono molto diverse tra loro come manifestazioni e sintomi e colpiscono vari organi: intestino, tiroide, reni, fegato, vasi sanguigni e altro ancora. Non trascurare eventuali segnali è il primo passo per individuare e curare il disturbo.
La diagnosi si raggiunge attraverso esami specifici. Si controllano prima di tutto indici infiammatori come la proteina C-reattiva e la Velocità di eritrosedimentazione (Ves). Inoltre, si cercano nel sangue auto-anticorpi specifici diretti verso gli organi, come anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi. Infine, si ricercano gli anticorpi antinucleo Ana ed Ena, tipici delle malattie autoimmuni.

Che cosa occorre sapere per diventare mamma?

Le donne con malattie autoimmuni in gravidanza devono essere seguite dagli esperti in modo ancora più scrupoloso. Un disturbo di autoimmunità non impedisce di diventare mamma di un bambino sano e forte, ma nei nove si corrono dei rischi in più.La gestazione è quindi un periodo delicato, che sottopone l’organismo a stress e la malattia si può riacutizzare.

I rischi principali sono aborti spontanei e parto prematuro. I neonati, però, non corrono un maggiore rischio di malformazioni o di altri disturbi, rispetto alla media. Per questa ragione è essenziale che la malattia sia diagnosticata e ben controllata, quindi stabile, da almeno sei mesi. In questo modo la gravidanza può iniziare con un organismo in buono stato di salute.

Quali sono gli esami da fare per le malattie autoimmuni in gravidanza?      

 

In caso di malattie autoimmuni, in gravidanza è essenziale che la donna ne parli prima di tutto con il proprio ginecologo. Per questa ragione l’ideale sarebbe iniziare i controlli prima, quando si sta progettando di diventare mamma. Inoltre, il confronto medico va condiviso con gli specialisti per il problema autoimmune: reumatologo per l’artrite reumatoide, diabetologo per il diabete 1, gastroenterologo per la celiachia e così via. Questo è essenziale sia per la sicurezza della gestante e del feto, sia per mantenere in salute l’organismo stesso.
I controlli ginecologici e sul sangue per il monitoraggio della propria malattia autoimmune devono avvenire ogni mese e la futura mamma deve essere costantemente in contatto con gli specialisti che la seguono. Per questo è opportuno rivolgersi a un centro di maternità che disponga di un ambulatorio di Patologia della gravidanza, che fornisce maggiori sicurezza per le gestazioni delicate.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quando si manifestano le malattie autoimmuni?

Le malattie autoimmuni colpiscono soprattutto il sesso femminile e spesso esordiscono tra i 20 e i 30 anni, ossia al culmine dell’età fertile. Eventuali sintomi di esordio possono essere trascurati perché poco significativi. È, invece, bene segnalarli subito al proprio medico perché intervenire precocemente impedisce che la malattia peggiori.

 

Fonti / Bibliografia

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