Malattie croniche intestinali: gravidanza possibile

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 26/01/2018 Aggiornato il 10/08/2018

Le malattie croniche intestinali interferiscono con la gravidanza, ma non per questo bisogna rinunciare al sogno di diventare mamma: ecco come fare

Malattie croniche intestinali: gravidanza possibile

Malattie croniche intestinali: si può avere una gravidanza? Se lo chiedono molte donne, visto che il picco di incidenza di queste patologie si verifica in età giovanile e coincide, in circa il 25% dei malati, con il periodo riproduttivo. Si tratta di colite ulcerosa e malattia di Crohn, patologie croniche caratterizzate da un’alternanza di remissione e recidiva: necessitano in modo continuativo di terapia medica, in alcuni casi chirurgica, che possono avere serie ripercussioni per la gestante e il feto.

Tanti rischi correlati

Le malattie croniche intestinali aumentano la probabilità di aborto spontaneo, parto pre-termine (prima delle 37 settimane) e basso peso alla nascita (meno di 2500 grammi). Se però sono in remissione al concepimento, hanno un effetto minimo o nullo sulla gravidanza e il suo esito. È importante perciò iniziare una gravidanza in periodo di remissione (da 3-6 mesi).

Molte donne per paura rinunciano

Secondo quanto emerso da uno studio australiano, la maggior parte (84%) delle donne affette da malattie croniche intestinali ritiene di non poter portare a termine una gravidanza, perché la terapia è dannosa per il feto. Solo il 19% ha manifestato preoccupazione relativamente all’influenza dell’attività di malattia, mostrando di non conoscere i rischi del mancato controllo della malattia sulla crescita fetale e sull’esito della gravidanza. Il 28% di coloro che avevano modificato il trattamento durante la gravidanza, non aveva interpellato il medico.

Quali effetti sulla fertilità

Nelle donne affette da colite ulcerosa in remissione, ribadiscono gli esperti, la fertilità è sovrapponibile a quella della popolazione generale. Nelle donne affette da malattia di Crohn, invece, è segnalata una minore fertilità. I fattori che diminuiscono la fertilità sono: malattia in fase di attività e una pregressa chirurgia addomino-pelvica. I farmaci assunti dalle donne per la loro malattia non influenzano la fertilità. Negli uomini, invece, alcuni farmaci diminuiscono la fertilità. L’effetto, però, è reversibile e regredisce dopo 2-3 mesi dalla sospensione.

Rivedere la terapia

È importante dunque, sapere che, anche in caso di malattie croniche intestinali, si può avere una gravidanza, ma dovrebbe essere rivalutata, da parte del gastroenterologo, l’attività di malattia e il trattamento in corso per sospendere eventuali cure controindicate (metotrexate, talidomide) e impostare o confermare una terapia.
 

 

 
 
 

Da sapere!

In caso di malattie croniche intestinali la gestante deve sottoporsi a controlli periodici (ogni 3 mesi) per rivalutare il decorso della malattia e l’adeguatezza della terapia in corso.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Mancato accollamento in 7^ settimana: la gravidanza è a rischio?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non è corretto definire "a rischio" una gravidanza in cui l'ecografia individua un modesto mancato accollamento (non è associato a perdite), ma non lo è neppure trascurare quanto rilevato.   »

Salmone alterato assunto in gravidanza: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Assumere del salmone avariato può esporre a conseguenze anche molto serie, tuttavia è realmente difficile non accorgersi dell'alterazione perché il pesce andato a male ha sia l'aspetto sia il sapore significativamente alterati.   »

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Fai la tua domanda agli specialisti