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Il massaggio perineale in gravidanza è una semplice tecnica manuale che la futura mamma può iniziare a praticare nelle ultime settimane di gestazione per preparare i tessuti del perineo al parto vaginale.
L’obiettivo è aumentare l’elasticità della zona, riducendo il rischio di traumi perineali durante la nascita del bebè, e aumentare la consapevolezza corporea.
Non è una pratica obbligatoria e non rappresenta una garanzia certa contro lacerazioni o episiotomia, perché il parto dipende da molti fattori. Tuttavia, se eseguita correttamente, può essere uno strumento utile di avvicinamento e supporto al travaglio. Va valutata con un professionista in caso di infezioni, perdite di sangue, minaccia di parto pretermine, placenta previa o altre condizioni specifiche.
A cosa serve
Il perineo, o pavimento pelvico, è un insieme di muscoli, legamenti, fasce e tessuti che sostengono gli organi pelvici (come vescica, utero e retto) e partecipano a funzioni importanti, soprattutto continenza, sessualità e parto.
Si tratta di una zona particolarmente sollecitata sia durante la gravidanza, a causa della pressione esercitata dal feto, sia soprattutto durante il parto: per permettere il passaggio del bambino, infatti, il perineo deve distendersi, indebolendosi e talvolta lacerandosi.
Il massaggio perineale aiuta a rendere più elastici questi tessuti, diminuendo il rischio di traumi. Inoltre, può aiutare a familiarizzare con la sensazione di tensione e stiramento, rendendo più semplice riconoscerla e gestirla durante il travaglio.
Come si fa
Per imparare a eseguire correttamente il massaggio perineale, l’ideale è rivolgersi a professionisti esperti. Poi, una volta appreso il movimento, la futura mamma può eseguire la manovra in totale autonomia.
Per praticare il massaggio, si può assumere una posizione semiseduta, appoggiando la schiena a cuscini e piegando leggermente le ginocchia. In alternativa, alcune donne preferiscono stare in piedi con una gamba appoggiata su una sedia o sul bordo della vasca oppure accovacciate o sedute sul water.
All’inizio può essere utile utilizzare uno specchio, così da prendere confidenza con l’area perineale.
Dopo aver applicato una piccola quantità di olio o lubrificante adatto, si inseriscono delicatamente uno o due pollici nella vagina, verso la parete posteriore, per circa due o tre centimetri. A questo punto si esercita una lieve pressione verso il basso, cioè in direzione dell’ano, e lateralmente, verso le pareti vaginali.
Il movimento può ricordare una forma a “U”, con una pressione dolce e progressiva.

Non bisogna forzare i tessuti, ma accompagnarli gradualmente verso una maggiore elasticità.
Consigli utili
- Il massaggio può essere eseguito autonomamente oppure con il supporto del partner, se la futura mamma lo desidera e si sente a proprio agio
- Prima di iniziare, è importante scegliere un momento tranquillo, in cui potersi rilassare senza fretta
- Una doccia o un bagno tiepido possono rendere i tessuti più morbidi e favorire il rilassamento della muscolatura pelvica
- È utile anche svuotare la vescica
- Scegliere un ambiente riservato e una posizione confortevole
- Lavare bene le mani e assicurarsi che le unghie siano corte e lisce
- Per fare il massaggio perineale in modo corretto è importante procedere con gradualità. Una pressione eccessiva o movimenti troppo energici possono provocare fastidio e rendere l’esperienza poco piacevole
- Con il tempo, si può aumentare la pressione esercitata verso il retto.
Il massaggio perineale fa male?
Il massaggio perineale non dovrebbe essere particolarmente doloroso. Tuttavia, alcune donne possono sentire una lieve pressione, una leggera tensione o un bruciore iniziale, soprattutto se i tessuti sono poco elastici o se sono alle prime esperienze con pratiche di questo tipo.
Questi fastidi però dovrebbero rimanere moderati e diminuire quando si rallenta il movimento, si usa più olio o si respira profondamente. Inoltre, dovrebbero ridursi con il tempo.
Se sono forti, persistenti o si associano a perdite di sangue, prurito, secrezioni insolite o contrazioni, è opportuno sospendere il massaggio e contattare il ginecologo o l’ostetrica.
Ogni gravidanza è diversa: per questo, prima di iniziare la pratica, è sempre consigliabile chiedere al professionista che segue la gestazione se esistono controindicazioni personali.
Quale olio usare
Per rendere i movimenti più confortevoli e ridurre l’attrito, durante il massaggio perineale si suggerisce di utilizzare un olio. Molti indicati, per esempio, l’olio di mandorle dolci e quello di iperico, perché in genere sono ben tollerati e facilmente reperibili. In alternativa, può essere utile un lubrificante a base acquosa, soprattutto se la futura mamma preferisce una texture meno oleosa.
In tutti i casi, si consiglia di scegliere un prodotto puro, senza profumi intensi, coloranti o ingredienti potenzialmente irritanti.
Esistono anche prodotti formulati appositamente per il massaggio perineale in gravidanza, come gli oli specifici proposti da marchi dedicati alla maternità, tra cui Weleda. In questi casi è importante leggere con attenzione l’etichetta e verificare che il prodotto sia adatto all’uso intimo.
Prima di utilizzare un nuovo prodotto, è consigliabile fare una piccola prova sulla pelle e chiedere consiglio all’ostetrica o al ginecologo, soprattutto in caso di pelle sensibile, allergie, infezioni ricorrenti o irritazioni.
Da quale settimana si può fare
Il massaggio perineale viene consigliato nel terzo trimestre, quando il corpo si prepara in modo più evidente alla nascita. In linea di massima, può essere iniziato a partire dalla 32ª– 34ª settimana di gravidanza. È importante, però, confrontarsi con ostetrica o ginecologo perché la scelta di quando iniziare è personale e dipende dalla storia clinica della donna e dall’andamento della gravidanza. Per esempio, le donne che hanno già avuto figli potrebbero iniziare anche prima.
L’ideale è eseguirlo tutti i giorni, oppure a giorni alterni: bastano cinque-dieci minuti per prendere confidenza con la pratica e godere dei suoi benefici. All’inizio può essere sufficiente anche un tempo più breve, soprattutto se la zona è sensibile o se si sta imparando la tecnica.
Tuttavia, la frequenza non è obbligatoria e va sempre adattata al proprio benessere e alle indicazioni del professionista che segue la gravidanza.Se eseguita con costanza, questa manovra aiuta a:
- elasticizzare e ammorbidire i tessuti del pavimento pelvico
- familiarizzare con la sensazione di pressione che può comparire nella fase finale del travaglio
- aumentare il flusso sanguigno e l’ossigenazione dei tessuti perineali
- ridurre il rischio di lacerazioni ed episiotomia durante il travaglio
- acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo
- gestire meglio travaglio e parto
- riprendere l’attività sessuale dopo la nascita.
Scopri anche come preparare il perineo al parto
Efficacia
Le ricerche dimostrano che il massaggio perineale eseguito nelle ultime settimane di gravidanza può ridurre la probabilità di alcuni traumi perineali che richiedono sutura. Può inoltre diminuire il ricorso all’episiotomia in alcune situazioni.
I benefici sembrano essere più evidenti nelle primipare, cioè nelle donne che affrontano il primo parto vaginale, perché i tessuti non sono mai stati sottoposti alla distensione legata al passaggio del bambino. Tuttavia, il massaggio perineale può essere preso in considerazione anche nelle gravidanze successive, in particolare se in un parto precedente si sono verificati lacerazioni, cicatrici, episiotomia o fastidi perineali oppure se il perineo è molto rigido.
È importante ricordare che il massaggio non elimina completamente il rischio di lacerazioni. Il modo in cui il perineo reagisce durante il parto dipende da molti fattori: posizione del bambino, durata della fase espulsiva, dimensioni fetali, elasticità dei tessuti, modalità di assistenza al parto e tecniche utilizzate dall’équipe ostetrica.
L’efficacia del massaggio perineale va quindi interpretata come parte di una preparazione più ampia. Può associarsi a esercizi di respirazione, mobilità del bacino, preparazione al parto e indicazioni ostetriche personalizzate.
Quando serve attenzione
Il massaggio perineale non è indicato in tutte le situazioni. È bene evitarlo o chiedere prima il parere del ginecologo o dell’ostetrica in caso di:
- infezioni vaginali o urinarie in corso
- herpes genitale attivo
- perdite di sangue
- placenta previa
- minaccia di parto pretermine
- rottura delle membrane
- dolore pelvico importante
- contrazioni regolari prima del termine
- indicazioni specifiche di astensione dai rapporti o dalle stimolazioni vaginali.
Foto di copertina di Marjonhorn via Pixabay
In breve
Il massaggio perineale in gravidanza è una pratica semplice che, di solito, può essere introdotta dalla 32ª settimana. Se eseguito con delicatezza e costanza, può aiutare a migliorare la consapevolezza del perineo e a preparare i tessuti alla nascita. Non deve essere doloroso e non va considerato un obbligo: ogni donna può scegliere se inserirlo o meno nella propria preparazione al parto.
Fonti / Bibliografia
- https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/documenti/ost_gin_bassafriulana/brochure-perineo.pdf
- La Cura del Perineo in Gravidanza e nel Puerperio - SIUDCome prendersi cura del perineo in Gravidanza e in Puerperio? Ascolta le nostre Ostetriche: suggerimenti semplici ma efficaci! Buona visione

