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Sono sempre di più le donne che si avvalgono della medicina estetica per prendersi cura di sé. Molto meno invasiva della chirurgia estetica, la medicina estetica si propone di valorizzare in modo armonioso l’aspetto di ognuno minimizzando disagi che, alle volte, possono perfino diventare invalidanti dal punto di vista psicologico.
Negli ultimi anni alla “correzione” si è affiancato un approccio diverso: la medicina estetica è diventata prevenzione. L’obiettivo è rallentare i segni del tempo e mantenere la pelle di viso e corpo quanto più possibile fresca, sana e luminosa.
Vi sono anche trattamenti di medicina estetica che hanno un vero e proprio scopo funzionale, ovvero migliorano delle condizioni cliniche che poco hanno a che fare con l’aspetto esteriore. Basti pensare all’impiego del botox per l’iperidrosi o per il bruxismo.
Ma cosa succede in gravidanza? È possibile sottoporsi a trattamenti di medicina estetica oppure no? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Raffaela Ciccarino, Odontoiatra ed esperta in Medicina Estetica del volto.
In gravidanza meglio avere un approccio prudente
Partiamo da un assunto. Molti trattamenti di medicina estetica in gravidanza non sono consentiti e, in alcuni casi, sono sconsigliati anche durante l’allattamento. “Molti trattamenti sono vietati sia in gravidanza che in allattamento. Questo non necessariamente perché sia stata dimostrata una pericolosità per il feto, ma perché gli studi disponibili sono insufficienti per garantirne l’uso in sicurezza”, spiega la Dott.ssa Ciccarino.
“Nella mia pratica clinica preferisco adottare un approccio molto prudente, sconsigliando ed evitando i trattamenti di medicina estetica puramente elettivi durante la gravidanza e rimandarli al post allattamento o, comunque, a una fase dell’allattamento in cui il bambino si attacca ormai poco, salvo situazioni cliniche più rilevanti da valutare individualmente”.
I trattamenti viso vietati nei nove mesi e in allattamento
Alcuni trattamenti sono categoricamente vietati e si tratta, tra l’altro, dei più richiesti. Proviamo, quindi, a fare chiarezza e a capire come comportarsi quando ci si trova in gravidanza e si desidera approcciarsi per la prima volta alla medicina estetica o proseguire un percorso di questo tipo.
Filler di acido ialuronico
In medicina estetica i filler di acido ialuronico vengono utilizzati perlopiù per riequilibrare i volumi del viso e armonizzare tra loro le varie parti del volto, come naso e labbra.
Sono sconsigliati perché non ci sono studi clinici adeguati sulle donne in gravidanza, non perché ci siano delle dimostrazioni che comportino dei rischi reali per il feto.
Aggiunge la Dott.ssa Ciccarino: “Ci sono, inoltre, delle complicanze legate all’iniezione di filler (infettive, infiammatorie e vascolari ) che potrebbero poi richiedere ulteriori terapie. Durante l’allattamento un passaggio significativo dell’acido ialuronico al feto risulta improbabile, ma anche in questo caso mancano studi diretti che abbiano monitorato il passaggio nel latte dopo un filler estetico e valutato l’effetto sui lattanti”.
Tossina botulinica
La tossina botulinica di tipo A (notoriamente conosciuta come botox) è uno dei trattamenti più richiesti in medicina estetica.
Crea un blocco temporaneo nella contrazione dei muscoli mimici, per cui di conseguenza si attenuano le rughe di espressione.
“A differenza dei filler esistono alcuni studi sull’esposizione alla tossina botulinica durante la gravidanza, soprattutto per indicazioni terapeutiche. Emergono dati rassicuranti ma comunque non sufficienti a dimostrare la sicurezza per l’utilizzo estetico in gravidanza”.
Che si tratti di interventi di tipo meramente estetico o di interventi curativi, è preferibile evitare. “Quando il botox viene utilizzato per scopi terapeutici, per esempio per ridurre la contrazione del muscolo massetere in pazienti che soffrono di bruxismo (patologia associata a digrignamento notturno/serramento che può portare a cefalea, indolenzimento mandibolare e mal di testa), la tossina può essere una buona indicazione terapeutica in associazione ad altri dispositivi come il bite notturno. In gravidanza è preferibile fare affidamento su questi”.
E in allattamento? “Rimanderei comunque l’utilizzo della tossina al post allattamento. Alcuni studi hanno rilevato quantità minime o assenti di onabotulinumtoxinA nel latte materno. Le evidenze sono però limitate e non sono estensibili nemmeno a tutte le formulazioni di tossina botulinica”, sottolinea la Dott.ssa.

Biostimolazione e biorivitalizzazioe
Sono entrambi trattamenti iniettivi finalizzati a migliorare qualità, idratazione, texture e luminosità della pelle attraverso la stimolazione della produzione di collagene ed elastina. Impiegano sostanze come aminoacidi, vitamine, acido ialuronico e polinucleotidi.
“Anche in questo caso non ci sono sufficienti studi clinici circa la sicurezza delle sostanze iniettate. Sussiste lo stesso concetto dei possibili rischi che derivano da ogni procedura iniettiva. Queste, inoltre, sono procedure puramente estetiche che nella mia pratica clinica preferisco rimandare per approccio precauzionale”.
Peeling viso profondi
I peeling sono molto richiesti. Servono a esfoliare la pelle, rimuovere le cellule morte, stimolare il rinnovamento cellulare e anche a trattare le rughe e altre condizioni dermatologiche come macchie e acne. Non tutti, però, possono essere fatti in gravidanza e in allattamento.
“Sono da evitare i peeling all’acido salicilico, all’acido tricloroacetico (TCA) e tutti i peeling più profondi. Da evitare sempre i retinoidi (anche quelli topici ), presenti anche nei cosmetici da banco”, spiega la Dott.ssa Ciccarino.
Trattamenti corpo: quali rimandare
Anche per quanto riguarda i trattamenti corpo, è opportuno avere delle accortezze. Molte donne, alle prese con disturbi comuni in gravidanza, si precipitano nei centri di medicina estetica per sottoporsi a trattamenti che possano in qualche modo alleviare i loro fastidi. Tuttavia, alcuni sono sconsigliati perché potenzialmente rischiosi.
Pressoterapia
Partiamo dalla pressoterapia, utile a migliorare la circolazione e a ridurre i gonfiori che derivano dall’accumulo di liquidi (pensiamo, per esempio al problema delle caviglie gonfie).
Alcuni specialisti la consentono in gravidanza, seppure con delle limitazioni, ma c’è anche chi la vieta in favore di alternative manuali.
In linea generale è controindicata nel primo trimestre mentre è da valutare nella seconda metà della gravidanza, ma solo su gambe e caviglie. Tronco e addome non sono zone che possono essere trattate in gravidanza. Anche sulle gambe la pressione deve essere molto bassa.
Ci sono delle controindicazioni specifiche: non va mai eseguita in presenza di patologie cardiovascolari o renali e neppure se si soffre di vene varicose o flebite. Può essere valutata, in accordo con medico e ginecologo, durante l’allattamento. Essendo un trattamento puramente meccanico, infatti, non interferisce e non altera il latte.
Carbossiterapia
La carbossiterapia consiste nell’iniettare sottocute, mediante aghi piccolissimi, anidride carbonica allo stato gassoso con lo scopo di stimolare il microcircolo, stimolare la produzione di elastina e collagene e attenuare inestetismi come la cellulite.
Non è un trattamento adatto alla gravidanza perché la sicurezza per il feto non è mai stata accertata. Lo stesso dicasi del periodo dell’allattamento.
Radiofrequenza
Utilizzata sia sul corpo che sul viso per correggere inestetismi come rughe e smagliature, la radiofrequenza andrebbe evitata in gravidanza perché sfrutta strumenti elettromagnetici e si basa sull’innalzamento della temperatura dei tessuti.
Mancano studi specifici in merito all’allattamento, quindi è preferibile rimandarla.
Trattamenti consentiti e sicuri per prendersi cura di viso e corpo
È importante per la donna prendersi cura di sé durante la gravidanza, periodo in cui si sperimentano cambiamenti importanti e può essere difficile rimanere centrate su se stesse oltre che, ovviamente, sul benessere del proprio bambino. Fortunatamente, ci sono trattamenti viso e corpo che possono essere praticati senza alcuna preoccupazione.
Alcuni peeling viso
Mentre alcuni peeling sono rigorosamente vietati, altri sono considerati generalmente sicuri e ben tollerati in gravidanza.
“Quelli più superficiali a base di acido mandelico o acido lattico presentano un profilo di sicurezza rassicurante durante la gravidanza. Sono considerati a basso rischio grazie al limitato assorbimento sistemico, sebbene manchino studi clinici specifici”, spiega la Dott.ssa Ciccarino.
Questi attivi possono essere impiegati dalle donne incinte anche a casa attraverso l’utilizzo di cosmetici per uso domiciliare perché presenti nelle formule dei prodotti a basse concentrazioni. I trattamenti esfolianti vengono richiesti molto spesso in gravidanza soprattutto per via dell’insorgenza del melasma e del cloasma gravidico. La migliore arma, però, è la prevenzione.
“La prima cosa che consiglio per prevenirne e limitarne la comparsa è l’utilizzo costante di una protezione fisica, scegliendo in particolar modo nei mesi estivi cappelli a tesa larga, e di protezioni solari ad ampio spettro SPF 50+, preferibilmente con filtri minerali come l’ossido di zinco”.
Durante l’allattamento, i peeling superficiali come quelli citati sono considerati compatibili, pur richiedendo sempre attenzione alla formulazione utilizzata.
Skincare ad hoc
Fatta eccezione per attivi ben precisi, come i retinoidi e l’acido salicilico ad alta concentrazione, in gravidanza e in allattamento le donne possono continuare a prendersi cura della propria pelle attraverso una skincare routine quotidiana ad hoc.

“Sono consigliati i cosmetici con formulazioni di origine naturale, come quelli a base di olio di jojoba, olio di mandorla e burro di karité, ma anche i prodotti che contengono attivi come acido ialuronico, niacinamide, acido azelaico, peptidi, ceramidi e vitamina C”, spiega la Dott.ssa. Ciccarino.
Massaggi linfodrenanti
Per quanto riguarda il corpo, a partire dal secondo trimestre è possibile sottoporsi a un ciclo di massaggi linfodrenanti (sconsigliati, invece, nei primi tre mesi di gestazione).
Utili sia in gravidanza che in allattamento per attenuare gonfiore e pesantezza alle gambe, vanno eseguiti rigorosamente da personale qualificato e solo sulla parte inferiore del corpo.
Un linfodrenaggio manuale ben fatto, con manovre delicate e leggere, riduce visibilmente il ristagno dei liquidi e sgonfia gambe, caviglie e piedi.
In copertina Foto di ArtPhotoStudio Via Magnific.com
In breve
I trattamenti estetici reputati completamente sicuri in gravidanza sono pochi. Le linee guida suggeriscono di rimandarli al post allattamento. In questa fase è comunque possibile prendersi cura di viso e corpo con alcune procedure e con prodotti cosmetici adeguati, sempre con l’approvazione del ginecologo.

