L’embrione si può auto-riparare

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 16/05/2016 Aggiornato il 16/05/2016

Risultati sorprendenti di una ricerca americana: anche le anomalie genetiche possono essere superate in modo autonomo dall’embrione. Le cellule anomale ai primi stadi dello sviluppo vengono spesso sostituite da quelle sane

L’embrione si può auto-riparare

Notizia choc: le anomalie dell’embrione all’inizio dello sviluppo non sono necessariamente il segno di un possibile difetto alla nascita, come ad esempio la sindrome di Down. Tutto è in evoluzione e tutto può cambiare. Anche in bene.

Cellule malate sostituite da quelle sane

Un recente studio condotto dalla professoressa Magdalena Zernicka-Goetz, dell’Università britannica di Cambridge, pubblicato sulla rivista “Nature Communications”, ha evidenziato come la presenza di anomalie delle cellule embrionali all’inizio dello sviluppo del feto non portino necessariamente alla nascita di un bambino malato. Le cellule anomale, infatti, si eliminano per morte cellulare programmata, permettendo alle cellule sane di sostituirle, portando così allo sviluppo un embrione sano.

Ricerca nata da un caso personale

La ricerca, effettuata su topi, è partita dall’esperienza personale di Zernicka-Goetz, rimasta incinta del suo secondo figlio a 44 anni. Nel suo caso la villocentesi aveva evidenziato l’anormalità di un quarto delle cellule nella placenta, ma alla fine il figlio è nato sano. Parlando con i genetisti, la ricercatrice scoprì che si sapeva molto poco sul destino degli embrioni con cellule anormale.

Falsi esiti dei test neonatali

Thierry Voet, coautore della ricerca, ha spiegato che, cellule con anomalie numeriche e/o strutturali dei cromosomi si osservano in circa l’80-90% degli embrioni umani in fase iniziale di sviluppo, dopo la fecondazione in vitro, e i test prenatali possono riportare un certo grado di queste anomalie. Nel corso della sperimentazione, la dottoressa Zernicka-Goetz e i suoi colleghi hanno mescolato embrioni a 8 cellule normali ed embrioni con 8 cellule anomale, dando vita così a embrioni mosaico. Gli scienziati hanno così potuto osservare che, negli embrioni in cui il rapporto fra cellule normali e anormali era di cinquanta/cinquanta, le cellule atipiche venivano eliminate, anche se nelle cellule placentari venivano poi mantenute le anomalie. In tal modo, le cellule normali hanno avuto la meglio e alla fine l’embrione è risultato sano.

Risultati incoraggianti

Per ora, la ricerca si è concentrata solo su topi, ma i risultati sono interessanti e potrebbe rivelarsi importante per gli embrioni umani, soprattutto perché aumentano sempre di più le madri over 40, un’età legata a un maggior rischio di avere figli con anomalie cromosomiche.

 

 

 
 
 

In breve

 

DA APPROFONDIRE

Il prossimo passo sarà determinare la proporzione di cellule sane necessarie per riparare l’embrione e il meccanismo con cui le cellule anomale vengono eliminate.

 

 

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