I disturbi più comuni durante il terzo mese di gravidanza

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 03/01/2015 Aggiornato il 03/02/2015

Ecco un elenco di disturbi che possono interessare la futura mamma. Sintomi, cosa fare e i rimedi per alleviare o risolvere i fastidi.

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Nausea e vomito

Questi disturbi continuano, in genere, fino alla fine del terzo mese, in quanto i valori di Hcg (la gonadotropina corionica umana), ossia l’ormone maggiormente responsabile della nausea, aumentano nel sangue della futura mamma fino alla 11a-14a settimana, per poi rimanere stabili fino al termine della gravidanza. Di norma, quindi, la nausea e il vomito tendono a scomparire dopo la fine del primo trimestre; talvolta, però, possono permanere per più mesi o, addirittura, proseguire per tutta la gravidanza.

Il rimedio dolce

Per alleviare il senso di nausea si può fare ricorso anche alla melissa, una pianta tradizionalmente impiegata nel trattamento dei disturbi digestivi, ma che è risultata efficace anche per curare il vomito tipico della gravidanza. Al bisogno, si può preparare un infuso, mettendo un cucchiaio di foglie di melissa in una tazza (circa 150 ml) di acqua bollente per 10 minuti, da filtrare e poi bere. Se bere risulta fastidioso, si può optare per la tintura madre (T.M.) di melissa (20-40 gocce, 2-3 volte al giorno, da diluire in un bicchiere con poca acqua).

Aria nella pancia

La futura mamma può avvertire, intorno al terzo mese, dei movimenti nella pancia, ma non si tratta ancora di quelli fetali, bensì può trattarsi più facilmente di presenza di gas nell’intestino. Ciò è determinato dal progesterone, un ormone dall’azione rilassante su tutta la muscolatura, compresa quella dell’intestino: ciò si traduce, quindi, in un rallentamento generale dell’attività di quest’organo, che comporta una maggiore produzione di succhi gastrici e di gas. Per questo, la futura mamma può avvertire flatulenza o un fastidioso bisogno di espellere aria come per digerire.

 Che cosa fare

1 Non coricarsi dopo aver mangiato: la posizione sdraiata rallenta la digestione.

2 Bandire i cibi produttori di gas, come i fagioli, le cipolle, i cavoli e i broccoletti, i fritti e i dolciumi in genere.

4 Non rimpinzarsi: i pasti abbondanti e frettolosi sovraccaricano l’apparato digerente e aggravano la sensazione di bruciore.

3 Assumere un antiacido a base di magnesio, su indicazione del ginecologo, se il disturbo è molto fastidioso. 

Gengive arrossate

A partire dal secondo-terzo mese di gravidanza le gengive possono essere gonfie, fragili e sanguinare con facilità. Questo fenomeno è provocato dall’azione del progesterone, un ormone tipico dell’attesa che rende le gengive facilmente irritabili. Questa sostanza, infatti, provoca una dilatazione dei capillari (i sottili canali all’interno dei quali scorre il sangue) e determina gonfiori e facilità di sanguinamento a livello delle gengive. Spesso basta un leggero sfregamento per provocare una sensazione di fastidio e dolore.

IGIENE: la pulizia della bocca

In presenza di gonfiori è importante continuare a lavare i denti: anche se le gengive sanguinano, infatti, mantenere una corretta igiene della bocca rappresenta la prima strategia per migliorare il disturbo ed evitare lo sviluppo della placca, ossia l’accumulo di batteri e residui alimentari che si forma sui denti dopo aver mangiato. Proprio in seguito a un contatto prolungato con la placca, infatti, le gengive si gonfiano e sanguinano. Ecco qualche consiglio:

-> lavare i denti dopo ogni pasto, anche dopo gli spuntini;

-> utilizzare uno spazzolino con setole morbide o di media durezza, per non irritare le gengive e farle sanguinare;

-> pulire i denti con un movimento verticale dalla radice verso la sommità, su entrambe le arcate;

-> usare il filo interdentale, facendolo passare negli spazi liberi tra i denti, compiendo un movimento dalla gengiva verso l’esterno, su entrambe le arcate; il filo va passato prima di procedere alla pulizia dei denti con lo spazzolino;

-> fare risciacqui con un collutorio se le gengive sono molto arrossate e gonfie.

 Il rimedio dolce

Se le gengive sono molto infiammate, può essere utile fare dei risciacqui con infusi naturali. Quelli a base di camomilla o salvia hanno un effetto antinfiammatorio, mentre un risciacquo con infuso di malva svolge un’azione protettiva sulle gengive. Prima di fare ricorso ai rimedi naturali, è bene, comunque, consultare il medico di base o il ginecologo. 

Capillari evidenti

In alcune donne possono farsi evidenti alcuni capillari, più raramente varici, a causa dell’aumento in circolo nel sangue di estrogeni e progesterone: questi ormoni, infatti, prodotti in gran quantità in gravidanza, provocano, tra l’altro, una dilatazione dei vasi sanguigni. In un primo momento, i capillari non sono visibili, ma la futura mamma avverte un senso di gonfiore e pesantezza alle gambe. In una seconda fase, si possono veder affiorare sulla pelle delle gambe capillari evidenti o vene reticolari. Solo nei mesi successivi, si potrà parlare invece di varici (o vene varicose).

Che cosa fare

1 Mantenere il peso sotto controllo: un aumento eccessivo può far peggiorare la situazione.

2 Indossare calze a compressione graduata: esercitando una maggiore pressione alla caviglia, favoriscono il ritorno del sangue verso il cuore.

3 Svolgere attività fisica: anche una breve passeggiata eseguita tutti i giorni aiuta a riattivare la circolazione.

4 Tenere le gambe sollevate: è utile infilare un cuscino sotto il materasso quando si sta sdraiate a letto, in modo da favorire il ritorno del sangue verso il cuore.

5 Evitare di stare a lungo nella stessa posizione, sia in piedi sia sedute. 

Umore mutevole

Nei primi tre mesi di gravidanza gli sbalzi di umore sono molto comuni e possono manifestarsi in modo diverso, da un senso di prostrazione all’insonnia, da stanchezza e affaticamento eccessivo alla perdita di interesse verso le normali attività lavorative o alle uscite con gli amici. È bene quindi adottare una serie di comportamenti utili a ridurre questo fenomeno, che comunque in genere è passeggero. All’origine di questi particolari stati d’animo vanno individuate diverse componenti:

-> fattori psicologici: l’entusiasmo connesso alla prospettiva di avere un bambino si possono scontrare con la paura di non essere all’altezza del ruolo di genitore; anche le trasformazioni del proprio corpo possono generare un conflitto, rendendo la futura mamma più vulnerabile.

-> cambiamenti ormonali: la produzione degli ormoni tipici dell’attesa influisce anche sul sistema nervoso, provocando sintomi simili a quelli della sindrome premestruale (irritabilità, sbalzi di umore, facilità al pianto).

-> super lavoro dell’organismo: l’eccesso di lavoro cui è sottoposto il corpo tende a indebolire la futura mamma, accentuando il senso di fragilità.

 Che cosa fare

1 Imparare ad accettare le proprie debolezze, senza temere di condividerle con qualcuno, come il partner o amiche che stanno vivendo o hanno vissuto la stessa esperienza.

2 Essere consapevoli della condizione particolare che si sta vivendo e approfittarne per prendersi maggior cura di sé e del proprio corpo. Molto utile, per esempio, è praticare un corso di ginnastica dolce o di yoga o, ancora, andare a nuotare un paio di volte alla settimana: l’attività fisica aiuta a liberarsi dalle tensione e a ritrovare l’armonia con se stessi.

3 Continuare a sentirsi attraente, scegliendo con attenzione i vestiti da indossare (magari valorizzando l’aumento del seno con una bella scollatura) e non tralasciando la cura dei capelli né il trucco del viso.

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