A cura di “La Redazione”Pubblicato il 27/11/2014Aggiornato il 03/02/2015
Si può andare ai Tropici durante la gestazione? Ecco la risposta per chi vuole effettuare un viaggio.
Domanda: Posso andare ai Tropici?
Risposta
È inutile negare che quando ci si reca nelle regioni tropicali, e soprattutto in quei Paesi che hanno un tenore igienico inferiore al nostro, si corrono alcuni rischi per la salute. Se questo è vero per chiunque, lo è ancora di più per le donne che sono in attesa di un bebè. Rispetto agli altri viaggiatori, quindi, è ancora più indispensabile informarsi della qualità dell’assistenza sanitaria nei Paesi che si visiteranno, della presenza o meno di malattie che potrebbero avere un’incidenza negativa sulla salute del feto, del rischio di incorrere in incidenti, e naturalmente sulle misure di prevenzione che si possono adottare. Va, oltretutto, tenuto sempre ben presente che ci sono farmaci e vaccini sconsigliati in gravidanza. Il periodo di maggiore pericolo, per quanto riguarda il rischio di aborto, è fino alla 12a settimana di gravidanza, cioè il primo trimestre; dalla 30a settimana in poi, invece, il rischio nel quale si può più facilmente incorrere è quello di un parto prematuro, con tutte le difficoltà facilmente immaginabili di far nascere il bambino lontano da casa e magari in un Paese con un’assistenza sanitaria e un tenore igienico differenti da quelli a cui si è abituati.
Diario della gravidanza
Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »
Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.
»
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »