Visita dal ginecologo durante il quinto mese di gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/01/2015 Aggiornato il 03/02/2015

Gli appuntamenti da rispettare per effettuare dei controlli corretti dal ginecologo, per te e per il tuo bambino, durante il quinto mese di gravidanza: ecografia morfologica, esame urine, cordocentesi.

prima ecografia gravidanza

La visita dal ginecologo

Si tratta di un appuntamento mensile molto importante per tenere sotto controllo l’andamento della gravidanza; tuttavia, non essendo previsto di routine, si paga il ticket (se eseguito nelle strutture pubbliche). In particolare, il ginecologo controlla l’aumento di peso della futura mamma, misura la pressione arteriosa per verificare che sia nella norma, ascolta il battito cardiaco del feto (con un strumento detto stetofonendoscopio), si informa sui movimenti del piccolo nel pancione e sugli eventuali disturbi. Tutti questi controlli sono necessari per individuare precocemente eventuali problemi, come la gestosi, in modo da poter intervenire tempestivamente.

L’ecografia morfologica

L’ecografia del secondo trimestre si effettua tra la 19a e la 21a settimana di gravidanza per verificare la regolarità dello sviluppo del feto. In genere, questa ecografia viene eseguita solo per via addominale (facendo scorrere la sonda sull’addome della futura mamma). Viene definita morfologica, in quanto permette di valutare il corretto sviluppo e l’aspetto degli organi del feto (come il cuore, lo stomaco o la spina dorsale). L’esame prosegue con la biometria, cioè si controlla la crescita del feto sulla base di alcuni valori di riferimento: per esempio, si rileva la distanza tra le tempie della testa e si confronta questo dato con quello riportato su apposite tabelle, dette dei “percentili” (che indicano le curve di crescita medie per età), in modo da accertarsi che le dimensioni del bimbo siano nella norma. Si verifica la posizione della placenta (l’organo che nutre e ossigena il feto) nell’utero, che di norma si trova nella parte alta dell’utero, e si verifica la quantità del liquido amniotico, la sostanza in cui è immerso il bimbo (il liquido infatti non deve essere né poco né troppo). Infine, è possibile essere informati sul sesso del nascituro.

 L’esame delle urine

Vanno ripetute, secondo quanto previsto dal decreto legge n. 245 del 1998, tra la 19a e la 23a settimana di gravidanza: come quelle dei mesi precedenti, sono completamente gratuite (non si paga cioè nemmeno il ticket) purché eseguite in una struttura pubblica o convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Servono per escludere la presenza di gestosi, diabete o di un’infezione batterica alle vie urinarie (il sistema di condotti che porta l’urina dal rene all’esterno).

I controlli in più

La cordocentesi

Detta anche funicolocentesi, consiste in un prelievo di sangue eseguito, nei casi in cui se ne riveli la necessità, sul cordone ombelicale a partire dalla 20a settimana di gravidanza. Si effettua sotto controllo ecografico e richiede quindi due operatori: un ecografista e un medico che esegue il prelievo. Una volta visualizzato il cordone ombelicale con l’ecografia, il prelievo dura pochi minuti, non comporta la necessità di anestesia e non è dolorosa. Il cordone ombelicale è raggiunto attraverso la pancia della futura mamma con un ago sottile e, dopo l’esame, la futura mamma deve rimanere in osservazione per qualche ora. Si tratta di una tecnica invasiva, che comporta un rischio di aborto spontaneo pari a circa 1 caso su 150 ed è per questo che l’esame non si effettua di routine, ma solo in determinati casi. Può essere proposto, per esempio, quando l’ecografia morfologica ha evidenziato delle anomalie che si riscontrano con maggior facilità nei bambini affetti da sindrome di Down e, quindi, si voglia approfondire con un esame il sospetto. Si può ricorrere alla cordocentesi, però, anche per motivi diversi dalla diagnosi prenatale: per esempio, in caso di ritardo di crescita intrauterina del feto o di un’infezione contratta dalla futura mamma in gravidanza, l’esame si rivela utile per valutare lo stato di benessere o un’eventuale infezione del feto.

 

Diario della gravidanza

Iscriviti al diario della gravidanza: scopri ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti