Movimenti fetali: quando iniziano e come riconoscerli

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 22/05/2026 Aggiornato il 22/05/2026

Si iniziano ad avvertire entro la 24a settimana, anche prima dal secondo figlio in poi. Se non sono regolari si deve contattare il ginecologo.

movimenti del feto

I movimenti del feto regolari e con una certa intensità significano che il bambino sta bene, mentre se si avvertono improvvisamente meno è importante segnalarlo al ginecologo.

Si avvertono a partire dalla 20a-22a settimana circa e all’avvicinarsi del parto possono essere più lievi proprio a causa dello spazio sempre più ridotto a disposizione del feto.

Avvertire i movimenti fetali rappresenta un momento emozionante per la gestante e, inoltre, costituiscono un importante indicatore per l’andamento della gravidanza.

Quando iniziano a sentirsi

Solitamente, i primi movimenti del feto iniziano a farsi sentire nel secondo trimestre di gravidanza, in un periodo che va dalla 16a alla 20a settimana, con normali differenze tra una gestazione e l’altra.

È difficile indicare la settimana precisa o generalizzare perché la percezione è soggettiva e dipende da diversi fattori. Per esempio, le donne alla prima gravidanza possono avvertire i movimenti più tardi rispetto alle mamme che hanno già avuto almeno un figlio.

Sembra che una quantità maggiore di grasso corporeo riduca la percezione dei movimenti del feto, anche se non esistono prove scientifiche in merito.

Anche il fatto di avere la placenta previa può far avvertire alla donna i movimenti in modo meno intenso. In ogni caso, più o meno tutte le mamme in media percepiscono i movimenti fetali entro la 24a settimana.

Se questo non succede, è bene parlare con il proprio ginecologo, anche se è vero che visite regolari fin dalle prime settimane dovrebbero già mettere in evidenza eventuali problemi di sviluppo fetale.

Sviluppo del feto nel trimestre

Il feto inizia a muoversi già nel primo trimestre, ma è troppo piccolo perché la madre possa rendersene conto e i movimenti si possono vedere solo con l’ecografia.

A partire dalla 20a settimana, invece, i movimenti fetali diventano percepibili. Al quinto mese di gravidanza infatti il bambino ha un sistema neuromuscolare già piuttosto sviluppato, che gli permette di muoversi.

Le sue dimensioni ancora ridotte gli permettono di “nuotare” nel liquido amniotico e di assumere diverse posizioni. Questi movimenti, ancora inconsapevoli, costituiscono una sorta di allenamento per rafforzarsi, migliorare le capacità motorie e irrobustire le ossa. Il piccolo tende le gambe, si gira, stringe le mani.

I movimenti si avvertono soprattutto verso le ore serali e in modo particolare se la mamma si pone sul fianco sinistro.

Cosa si sente

I primi movimenti fetali sono lievi e somigliano al battito di ali di una farfalla, a un fruscio di foglie, a bollicine di acqua. Le donne solitamente descrivono così le prime sensazioni del movimenti del feto. Inizialmente possono essere scambiati per borborigmi gassosi nell’intestino, ma con il passare dei giorni diventano più intensi e riconoscibili, trasformandosi in una intensa forma di rassicurazione del fatto che il piccolo ci sia davvero e che sia vivo e attivo.

Con il procedere della gestazione i movimenti diventano forti e decisi e intorno alla 28a – 29a settimana i movimenti del bambino sono visibili all’esterno. Il pancione infatti assume forme diverse, più appuntito oppure spostato di lato e sulla sua superficie compaiono piccole protuberanze: sono i piedi che spingono contro le pareti del sacco amniotico e le manine che si muovono e si appoggiano in leggerissimi pugni e carezze.

È impossibile capire se il bozzetto che compare sulla superficie del pancione sia una manina oppure un piede, perché il bambino nell’arco delle 24 ore compie molti movimenti, incluse capriole e giramenti su se stesso, che gli fanno cambiare continuamente posizione.

Solo dalla 30a settimana assume la posizione cefalica, a testa in giù.

I movimenti sussultori e ritmici, invece, corrispondono al singhiozzo del feto, questa manifestazione è dovuta alla contrazione improvvisa e involontaria del diaframma, cioè della fascia di muscoli e tendini che divide orizzontalmente il torace dall’addome.

Nel corso della vita intrauterina, il singhiozzo ha lo scopo di allenare il diaframma alla respirazione autonoma che il bambino farà propria immediatamente dopo la nascita. È dunque un ottimo segno di vitalità e benessere e il feto non ne è affatto disturbato.

Singhiozzo del feto, come riconoscerlo

Monitoraggio dei movimenti fetali

Nel terzo trimestre, nonostante il bambino si muova con grande frequenza, non viene sempre percepito dalla mamma è detto che la mamma. Di solito, mentre la futura mamma cammina o fa le scale o magari è molto concentrata sul lavoro, è possibile che non avverta il suo bambino muoversi, mentre generalmente è facilissimo che lo percepisca da sdraiata, specialmente su un fianco o subito dopo mangiato.

Non è dunque necessario vivere in un costante stato d’allarme, controllando ogni minuto che il piccolo si muova, ma è sbagliato passare una intera giornata senza monitorare i movimenti per l’intero arco di una giornata.

Non ci sono evidenze che ci diano un numero di movimenti utile a stabilire una situazione di rischio, a causa dell’ampia variabilità del numero di movimenti tra i feti sani e della significativa variabilità della percezione materna dell’attività fetale, un parametro essenziale da tenere in considerazione e del quale tutte le donne in attesa devono essere consapevoli.

Quello a cui bisogna prestare attenzione è la totale assenza di movimenti fetali e anche l’improvviso e significativo rallentamento rispetto al periodo antecedente.

Bisognerebbe avvertire circa 10 episodi di movimenti separati durante la giornata, come indicato dall’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG).

Prima di spaventarsi, ci si può accertare che il bambino si muova sedendosi comodamente su una poltrona per poi accarezzarsi la pancia, fermando la mano di tanto in tanto per captarne la presenza, anche bevendo un bicchiere di acqua zuccherata che potrebbe aiutare a sentire qualcosa.

La SIGO italiana e il Ministero della Salute si allineano all’approccio europeo, preferendo parlare di “consapevolezza del movimento” anziché basarsi su conteggi matematici rigidi, pur riconoscendo il test delle due ore come un utile strumento pratico di controllo domestico se la mamma ha il dubbio che il feto si muova meno del solito.

Se invece i movimenti fetali non si avvertono per una giornata, è bene recarsi al pronto soccorso per sottoporsi a una valutazione da parte del ginecologo, con l’ecografia e la registrazione del battito cardiaco fetale attraverso la cardiotocografia.

Leggi tutto sulla cardiotocografia

 
 
 

In breve

I movimenti fetali sono un importante parametro di valutazione del benessere del bambino da parte della madre. Se non si avvertono regolarmente per una giornata, ci si deve rivolgere al ginecologo.

 

Fonti / Bibliografia

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