Moxibustione in gravidanza: a cosa serve e quando si fa

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 30/06/2026 Aggiornato il 30/06/2026

Di solito viene eseguita prima della 36ª settimana di gravidanza se il bambino non è girato a testa in giù, per favorire la “capriola” e aumentare così le probabilità di parto naturale. È una procedura sicura, anche se non sempre efficace.

moxibustione in gravidanza

La moxibustione in gravidanza è una tecnica della medicina tradizionale cinese che può essere utilizzata come supporto nei casi di presentazione podalica del feto. Consiste nel riscaldare uno specifico punto dei piedi della futura mamma con un bastoncino di artemisia per favorire il rivolgimento del piccolo.

In genere, viene praticata tra la 32ª e la 36ª settimana di gravidanza, sempre sotto indicazione del ginecologo o dell’ostetrica.

È una metodica naturale, sicura e priva di rischi se eseguita correttamente, tuttavia può essere poco indicata in alcune situazioni, come nelle gravidanze a rischio e in caso di placenta previa.

Come funziona

Questa tecnica consiste nel riscaldare determinati punti del corpo utilizzando un sigaro di artemisia, una pianta officinale essiccata che, una volta accesa, produce un calore costante. Il sigaro non entra mai in contatto diretto con la pelle.

In gravidanza il punto maggiormente utilizzato è il BL67 (Zhiyin), situato sul lato esterno del quinto dito del piede, vicino all’unghia.

Secondo la medicina cinese, la stimolazione di questo punto favorirebbe il riequilibrio energetico e stimolerebbe i movimenti del feto, aumentando le probabilità che assuma spontaneamente la posizione cefalica.

A cosa serve

La moxibustione in gravidanza viene impiegata soprattutto quando, nelle ultime settimane di gestazione, il bambino si trova in posizione podalica, cioè con i piedi o il sederino verso il canale del parto.

Infatti, non si tratta della posizione ideale per il parto naturale, perché può associarsi ad alcuni rischi, soprattutto di lesioni traumatiche e di asfissia neonatale. La posizione più favorevole per il parto naturale è quella cefalica, con la testa verso il basso.

La maggior parte dei bambini si gira spontaneamente entro la 36ª settimana. Tuttavia, in alcuni casi la capriola non avviene, per cui il ginecologo può valutare diverse strategie, tra cui:

La moxibustione viene proposta come possibile supporto per favorire il rivolgimento spontaneo del feto, ma la sua efficacia non è certa e può variare da caso a caso.

Come funziona e quando va fatta

Il trattamento consiste nell’avvicinare il sigaro di artemisia acceso al punto BL67 di entrambi i piedi della futura mamma, mantenendo una distanza sufficiente a trasmettere calore senza provocare ustioni.

Una seduta dura generalmente 15-20 minuti per piede e può essere ripetuta quotidianamente per alcuni giorni o settimane, seguendo le indicazioni del professionista (anche due volte al dì).

Spesso, dopo le prime sedute, è possibile proseguire il trattamento a casa, seguendo le istruzioni dell’esperto. Per aumentare l’efficacia della tecnica, l’esperto potrebbe suggerire alla donna anche di assumere determinate posizioni (per esempio, sdraiate a terra con i piedi su una sedia) e di fare massaggi rilassanti all’utero.

In linea di massima, il periodo ritenuto più favorevole per effettuare la moxibustione è tra la 32ª e la 36ª settimana di gravidanza, quando il bambino dispone ancora di spazio sufficiente per cambiare posizione.

Prima di iniziare il trattamento è indispensabile eseguire una valutazione ostetrica che confermi:

  • la presenza di una gravidanza fisiologica
  • la presentazione podalica del feto
  • l’assenza di controindicazioni.

La moxibustione è davvero efficace?

A oggi, non si conoscono esattamente i meccanismi d’azione della moxibustione, ma le evidenze scientifiche disponibili mostrano risultati incoraggianti, sebbene non definitivi. Secondo alcuni studi la tecnica aumenta la probabilità che il bambino si posizioni spontaneamente con la testa verso il basso, soprattutto se praticata tra la 32ª e la 35ª settimana. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per stabilirne con certezza l’efficacia.

Per questo motivo molti esperti considerano la moxibustione una pratica complementare, da utilizzare esclusivamente all’interno di un percorso condiviso con il ginecologo o l’ostetrica.

Benefici della moxibustione in gravidanza

Tra i possibili benefici della moxibustione in gravidanza ci sono:

  • maggiore probabilità di rivolgimento spontaneo del feto
  • metodica non invasiva e sicura
  • assenza di farmaci
  • possibilità di eseguire parte del trattamento a domicilio sotto supervisione
  • buona tollerabilità nella maggior parte delle donne.

La moxibustione può essere impiegata anche per migliorare alcuni disturbi tipici della gravidanza, come nausee, vomito, gonfiori, crampi, ritenzione idrica e dolori muscolari.

Sembra, infatti, che sia in grado di favorire la circolazione sanguigna e di allentare le tensioni, sebbene a oggi non esistano prove certe della sua efficacia. Inoltre, talvolta la tecnica viene consigliata per preparare il corpo al parto, indurre la nascita del piccolo e ridurre ansia e tensioni.

Controindicazioni

La moxibustione è una tecnica sicura, naturale e sostanzialmente priva di rischi. Tuttavia, in alcuni casi, è meglio agire con particolare cautela. È sempre opportuno confrontarsi con il ginecologo, ma a maggior ragione in caso di:

  • fragilità della pelle
  • gravidanze considerate ad alto rischio
  • placenta previa
  • sanguinamenti vaginali
  • minaccia di parto pretermine
  • riduzione dei movimenti fetali che richieda accertamenti
  • patologie materne per cui il ginecologo sconsigli il trattamento
  • gravidanze gemellari.

È inoltre opportuno interrompere il trattamento e contattare immediatamente il medico in presenza di:

  • contrazioni regolari
  • perdita di liquido amniotico
  • sanguinamento
  • diminuzione dei movimenti del bambino
  • dolore persistente o sintomi insoliti.

Effetti collaterali

Quando viene eseguita correttamente da personale formato, la moxibustione è generalmente ben tollerata. Gli effetti indesiderati sono poco frequenti e possono includere:

  • lieve arrossamento della pelle
  • fastidio dovuto al calore
  • irritazione causata dal fumo dell’artemisia
  • molto raramente piccole ustioni se il sigaro viene mantenuto troppo vicino alla cute.

Per questo motivo è fondamentale rispettare le corrette modalità di esecuzione e utilizzare materiali di qualità.

 
 
 

In breve

La moxibustione in gravidanza è una tecnica naturale e non invasiva utilizzata per favorire il rivolgimento del feto quando si trova in posizione podalica. Consiste nel riscaldare con un bastoncino di artemisia un punto situato sul mignolo del piede, per stimolare i movimenti del bambino. Va ripetuta per qualche giorno ed è sicura. Tuttavia, non ha un’efficacia certa.

 

Fonti / Bibliografia

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