La musicoterapia in gravidanza aiuta a prevenire la dislessia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/10/2013 Aggiornato il 29/10/2013

I suoni percepiti dal feto possono plasmare lo sviluppo del cervello e influenzare l’apprendimento del linguaggio in modo da prevenire la dislessia

La musicoterapia in gravidanza aiuta a prevenire la dislessia

C’è un metodo naturale per prevenire malattie del linguaggio nel bambino, come la dislessia: la musicoterapia, vale a dire, l’ascolto di suoni già nel grembo materno. È quanto è emerso da uno studio coordinato dall’Istituto di scienze comportamentali dell’università di Helsinki (Finlandia) e pubblicato sulla rivista scientifica dell’Accademia delle Scienze americana Pnas. Secondo i ricercatori, infatti, i suoni percepiti dal feto già nel pancione possono plasmare lo sviluppo del cervello tanto da influenzarne il linguaggio ed evitare la comparsa di disturbi come la dislessia.

Già dalla 27a settimana

I risultati della ricerca non lasciano dubbi: già dalla 27a settimana di gravidanza il feto, non solo è in grado di percepire i suoni che provengono dall’esterno, ma questi, recepiti dal cervello, possono influenzare l’acquisizione del linguaggio. I suoni, infatti, plasmerebbero lo sviluppo del cervello, condizionando l’organizzazione della corteccia uditiva e del sistema nervoso. Dopo la nascita, i bambini con un udito “allenato” durante il periodo fetale, sarebbero meno soggetti a disturbi del linguaggio, come la dislessia.

Un disturbo dell’apprendimento

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che interessa uno specifico dominio di abilità (di norma la lettura, ma non solo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Tale disturbo è determinato da un’alterazione neurobiologica.

In breve

NON SOLO DIFFICOLTA’ DI LETTURA

La difficoltà di lettura spesso si accompagna a problemi nella scrittura: disortografia (cioè difficoltà di tipo ortografico) e disgrafia (difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura) e nel calcolo (discalculia).

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