Nicturia in gravidanza, quando si verifica e come affrontarla per dormire bene la notte

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 18/06/2026 Aggiornato il 18/06/2026

La necessità di alzarsi nelle ore notturne per fare pipì è dovuta all’azione di alcuni ormoni e alla pressione del feto sulla vescica. Bisogna però escludere l'eventuale presenza di disturbi che causano maggiore produzione di urina, per esempio il diabete gestazionale.

Nicturia in gravidanza, quando si verifica e come affrontarla per dormire bene la notte

La nicturia in gravidanza è un problema abbastanza frequente e consiste nella necessità di alzarsi spesso, durante la notte, per urinare. Nella maggior parte dei casi, questa manifestazione è legata a condizioni specifiche della gestazione, come l’azione degli ormoni e l’aumento di peso dell’utero, che grava sulla vescica. È bene parlarne con il ginecologo, per capire se si tratta di una situazione normale, oppure se la nicturia in gravidanza può essere dovuta a qualche disturbo serio, come il diabete, oppure a infezioni.

Le cause

La nicturia in gravidanza può manifestarsi durante tutto l’arco dei nove mesi, ma si fa sentire in modo più intenso e fastidioso nel primo e nel terzo trimestre. In queste fasi, infatti, l’organismo della donna è soggetto ad alcuni normali cambiamenti che hanno ripercussioni sull’attività dell’apparato urinario.

L’azione degli ormoni

Già nelle prime settimane di gravidanza, in circolo nel sangue aumentano i livelli di progesterone in seguito alla fecondazione. Questo ormone ha la funzione di favorire l’annidamento dell’embrione nell’endometrio, la membrana interna dell’utero, e agisce sui tessuti riducendo la contrattilità dei muscoli, per favorire la crescita dell’embrione. Questa azione ha un effetto anche sui muscoli del pavimento pelvico della donna e sulle fibre nervose e muscolari che perdono in parte la loro tonicità e la loro funzione di “tenuta” e sono quindi più cedevoli sotto lo stimolo dell’urina.

L’aumento di volume del sangue

All’inizio della gestazione aumenta il volume globale di sangue nell’organismo della donna, sotto l’azione dell’ormone hCG (gonadotropina corionica umana), prodotto dall’embrione dopo il suo attecchimento nell’utero. L’aumento del sangue circolante risponde alle maggiori richieste di ossigeno e sostanze nutritive sia per il corpo della mamma sia per l’organismo del feto in crescita. Questa condizione di aumento di volume del sangue comporta anche un impegno più intenso da parte dei reni, che hanno una funzione di filtro del sangue stesso. Viene quindi prodotta anche una maggiore quantità di urina nell’arco delle 24 ore.

La pressione dell’utero sulla vescica

Soprattutto verso il terzo trimestre, il feto sviluppandosi aumenta di dimensioni e di peso e a questo si devono aggiungere il volume del liquido amniotico e degli annessi della gravidanza (come la placenta e i vasi sanguigni che nutrono il bambino). L’addome è quindi voluminoso e pesante ed esercita una notevole compressione sugli organi dell’addome, come la vescica, obbligando a recarsi in bagno più spesso anche nelle ore notturne.

La posizione orizzontale

Molte donne in gravidanza, durante gli ultimi mesi, soffrono di gonfiore ai piedi e agli arti inferiori per problemi di ritenzione idrica e perché la parte liquida del sangue tende a fuoriuscire dalle pareti dei vasi sanguigni e ad accumularsi nei tessuti. Durante la notte, la posizione sdraiata favorisce il riassorbimento e il ritorno dei liquidi verso la parte centrale del corpo, per essere filtrati dai reni e infine eliminati attraverso la produzione di urine che diviene più abbondante.

Durante la notte la necessità di andare in bagno può essere anche accentuata dall’insonnia e dall’irrequietezza che si fanno sentire soprattutto nei mesi caldi.

Cosa fare e come affrontare il disturbo

Per gestire la nicturia in gravidanza non si deve bere meno, perché è importante garantire all’organismo una idratazione costante per regolare la temperatura, la traspirazione e la funzionalità dei reni. È però possibile seguire qualche regola per non doversi alzare spesso durante la notte ed evitare le interruzioni ripetute del sonno.

  • Ridurre il sale: il sodio (presente nel sale da cucina ma anche in molte preparazioni come pizza, piatti pronti, salatini) aumenta la sete e, quindi, la necessità di assumere ancora più acqua. Il consiglio vale soprattutto per il pasto serale. Mangiare meno salato è anche un modo per prevenire l’ipertensione in gravidanza.
  • Bere soprattutto nelle ore diurne: concentrare l’assunzione dei liquidi nella prima parte della giornata (mattino e pomeriggio) garantisce una adeguata idratazione senza doversi alzare spesso di notte, cosa che capita se si beve molto dal tardo pomeriggio in poi
  • Evitare tè e caffè: queste bevande sono diuretiche, vale a dire che stimolano l’attività urinaria. È importante ridurle, ricordando che sono anche ricche di sostanze eccitanti, non adatte in gravidanza per gli effetti sul feto e perché possono impedire il riposo notturno.
  • Sollevare le gambe la sera: questa posizione, assunta nelle ore tardo pomeridiane e serali, contrasta il gonfiore agli arti inferiori perché favorisce il ritorno venoso al cuore. Il liquido accumulato riesce quindi a essere drenato prima dai reni prima di andare a dormire.

Nel caso ci si debba alzare la notte è importante lasciare accesa una luce di cortesia per evitare di inciampare o di urtare contro i mobili, mentre ci si reca in bagno. È anche utile indossare un piccolo assorbente per evitare perdite di urina che possono rendere il pavimento scivoloso, predisponendo a cadute.

Quando preoccuparsi

La necessità di urinare durante le ore notturne è un fatto abbastanza comune, ma è importante parlarne con il ginecologo, per escludere condizioni più serie.

La poliuria, ossia l’aumento della quantità di urine, è uno dei segnali del diabete della gravidanza. Questa condizione è una malattia metabolica caratterizzata dall’aumento di zuccheri nelle sangue. Il bisogno di bere di più e, quindi, di correre spesso in bagno per urinare è un tentativo dell’organismo di diluire le concentrazioni di zucchero. Il diabete gestazionale si affronta con dieta, esercizio fisico e, se necessario, farmaci appropriati. Occorre però prima una diagnosi che avviene con le analisi del sangue e delle urine (eseguite regolarmente in gravidanza e poi mostrate al ginecologo) ed eventualmente esami del sangue specifici.

Se, invece, il bisogno di correre in bagno è legato soprattutto allo stimolo, ma la quantità di urine prodotte non è eccessiva, bisogna escludere qualche infezione urinaria, per esempio la cistite. Si tratta di un’infezione batterica della vescica che causa stimolo doloroso alla minzione, bruciore, urine opache e con tracce di sangue.

Si cura con antibiotici adatti e, come tutte le infezioni intime in gravidanza, non va trascurata perché potrebbe causare problemi al buon andamento della gravidanza.

Negli ultimi mesi, è importante fare distinzione tra perdita di urine e rottura delle acque. In questo caso il liquido è chiaro e trasparente e non c’è stimolo alla minzione. Si deve avvisare il ginecologo perché è uno dei segnali che precedono il travaglio.

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In breve

Ormoni, volume dell’utero, ritenzione idrica diurna possono causare nicturia in gravidanza. È importante parlarne con il ginecologo per escludere che il bisogno di fare pipì sia legato a problemi più seri, per esempio il diabete gestazionale

 

Fonti / Bibliografia

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