Paracetamolo in gravidanza: si può prendere? Dosi e info

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 30/04/2025 Aggiornato il 30/04/2025

E' considerato il farmaco più sicuro durante i 9 mesi, ma per non correre rischi e proteggere il bambino è importante usarlo solo al bisogno e per brevi periodi, dietro via libera del ginecologo.

donna in gravidanza prende una pastiglia di paracetamolo


Durante i nove mesi, idealmente sarebbe bene non assumere alcun medicinale. Tuttavia, ciò non è sempre possibile. Il paracetamolo in gravidanza è concesso per alleviare febbre e dolori intensi, come lombalgia, cefalea, influenza e mal di denti.

Si tratta, infatti, di un principio attivo relativamente sicuro sia per la mamma sia per il bebè, ma solamente se impiegato con cautela. Per questo, è importante usarlo solo in caso di effettivo bisogno, per pochi giorni e dietro consiglio del ginecologo. La dose consentita è di massimo 3000 milligrammi (3 g) al giorno.

Quale paracetamolo prendere in gravidanza 

Il paracetamolo è un farmaco analgesico e antipiretico, in grado cioè di contrastare i dolori e la febbre. In gravidanza è il medicinale di prima scelta per trattare disturbi come influenza, sciatica, emicrania, nevralgia, mal di denti, quando i sintomi sono molto intensi.

In Italia è commercializzato con diversi nomi commerciali, ma esiste anche la versione paracetamolo generico. Tutti questi farmaci hanno azione simile e possono essere usati nel corso dei nove mesi. Il consiglio è di impiegarli solo quando serve, alla minima dose efficace e per il minor tempo possibile, valutando bene rischi e benefici con il ginecologo. È bene ricordare che anche i dolori e la febbre possono avere effetti negativi sulla salute del feto, per cui bisogna capire quale sia la scelta più conveniente per la salute della futura mamma e del bimbo.

Maggiore cautela va riservata invece all’utilizzo dell’altra categoria di farmaci con proprietà antidolorifiche, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, acido acetilsalicilico, diclofenac, ketoprofene. Infatti, nel terzo trimestre potrebbero provocare una ridotta funzionalità delle piastrine nel neonato e nella madre, con un aumentato rischio di emorragie. Inoltre, possono ritardare il travaglio e prolungarne la durata.

Dosi consigliate

Il paracetamolo in gravidanza va usato con cautela. La dose massima consentita è di 3 g al giorno, da suddividere come segue:

  • 1 compressa da 500 mg alla volta, ogni 4-6 ore, per massimo 6 somministrazioni al giorno
  • 2 compresse da 500 mg o 1 compressa da 1000 mg ogni 8 ore

Si consiglia di non usare il paracetamolo per più di tre giorni: se i sintomi persistono, valutare con il ginecologo come è meglio procedere.

Quali sono i rischi

Il paracetamolo, in genere, viene smaltito dal fegato. Tuttavia, se viene assunto in dosi eccessive o per tempi prolungati può causare problemi epatici nella donna, come un’insufficienza epatica acuta, che consiste in una seria compromissione del fegato.

Per quanto riguarda il bambino, un impiego scorretto del farmaco potrebbe associarsi a problematiche nel suo sviluppo psicofisico, come disturbi del linguaggio e problemi comportamentali. Per questo motivo, è fondamentale seguire le indicazioni del ginecologo e non assumere il farmaco in modo autonomo o in dosi superiori a quelle raccomandate.

Primo trimestre e ultimo trimestre

Il primo trimestre è un periodo particolarmente delicato, perché è quello in cui l’embrione attecchisce e inizia lo sviluppo degli organi principali del bambino. In generale, il paracetamolo è considerato un farmaco sicuro in questa epoca se impiegato correttamente, ma alcuni studi suggeriscono che un uso prolungato o a dosi elevate potrebbe associarsi a un leggero aumento del rischio di alcune complicazioni, come nascita prematura.

Anche nel terzo trimestre bisogna fare attenzione perché secondo alcune ricerche l’utilizzo scorretto del paracetamolo potrebbe aumentare il rischio di problematiche urogenitali, disturbi del sonno e dell’attenzione nel bambino

Tuttavia, le evidenze non sono definitive e la maggior parte delle società scientifiche e degli esperti ritiene il paracetamolo un farmaco sicuro, se usato bene e sotto controllo medico.

Controindicazioni e quando non si può prendere

Il paracetamolo è controindicato solo in presenza di allergie al principio attivo e in caso di serie problematiche al fegato, come un’insufficienza epatica acuta. Al di fuori di queste situazioni, in genere, può essere impiegato tranquillamente, a patto di rispettare le indicazioni del medico e di non superare le dosi raccomandate.

In breve

Il paracetamolo in gravidanza è indicato per il trattamento della febbre e dei dolori, dalla cefalea alla lombalgia, dal mal di denti alla gastrite. È generalmente sicuro per la mamma e il bambino, ma per non correre alcun rischio è importante usarlo solo alle dosi raccomandate (massimo 3 g al giorno) e per pochi giorni, dietro consiglio del ginecologo. Se i sintomi persistono, meglio chiedere un nuovo consulto al medico.

 

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