Paracetamolo in gravidanza: quali rischi per il piccolo?

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 11/11/2019 Aggiornato il 11/11/2019

Uno studio ipotizza un legame tra assunzione di paracetamolo in gravidanza e maggior rischio di problemi di salute e comportamentali per il nascituro.

Paracetamolo in gravidanza: quali rischi per il piccolo?

Il paracetamolo è un farmaco sicuro in gravidanza? Secondo un’indagine condotta su 14 mila bambini, l’assunzione di questo farmaco durante la dolce attesa sarebbe collegata a un maggior rischio, per i bebè specialmente di genere maschile, di soffrire di disturbi comportamentali come iperattività e deficit di attenzione. Lo studio è stato effettuato all’Università di Bristol su diversi bambini tenuti sotto osservazione dai sei mesi fino all’adolescenza ed è stato pubblicato sulla rivista Paediatric and Perinatal Epidemiology

Diversi campi d’azione

Non è il primo lavoro a indagare i possibili effetti collaterali dell’assunzione di paracetamolo in gravidanza. Già precedenti ricerche avevano appurato che può causare alle future mamme problemi respiratori (asma) e altri disturbi. Da qui la necessità di ribadire l’importanza di assumere medicinali in gravidanza sempre con la dovuta cautela, dietro consulto preventivo del medico e solo quando necessario.

Emersi fattori di rischio

Il paracetamolo è un medicinale antalgico ad azione centrale, con molti meccanismi d’azione. Da sempre è il farmaco d’elezione nel trattamento degli stati febbrili, per via dell’ottimo effetto antipiretico e della scarsità di effetti collaterali, ed è l’unico indicato anche in neonati e donne in gravidanza, per l’elevato profilo di sicurezza e l’assenza di controindicazioni. Svolge anche un’azione analgesica: nei bambini, è il farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore lieve o moderato di natura non infiammatoria.

Gli scienziati hanno chiesto alle future mamme giunte al settimo mese di gestazione se avessero assunto del paracetamolo nei primi mesi della gravidanza, con quale frequenza e per quale disturbo. Sottoponendo i figli di queste donne a test cognitivi e comportamentali hanno rilevato un collegamento tra un maggior rischio di problemi comportamentali e utilizzo di paracetamolo in gravidanza, indipendentemente dai disturbi all’origine dell’assunzione del farmaco. L’effetto sul comportamento viene meno quando i bambini concludono il ciclo delle scuole elementari.

Necessari approfondimenti

I ricercatori sottolineano che sono necessari ulteriori studi di conferma. Non è stato ancora confermato infatti il legame di causa ed effetto tra la molecola e i problemi comportamentali: è stata solo suggerita una possibile associazione. Resta da valutare se i bambini nati da donne che avevano preso la medicina in gravidanza, da grandi non vadano incontro ad altri rischi.

 
 
 

Da sapere!

In gravidanza il paracetamolo è considerato sicuro ed è il farmaco di prima scelta come antipiretico e analgesico, ma va preso solo quando serve, alla minima dose efficace e per il minor tempo possibile.

 

Fonti / Bibliografia

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