Case di maternità: come a casa con la sicurezza dell’ospedale

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 02/11/2020 Aggiornato il 02/11/2020

Le case di maternità sono strutture simile a un appartamento, quindi intime e raccolte. Ma per potervi partorire è necessario che la gravidanza proceda bene e senza complicazioni

Case di maternità: come a casa con la sicurezza dell’ospedale

Mettere al mondo il proprio bambino è un momento straordinario, carico di emozione ma al tempo stesso intimo, che molte donne vorrebbero vivere nella tranquillità di casa, ma con la sicurezza di essere ben assistite in caso di imprevisti. Le case di maternità sono nate per rispondere a questa esigenza: garantire la nascita del bebè in un ambiente sicuro, con l’assistenza delle ostetriche e se necessario di medici, senza però l’impersonalità e la medicalizzazione che viene talvolta percepita in ospedale.

Rispondono al desiderio di naturalezza

Le case di maternità sono strutture situate al di fuori degli ospedali, arredate come un appartamento, ma organizzate per ospitare le gestanti che desiderano recuperare quella dimensione di intimità e naturalezza che, talvolta, non è rispettata nei punti nascita tradizionali. Un tempo, infatti, era normale che un bambino venisse al mondo tra le mura domestiche. In seguito, a causa dei rischi che correvano mamma e bebè senza una adeguata assistenza sanitaria, si diffuse l’abitudine in tutti gli strati sociali di partorire in ospedale. Il parto divenne sì più sicuro, ma talvolta si perdeva quella dimensione intima che in casa veniva a crearsi tra mamma e neonato. In ospedale, infatti, il piccolo veniva separato dalla mamma, dormiva al nido, spesso le veniva portato solo per l’allattamento in modo che la donna potesse riposare e fosse sottoposta a tutti i controlli del post parto. Allora i padri erano esclusi dall’evento nascita e anche le visite con i famigliari del neonato erano molto limitate.

Recuperare un legame speciale

In tempi più recenti, molti reparti maternità ospedalieri si sono organizzati per favorire da subito il legame tra mamma e neonato, per esempio con il rooming-in, ammettendo i papà in sala parto e stabilendo orari più ampi di visita di fratellini e altri parenti. Molte donne, però, considerano queste strategie ancora troppo impersonali e desiderano avviare fin dal momento del travaglio una routine famigliare con il neonato, il papà, altri fratellini.
Le case di maternità sono nate per rispondere a questo desiderio e possono essere considerate un compromesso tra l’esigenza di intimità del parto in casa e la necessità della sicurezza di assistenza medica, a vantaggio di mamma e bebè. Dispongono, infatti, di locali in tutto simili a quelli di un appartamento in cui vive una famiglia, con stanze confortevoli, spazio gioco per il fratellini, un letto come quello di casa. Presso le case di maternità sono, però, presenti ostetriche, infermiere specializzate e altro personale per fornire assistenza in caso di necessità.

Per molte, ma non per tutte

L’obiettivo di questi centri, che sono stati regolamentati per la prima volta dalla Lombardia e che sono diffuse soprattutto al Nord, è favorire fin dai primi momenti l’avvio di una corretta relazione tra mamma e bebè, che comprenda anche tutti gli altri componenti della famiglia. Al tempo stesso, affida la gestione di tutto l’evento parto alle ostetriche, figure professionali che per definizione sono deputate alla gestione di gravidanza, parto e puerperio che si svolgano senza complicanze. Il tutto avviene in accordo con le Linee guida, nazionali e internazionali, di assistenza al parto. La condizione per poter partorire in una casa di maternità è che la gravidanza si sia svolta senza complicazioni, che la donna non presenti problemi come diabete, ipertensione, forme di anemia. Il bambino deve essere in posizione cefalica, ossia con la testolina rivolta verso il canale del parto e il travaglio deve iniziare in modo spontaneo. Se queste condizioni non si presentano, la donna per ragioni di sicurezza viene indirizzata al reparto maternità ospedaliero.

 

 
 
 

Da sapere!

La gestante può rivolgersi alla casa di maternità già nei primi mesi di gravidanza. Può seguire i corsi pre-parto, conoscere le ostetriche e le psicologhe e l’assistenza spesso prosegue anche dopo la nascita del bambino, per esempio nell’avvio dell’allattamento al seno.

Fonti / Bibliografia

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