Cesareo? Forse no, con dieta e sport

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/05/2019 Aggiornato il 29/05/2019

Le buone abitudini in gravidanza non solo fanno bene al feto e alla mamma, ma sembra che aiutino anche a ridurre le probabilità di partorire con il cesareo. Un motivo in più per seguirle

Cesareo? Forse no, con dieta e sport

Già si sapeva che il movimento e una dieta sana fossero positivi nei nove mesi, perché migliorano la salute di mamma e feto. Ora si è anche scoperto che possono davvero ridurre le probabilità di partorire con il parto cesareo. Perché dieta sana e attività fisica hanno questo effetto? Ecco che cosa ha scoperto uno studio dell’International Weight Management in Pregnancy Collaborative Group.

Regole valide per tutte

A prescindere dall’età della donna, il suo indice di massa corporeo, la sua situazione medica e l’etnia, dieta e stile di vita sani e attivi dovrebbero far parte della routine prenatale di tutte le future mamme. L’obesità materna e l’eccessivo aumento di peso in gravidanza, infatti, mettono madre e bambino a rischio, sia durante la gestazione sia dopo.

L’analisi su 12.500 future mamme

I ricercatori hanno valutato gli effetti della dieta e dell’attività fisica su cesarei, bambini nati morti e ricoveri dei neonati in unità di cura intensiva, analizzando i dati delle partecipanti a 36 diversi studi, per un numero totale 12.500 donne. Si è così visto che dieta sana e attività fisica possono ridurre il rischio di ricorrere a un cesareo.

Percentuali ancora alte in Italia

Secondo i dati del nono Rapporto sull’evento nascita, relativo all’anno 2010, nel nostro Paese il 37,5% dei parti avviene con taglio cesareo. In pratica, quasi 4 bambini su 10 nascono con un intervento chirurgico. E i numeri sono in crescita. Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, messe a punto nel 1985, raccomandano invece di non eseguire più di un parto con taglio cesareo su 7 (15%). All’origine di questi dati ci sono diversi motivi: aumento dell’età media del primo figlio con conseguente maggior diffusione delle patologie della gravidanza, parcellizzazione dei punti nascita, disomogeneità regionale e scarsa informazione delle donne. Ecco perché alcune contromisure potrebbero contribuire a limitare il numero dei cesarei non giustificati da ragioni mediche: ridurre i punti nascita con meno di mille parti all’anno, aumentare l’informazione alle mamme sulle procedure per il controllo del dolore da travaglio e da parto, garantire l’accesso all’analgesia epidurale a tutte le donne che ne fanno richiesta. Anche un corretto stile di vita in gravidanza può aiutare: secondo questo ultimo studio, infatti, dieta sana e attività fisica possono ridurre il rischio di ricorrere a un cesareo, mentre non hanno avuto effetto sul numero di piccoli nati morti e ricoveri in unità di cura intensiva.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Una donna che segue un’alimentazione corretta e pratica una regolare attività fisica ha un minore rischio ammalarsi di diabete gestazionale, ipertensione gravidica e preeclampsia.

 

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