A cura di “La Redazione”Pubblicato il 13/06/2013Aggiornato il 13/06/2013
Il cosiddetto travaglio di prova viene fatto quando, dopo un precedente parto cesareo, il ginecologo ritiene che la donna possa affrontare un parto naturale
Viene chiamato travaglio di prova e vi si ricorre quando, dopo un precedente parto con taglio cesareo, il ginecologo ritiene possibile che la donna sia nelle condizioni di poter partorire per via naturale. In questo caso, lo specialista osserva con particolare attenzione come reagisce l’utero della partoriente alle prime contrazioni, fin dall’inizio della dilatazione. Se questa fase, infatti, si avvia in modo regolare, procede secondo la norma e la testa del bimbo si impegna in modo corretto nel canale del parto, il parto naturale diventa possibile.
È necessario il cesareo se…
Nel caso in cui, invece, in qualsiasi momento il ginecologo rilevi qualche problema nel corso del travaglio di prova, è necessario ripetere il cesareo, per non rischiare che l’utero possa rompersi nel punto della cicatrice lasciata dal precedente cesareo.
Si programma invece direttamente il cesareo, senza tentare il travaglio di prova, quando il ginecologo valuta che sia troppo rischioso provare il parto naturale (per esempio, nel caso in cui questo avvenga a distanza di meno di un anno dal precedente cesareo) oppure se ritiene che si possano ripresentare le condizioni che hanno portato al primo cesareo.
In breve
SE COMPARE QUALCHE PROBLEMA…
Nel caso in cui, in qualsiasi momento durante il travaglio di prova, il ginecologo rilevasse qualche problema, diventerebbe indispensabile ripetere un parto cesareo, per non rischiare che l’utero possa lacerarsi nel punto della cicatrice lasciata dal precedente intervento.
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